Non deve essere per niente facile scrivere la sceneggiatura di un film di animazione che tratti delle emozioni di una bambina. Descrivere quello che prova un essere umano non è cosa da niente.

Idea. Perché allora non affidare alcune sue emozioni, come la gioia, la tristezza e la rabbia, ad alcuni buffi, ma carismatici, personaggi?

Si, non deve essere per niente semplice, ma allo studio Pixar, molto probabilmente, le sfide difficili non fanno così paura, visto che sono riusciti a creare un gioiello di film.

La sceneggiatura di “Inside Out” descrive gran parte della vita di Riley, dolce e serena figlia unica che vive in una famiglia che le da affetto ed amore, puntando sulla rappresentazione di ciò che succede nella sua mente e nel suo animo.

Nel film, proprio come si evince dal titolo, si vede ciò che succede all’interno di Riley, ed ogni azione fatta si ripercuote nei suoi comportamenti giornalieri.

Sono cinque le emozioni principali che gestiscono il suo carattere e soprattutto la sua personalità: Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura.

Il maiuscolo usato non è un refuso, perché ognuno di loro è rappresentato come un vero e proprio personaggio del film che parla, si esprime e fa ridere con diverse gag.

Ognuno di loro è disegnato in modo ragguardevole: Gioia è sbarazzina, ovviamente ottimista, ed indossa un vestitino verde chiaro , classico colore della speranza.

Tristezza ha un unico colore che la contraddistingue, quel blu che in inglese richiama alla malinconia (da qui il nome della musica “Blues”),  e si copre con un maglione a collo alto per nascondersi il più possibile agli altri.

Rabbia è rosso, colore tipico della furia, e Paura è magro con il gilet ed il papillon. Disgusto è schifiltosa, ed è quella vestita con maggiore cura proprio perché si atteggia da simpatica snob.

Ma i loro vestiti, nonché le loro movenze adatte al loro ruolo, sono solo la punta dell’iceberg di un prodotto eccellente che offre un’atmosfera particolare ed immersiva.

Un vero e proprio inno all’originalità ed alla fantasia, pensando solamente a come viene rappresentato l’universo del conscio e dell’inconscio  di Riley, con diverse isole che rappresentano la sua personalità, e delle biglie colorate e splendenti che si rifanno ai suoi ricordi.

Inutile cercare di spiegare tutti i grandi tocchi di classe del progetto creato da Pixar in una recensione, perché “Inside Out”  va visto ed apprezzato in ogni sua sfaccettatura.

Il film, va detto, è assolutamente indirizzato verso un pubblico adulto. Di certo non si troveranno contenuti poco adatti ad un bambino (non c’è violenza in alcun modo), ma il pubblico dei più piccoli capirà probabilmente poco dei concetti che la sceneggiatura con successo veicola attraverso i dialoghi, le situazioni e le splendide composizioni sonore.

Inside Out è un colorato ed originale viaggio che rappresenta le diverse sfumature caratteriali di tutti noi,  tramite convincenti personaggi fantasiosi che diventano assolutamente credibili,  mentre li osserviamo quando si affaccendano nelle loro particolarissime mansioni quotidiane.

Osservare, per esempio,  dei piccoli esseri che cancellano i ricordi della ragazza aspirandoli fischiettando è un momento ilare e di grande intrattenimento cinematografico. Per non parlare della divertente rappresentazione dei sogni e di come essi  vengono gestiti prima che compaiano nella mente di Riley.

Non manca assolutamente il pathos dentro questo splendido progetto, che richiama a considerazioni che superano la solita, a volte retorica, morale che spesso alcuni film ci propinano.

Un progetto riuscito in tutti i sensi questo “Inside out”, che va assolutamente apprezzato e visto più volte per carpire tutte le grandiose sfumature che i sceneggiatori hanno dotato al loro cult dell’animazione.

Dove vedere Inside Out
COMMENTO
Un progetto riuscito in tutti i sensi questo Inside out, che va assolutamente apprezzato e visto più volte per carpire tutte le grandiose sfumature che i sceneggiatori hanno dotato al loro cult dell’animazione.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".