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Arriva nei cinema dal 16 ottobre 2026 Se ami qualcuno dillo, esordio alla regia di Marco Bonini, autore del romanzo omonimo a cui si ispira il film. Nel cast Edoardo Leo.

Non è sempre facile, nella vita, avere delle seconde occasioni. Il destino regala una nuova possibilità a Sergio, interpretato da Edoardo Leo, un uomo che ha sempre vissuto senza prestare troppa attenzione ai bisogni delle persone che gli stavano accanto. Un modus vivendi che lo ha portato a pensare solo a sé stesso e a rifiutare in toto il concetto di affettività in qualsiasi rapporto umano, soprattutto quando a essere coinvolta era un’altra donna. Ma la vita, talvolta, si erge a maestra, e lo fa con mezzi e avvenimenti che mai avremmo immaginato potessero cambiare in meglio l’esistenza di un uomo.

Un impulso sessuale intriso di rabbia

Se ami qualcuno dillo si apre con Edoardo Leo protagonista di un rapporto intimo con una donna che non è la sua compagna.

L’atto si trasforma presto in una scarica di adrenalina intrisa di rabbia, un risentimento malcelato che Sergio coltiva da tempo nei confronti dell’ex moglie Alba, a cui presta il volto Giovanna Mezzogiorno.

Un certo Sigmund Freud affermava che Eros e Thanatos sono le due pulsioni fondamentali della vita, e a farne le spese è proprio Sergio, che prima di consumare l’amplesso cade rovinosamente a terra, privo di sensi. Il suo cuore, colmo di rabbia, ha mostrato tutto il proprio disappunto e ha smesso di funzionare correttamente.

Gabriella, l’attuale compagna (Claudia Gerini), è testimone di quegli attimi di panico e lo soccorre: sarà l’inizio di un nuovo capitolo nella vita di un uomo che non conosce nemmeno il vero significato di affetto ed empatia.

Sergio è, in un certo senso, un uomo azzerato, costretto a reimparare a vivere la propria esistenza e a gestire i propri affetti. Una sciagura che ha il sapore di una rinascita dolceamara.

Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno nel film Se ami qualcuno dillo.
Il primo confronto di Gabriella e Alba dopo il malore di Sergio. Una sala d’aspetto di un ospedale può trasformarsi facilmente in un campo di battaglia

Una famiglia allargata, piena di donne occasionali

Quando Sergio viene trasportato in ospedale, la sala d’attesa diventa presto una vera e propria testimonianza di quanto a quest’uomo piacesse collezionare rapporti fugaci.

Ma tra queste presenze occasionali ci sono anche persone che provano affetto autentico per lui: Alba, Gabriella e Giulio, il figlio avuto dall’ex moglie, interpretato da Biagio Venditti.

Sarà proprio Giulio la voce narrante del film, che accompagnerà gli spettatori alla scoperta del frastagliato rapporto affettivo con il padre: occasioni ideali per approfondire non solo il profilo di questo ragazzo estremamente umano e disponibile, ma anche le esperienze che lo stesso Sergio visse con il proprio genitore, una figura anaffettiva, che gli consigliava spesso di non perdere tempo con le donne, simbolo di sciagura.

Edoardo Leo e Claudia Gerini nel film Se ami qualcuno dillo.
Sergio rivede il mare e la sabbia dopo essere stato per giorni in ospedale: una visione magica e poetica

Alba e Gabriella, due donne apparentemente in lotta

Altri due personaggi fondamentali del film sono proprio Alba e Gabriella, due presenze femminili dal carattere impulsivo e dalla grande personalità, che spesso si scontrano in nome del legame che le unisce a Sergio.

Alba, pur non essendo più sua moglie, capendo che quest’uomo può ricominciare da capo, cova dentro di sé sentimenti che si avvicinano alla rivalsa: la rivalsa di una donna che ha dedicato al marito molti anni della propria vita.

Sergio può essere potenzialmente “plasmato” in un uomo nuovo, capace finalmente di comprendere quanto l’amore e gli affetti siano fondamentali nella vita.

Dall’altro lato di questo ipotetico ring sentimentale c’è invece Gabriella, una donna che vuole prendersi cura del proprio compagno di buon grado, pur essendo stata testimone di come quest’ultimo non conoscesse il significato della fedeltà.

Il personaggio di Gabriella, sebbene appaia di primo acchito piuttosto superficiale, si rivela in realtà stratificato, segnato da seri problemi di salute che ne minano la serenità.

In mezzo a loro c’è Giulio, il più giovane ma anche il più saggio, dotato di un’intelligenza emotiva fuori dal comune, che gli permette di riequilibrare il rapporto con il padre e persino di migliorarlo considerevolmente, nonostante quest’ultimo debba ormai fare i conti con un importante danno cerebrale e con la propria capacità di intendere e di volere fortemente compromessa.

Clemente Pernarella, Giovanna Mezzogiorno e Claudia Gerini nel film Se ami qualcuno dillo.
La situazione di Alba è ancora più complessa dal momento che sta per convolare a nozze con l’uomo in questa foto

Un esordio registico apprezzabile

Se ami qualcuno dillo, primo film da regista di Marco Bonini, mostra una visione d’insieme tutto sommato valida.

La cinepresa, pur non sfoggiando particolari virtuosismi (che sarebbero peraltro fuori luogo in un film di questo genere), riesce a restituire con efficacia gli ambienti ospedalieri, spesso malinconici e claustrofobici, con un piglio leggermente ironico grazie a una colonna sonora volutamente leggera.

L’obiettivo riprende spesso Edoardo Leo nel mostrare il proprio personaggio in difficoltà anche nel compiere le azioni più elementari, ma dedica attenzione anche a chi gli sta intorno, come il brillante dottore e la simpatica infermiera, due figure che assumeranno un ruolo non secondario nella narrazione.

Anche Roma è protagonista del film, con riprese a volo d’uccello che incorniciano spesso le bellezze antiche della Capitale, compresi i vecchi quartieri in cui Sergio giocava da bambino. Spazio scenico anche per il paesaggio marittimo romano, dove il personaggio interpretato da Leo vive da solo.

Il regista e scrittore Marco Bonini assieme ai protagonisti del film Se ami qualcuno dillo.
In foto lo scrittore e regista Marco Bonini assieme ai personaggi principali del film

Il dramma del proprio passato

Il maggior pregio del film è la capacità della sceneggiatura di tratteggiare il personaggio di Sergio: non solo un uomo burbero e spesso privo di educazione, ma anche la vittima di un padre anaffettivo, che gli ha trasmesso una visione distorta della figura femminile.

Sebbene il plot non approfondisca il lato psicologico di Sergio attraverso complessi apparati teorici, le diatribe verbali con Alba e Giovanna riescono comunque a comporre con chiarezza il suo mosaico emotivo.

Il quadro si fa ancora più nitido grazie a efficaci flashback, in cui compare la figura del padre machista, che non seppe mai trasmettere al proprio figlio una vera educazione sentimentale.

Non solo Sergio

Se il profilo caratteriale del protagonista è trattato con cura, lo stesso vale per le due importanti figure femminili che gli stanno accanto.

Alba e Gabriella incarnano una forte personalità al femminile e uno spirito capace di accantonare volontariamente i propri rancori in nome di sentimenti più grandi: una scelta coraggiosa, che le rende, nel film, due figure incredibili nel loro afflato umano.

Per quanto riguarda Giulio, dopo la visione ho avuto la sensazione di voler sapere di più su questo ragazzo, privato per anni dell’affetto paterno, capace di trasformare la rabbia in un amore profondo.

La sua è forse la figura più importante dell’intero racconto, perché rappresenta il simbolo di un amore filiale che ha trovato, in una tragedia, la via per dare un nuovo inizio a un rapporto con il padre che prima non esisteva.

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COMMENTO
Se ami qualcuno dillo è un film che riesce a rappresentare con efficacia la disgrazia di un uomo che, a poco a poco, si trasforma in un’inedita seconda possibilità. Sebbene la storia si concentri giustamente su Sergio, grande spazio narrativo è riservato anche ad Alba e Gabriella, due figure femminili emblema di un amore che non si macchia di rancore, ma sceglie piuttosto la via della misericordia. Fondamentale anche la figura di Giulio, un giovane che sfoggia una maturità sentimentale sorprendente, capace da solo di riequilibrare il difficile rapporto tra l’ex moglie di Sergio e l’attuale compagna. L’esordio alla regia di Marco Bonini è un film apprezzabile, capace di offrire uno sguardo inedito sull’amore e sugli errori di un uomo. Peccato che l’ultima parte risulti in parte ridondante, mostrando aspetti del personaggio di Gabriella che avrebbero meritato un maggiore approfondimento e che, gestiti in questo modo, finiscono per apparire poco più che un espediente narrativo utile a sottolineare la ritrovata umanità di Sergio.
6.8
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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