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venerdì, Maggio 15, 2026

Good Boy: trailer, trama e data d’uscita del thriller di Jan Komasa

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Stephen Graham nel film Good Boy.
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Arriva nelle sale il 6 marzo 2026, distribuito da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures, Good Boy, il nuovo film del regista candidato all’Oscar Jan Komasa. Un thriller cupo e disturbante che si muove tra fiaba nera e dramma psicologico.

La trama di Good Boy

Protagonista è Tommy, diciannovenne violento e fuori controllo, immerso in droga, feste e aggressività.

Dopo una notte di eccessi, il ragazzo viene rapito e si risveglia incatenato nel seminterrato di una casa isolata.

Qui vive una famiglia benestante e apparentemente rispettabile: Chris, sua moglie Kathryn e il figlio Jonathan. Ma il loro obiettivo è inquietante: “rieducare” Tommy e trasformarlo in un “bravo ragazzo”.

Quella che dovrebbe essere una cura diventa una riabilitazione forzata, un percorso coercitivo in cui Tommy deve decidere se sottomettersi ai suoi aguzzini o tentare una fuga disperata.

I temi del film

Con Good Boy, Jan Komasa esplora il confine sottile tra amore e controllo protezione e prigionia, cura e violenza.

Il film solleva una domanda centrale e scomoda: la libertà ha ancora valore se nessuno ci guarda? Meglio l’autonomia nella solitudine o la sicurezza di una “cura” costante, anche se imposta?

Un cast di alto livello

Il film è interpretato da Stephen Graham, vincitore di Emmy e Golden Globe, Andrea Riseborough, candidata all’Oscar per To Leslie e Anson Boon, vincitore del Premio Vittorio Gassman al Miglior Attore alla Festa del Cinema di Roma. Un trio che guida una storia intensa, claustrofobica e moralmente ambigua.

Le parole del regista

Good Boy è nato da un’idea che non riuscivo a togliermi dalla testa: in un mondo affamato di attenzione, la libertà è ancora desiderabile se nessuno ti vede? Sceglieremmo l’autonomia in solitudine o preferiremmo rinunciare alla libertà per il conforto di cure costanti? – dice il regista Jon Komasa. Lavorando con Stephen Graham, Andrea Riseborough e Anson Boon, ho voluto esplorare la sottile linea di demarcazione tra amore e tirannia, silenzio e violenza, il tutto intriso di un senso dell’umorismo nero britannico e polacco senza compromessi, che aleggia provocatoriamente nella zona grigia della moralità”