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Abbiamo visto in anteprima Elio, il nuovo film Disney e Pixar dalle atmosfere sci-fi, in arrivo nei cinema il 18 giugno 2025.
Non è facile avere 11 anni ed essere dotati di un’immensa immaginazione che porta a fantasticare sull’universo, e soprattutto sugli extraterrestri che lo popolano.
Non è facile perché un bambino con queste specificità tende a isolarsi e a rimanere nella sua comfort zone, fatta di curiose ipotesi su come possa essere entusiasmante essere rapiti dagli alieni e scoprire cosa si cela nell’oscuro spazio, ove nessuno può sentirci urlare.
Elio Solis è il bambino in questione: pieno di energia e restio a uniformarsi alle abitudini e agli interessi dei suoi coetanei, soprattutto da quando il suo mondo è in parte crollato a causa di una tragedia che mai avrebbe immaginato potesse accadere.
E.T. Telefono Casa
Mi sono permesso di scomodare la famosa frase dell’amato film di Steven Spielberg per un motivo ben preciso: proprio come l’adorabile alieno creato dal genio di Rambaldi aspirava a contattare i suoi simili per andare nello spazio, anche Elio prova da tempo a fare lo stesso.
Magari senza Texas Instruments, ma con l’ausilio di mezzi tecnologici che utilizza grazie al lavoro della zia, impiegata come maggiore nell’esercito statunitense.
Prova che ti riprova, Elio riesce finalmente ad avere contatti con gli alieni e a conoscere il Comuniverso, un luogo in cui tutte le creature rappresentanti di ogni pianeta vivono pacificamente.
Inizia così un’epica avventura per l’undicenne Elio, che mai si sarebbe immaginato di conoscere il concetto di amicizia lontano dal pianeta Terra. E, si sa, chi trova un amico trova un tesoro, anche a centinaia di anni luce da casa sua.

Trovare una connessione con il mondo e le persone che ci circondano
Il film Disney e Pixar, diretto da Madeline Sharafian (La tana), Domee Shi (Bao, Red) e Adrian Molina (co-sceneggiatore/co-regista di Coco), riesce, attraverso una narrazione vivace e priva di tempi morti, a veicolare messaggi di grande importanza che riguardano le difficoltà genitoriali e il profondo concetto di solitudine.
Il protagonista, Elio Solis, è un bambino che si sente solo e isolato dal mondo: un mondo che rinnega, in favore del suo smisurato amore per lo spazio e per gli alieni.
Vorrebbe allontanarsi volontariamente dalla Terra, che considera un posto in cui non è riuscito a costruire connessioni umane di qualità con i suoi pari, che lo reputano un soggetto bislacco e, per questo, perfetto da bullizzare.

La struttura narrativa di Elio, sebbene possa sembrare destinata unicamente a un pubblico più giovane, in realtà è ricca di una morale vivida e perfettamente in linea con il periodo storico che viviamo, fatto di giovani che spesso basano le loro relazioni solo sulla collezione di “like” attraverso i social network.
Ma se, parlando di Elio e della sua vita, la storia si concentra sulle specificità di questo bambino, quando mettiamo piede nel Comuniverso la sceneggiatura ne approfitta per affrontare anche i temi della fratellanza umana: un tema più che mai attuale in un periodo in cui il mondo è gravato da diverse guerre.

Sembra il cattivo di turno, ma in verità è tutt’altro
Quando in Elio compare un personaggio dalle fattezze aggressive e dal temperamento iracondo, subito si pensa all’inserimento (forzato) nella sceneggiatura di una sorta di villain contro cui Elio debba confrontarsi.
Niente di più lontano dalla realtà, per fortuna. Lord Grigon — questo il nome del personaggio — rappresenta il vessillo di una nota debolezza umana: quella di nascondere i propri sentimenti e di volerci barricare dietro una corazza che ci faccia apparire forti e privi di debolezze.
Lord Grigon, da sterile apparizione, si trasforma in messaggero di amore e tolleranza paterna, ed è protagonista di una delle scene più commoventi dell’intero film.
Un bel colpo di scena, se così possiamo definirlo, che dimostra ancora una volta come la sceneggiatura di Elio ami sorprendere il pubblico con trovate inaspettate e dalla considerevole profondità emotiva.




































