L’ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano e veterano del Vietnam John Rambo è uno dei personaggi più importanti mai impersonati da Sylvester Stallone.

Sebbene lui stesso abbia dichiarato che l’indimenticabile Rocky Balboa sia l’icona cinematografica più vicina al suo carattere, è indubbio che il sofferente e invincibile Rambo abbia contribuito a rendere Stallone una stella hollywoodiana.

Da sempre l’idea che il pubblico si è fatta di Rambo è quella di un uomo dal carattere indomabile, dotato di una forza d’animo e di una possanza incredibili. Un personaggio dalle connotazioni supereroistiche per certi versi, anche se privo di poteri speciali.

Il primo film, quel First Blood datato 1982, metteva in scena un uomo che, oltre alle sue doti militari eccezionali, aveva un passato orribile da affrontare, pieno di eventi drammatici che faceva fatica ad accettare.

Sempre parlando del primo Rambo, è curioso notare come Sylvester Stallone non uccida nessuno durante la pellicola.

Tutti i suoi sforzi sono tesi a fuggire e difendersi da una società americana cieca e piena di pregiudizi verso un ragazzo che come colpa ha solo quella di essere reduce dall’inferno vietnamita.

DEMONI INTERIORI

Con Last Blood Sylvester Stallone ha voluto chiaramente rappresentare un ex soldato che ancora non ha vinto, e probabilmente non lo farà mai, la battaglia con gli acerrimi demoni interiori che sovrastano la sua serenità interiore.

L’incipit del film svela subito la caratterizzazione spettacolare della regia, con John che cerca di mettere in salvo una famiglia da una tempesta che vomita centinaia di litri di acqua dal cielo.

John Rambo, quello del 2019, si presenta dunque come un salvatore, un eroe che cerca di abbattere il male con le sua capacità fisiche e, dopotutto, si dispera se non riesce  nell’intento.

Rambo ora si è stabilito in Arizona, in quella che è la cosa più simile ad una nuova famiglia, comprensiva di una giovane ragazza di nome Gabrielle che, pur non essendo sua figlia, è come se lo fosse.

Con questa nuova sistemazione l’ex reduce riesce a tenere a bada le sue profonde ferite interiori, cercando di contenere tutto il dolore e la rabbia che potrebbero sfociare da un momento all’altro.

La sua enorme collera è una minaccia per il suo delicato equilibrio interiore; l’unica (e più importante) missione della sua vita ora è quella di proteggere i suoi cari, soprattutto questa giovane ragazza che sembra non abbia capito quanto può essere cattivo il mondo.

UN DESTINO SEGNATO

La felicità non dura per sempre, e lo sa bene il nostro protagonista, che ogni giorno deve convivere con l’idea che tutte le persone a cui ha voluto bene ora sono dei fantasmi.

Le cose sembravano andare per il verso giusto, grazie al delicato equilibrio instaurato con la forza dell’affetto delle nuove persone che gli sono accanto.

Ma il male decide di sedurre anche l’innocente Gabrielle. Rambo non può sottrarsi nel combattere ancora per difendere le briciole di amore che ha raccolto in questi anni.

Nessuno ha il diritto di nuocere a questa ragazza, almeno non finché lui vivrà su questa terra avara di felicità.

VENDETTA, TREMENDA VENDETTA

La saga di Rambo è cambiata notevolmente dopo il primo film, ne siamo tutti a conoscenza. Dal secondo capitolo in poi il personaggio di Sylvester Stallone ha reinventato il suo ruolo.

Dalla preda che era nel primo First Blood, ora John è un cacciatore che tenta il tutto per tutto per salvare gli innocenti, senza alcuna apparente pietà per tutti coloro che si meritano una giusta punizione.

Questo concetto è esaltato in Last Blood, dove Rambo diventa un vero e proprio punitore verso coloro che hanno fatto del male a Gabrielle.

Le drammatiche ingiustizie che la ragazza deve subire non permettono più a Rambo di contenere la sua rabbia: quell’uomo che fino a quel momento si era ripromesso di non usare più violenza verso il prossimo si trasforma in una vera e propria belva feroce.

Il sangue che farà scorrere disseterà la sua enorme sete di vendetta, una vendetta in cui lui stesso crede fermamente e che potrà operare grazie all’aiuto della giornalista Carmen.

Rambo d’altronde si trova in missione in Messico, un territorio a lui sconosciuto; sarà grazie a Carmen, una convincente Paz Vega, che potrà ottenere le giuste informazioni per consumare i suoi violenti omicidi.

Last Blood si presenta come un perfetto Revenge Movie con protagonista Sylvester Stallone, contraddistinto da espliciti effetti speciali che mostrano teste mozzate, sangue e interiora che si aggirano per tutta la scenografia.

Sebbene la sceneggiatura possa sembrare povera di idee ed esageratamente violenta, Rambo si comporta in modo perfettamente coerente con il suo stato d’animo.

Quello che è accaduto a Gabrielle lo ha reso un uomo alla deriva psicologica, che non riesce a capacitarsi di tutto il dolore che sta provando e che reagisce nel modo a lui più congeniale, combattendo come gli hanno insegnato mentre era un micidiale soldato.

COMMENTO
Rambo Last Blood non è un film facile da giudicare. A fronte di un plot narrativo estremamente semplice che mette al centro del racconto unicamente la figura di Stallone, è anche giusto cercare di esprimere una chiave di lettura adatta al controverso personaggio di Rambo. Tutta l’esagerata e immensa furia vendicativa dell’ex soldato potrebbe apparire sproporzionata e a tratti grottesca, ma in fondo è perfettamente coerente con lo shock emotivo che John subisce durante il film. Stallone per l’ultimo capitolo della saga del reduce più famoso del mondo ha voluto delineare i tratti psicologici di un uomo che, purtroppo, non ha risolto i suoi gravi problemi interiori. Una vita felice non è prevista per Rambo, soprattutto ora che la sua Gabrielle è in pericolo. L’enorme punizione che riserva agli aguzzini della ragazza è uno spropositato omaggio all’arte dell’uccisione, quella in cui, volente o meno, Rambo eccelle. Peccato per le “quasi comparsate” di Paz Vega durante il film. Una parte più importante dell’attrice forse poteva dare maggiore spessore alla trama e arricchire il gravoso profilo psicologico del protagonista. Last Blood è un capitolo conclusivo che non ha paura di mostrare tutto il marcio della vita di Rambo. I cadaveri che riecheggiano nella sua mente non potranno mai essere cancellati. John Rambo è un vero eroe dopotutto, perché ha saputo scegliere la via del bene anche se offuscata dal male. Ma un consiglio: non fatelo mai incazzare, perché sarebbe l’ultima cosa che farete prima di morire.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".