Dopo aver spopolato in televisione per alcuni anni attraverso le appassionanti vicende de Il Trono di Spade, il genere fantasy è pronto per raccontare una nuova storia, questa volta in streaming con una nuova serie televisiva di Netflix.

Intitolato Cursed, lo show Netflix racconta delle avventure di Nimue, una ragazza dalle fattezze umane ma che racchiude dentro di sé un potente potere che le deriva dalla sua discendenza dalla razza delle fate.

Cursed è una serie tratta dal libro di Tom Wheeler e Frank Miller, e offre una originale rivisitazione della storia di Merlino e di Artù. Quest’ultimo, sebbene rimanga un valoroso guerriero senza paura, è moralmente ambiguo perché vive come un mercenario e soffre della prematura perdita di un padre che soleva essere la sua guida spirituale.

Anche Merlino è tratteggiato da una personalità sui generis, contraddistinta da un carattere volubile e da un eccessivo amore per il vino; il nettare d’uva spesso lo rende un uomo ubriaco, privo di sensi e incapace di essere presente a se stesso.

UNA MALEDIZIONE CHE SALVERÀ’ IL SUO POPOLO

Nimue, interpretata dalla protagonista del serial Tredici Katherine Langford, è una ragazza che mai si sarebbe immaginata di affrontare un destino così importante e difficile da gestire.

Abituata ad una vita serafica in compagnia delle sue amiche e rassicurata dal perdurante affetto della madre, Nimue  si ritrova da un momento all’altro carica di  grandi responsabilità che coinvolgono non solo la sua vita ma quella di tutto il suo popolo.

Come se non bastasse, la ragazza prende possesso di una particolare e potente spada. Quest’ultima dovrà  essere recapitata ad un uomo di nome Merlino, secondo le precise indicazioni di sua madre. Merlino, un nome che non era mai stato udito da Nimue prima d’ora, ma che sembra essere un uomo di vitale importanza per tutti loro.

Inizia così il pellegrinaggio della fata, che abbandonerà per sempre la sua vita di prima in favore di un’esistenza fatta di combattimenti e di nuove amicizie di vitale importanza per restare viva.

NON E’ IL TRONO DI SPADE E NEMMENO IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Sebbene i paragoni molto spesso siano inutili da fare, soprattutto nell’ambito della critica, è normale che qualsiasi spettatore amante del genere fantasy, iniziando lo show Netflix,  pensi a quanto si emozionò vivendo la famosa serie televisiva firmata HBO e l’adattamento cinematografico del romanzo di J. R. R. Tolkien diretto da Peter Jackson.

Potete tranquillamente scordarvi la complessa sceneggiatura piena di personaggi de Il Trono di Spade oppure i momenti di tensione emotiva che avete vissuto con le peripezie di Aragon e Bilbo, perché Cursed non prevede una sceneggiatura che punti ad un grande pathos oppure ad un plot estremamente complesso.

Sebbene durante le prime scene Cursed possa sembrare un prodotto prettamente televisivo e vittima di un budget risicato, con il passare delle puntate risulta chiaro invece come abbia diversi pregi che lo rendono appetibile.

Iniziando dal discreto campionario di personaggi, alcuni abbastanza stravaganti e impressionanti (uno su tutti l’orribile re dei lebbrosi), fino alla lodevole rappresentazione di sangue e gore, indispensabili per sottolineare la fisicità dei combattimenti con la spada, Cursed  riesce ad essere una serie TV divertente e per niente noiosa.

Nimue, lasciando la sua casa,  incontrerà diverse fate e conoscerà così la sconfinata diversità fisiognomica della sua razza, che non prevede solo esseri  somiglianti ad un essere umano, ma vere e proprie creature dai tratti quasi animaleschi e dalla pelle dai colori diversi.

KATHERINE LANGFORD, DA TEENAGER PROBLEMATICA A EROINA

Sebbene fosse perfetta nella parte della giovane afflitta da problemi esistenziali nel serial Tredici, con il suo sguardo languido e i suoi atteggiamenti insicuri, risulta difficile immaginare la stessa attrice nei panni di una risoluta e volitiva combattente armata di spada.

In effetti, durante le prime puntate di Cursed la recitazione della Langford appare goffa, e sembra quasi di vedere ancora quella ragazza sparuta devastata da problematiche con il suo gruppo dei pari, proprio come appariva nella serie che l’ha resa famosa.

La sceneggiatura di Cursed però, intelligentemente, prevede proprio una protagonista che, durante le prime fasi del suo viaggio alla scoperta di sé stessa e delle sue capacità, appare profondamente restia ad accettare il suo difficile fato e soprattutto si sente inadeguata.

Atteggiamenti che ben si adattano alle capacità attoriali di Katherine Langford, che nelle fasi finali della serie TV riesce, dopotutto, a risultare più sicura di sé e meno impressionabile di fronte ad un corpo straziato da una affilata lama di spada.

LA RELIGIONE COME ARMA DI DISTRUZIONE

Cursed prevede diversi personaggi nella sua ricca sceneggiatura, numerosi dei quali risultano moralmente ambigui e lontani dall’essere solo “buoni” oppure “cattivi”.

La stessa cosa non si può dire dell’esercito dei paladini incappucciati, composto da religiosi che in nome di Dio vogliono sterminare e bruciare al rogo tutte le fate, ingiustamente additate come streghe e figlie del demonio.

Una pratica disumana che l’uomo, purtroppo, ha compiuto diverse volte durante le varie epoche storiche.

La legione di uomini con toghe rosse, dello stesso colore del sangue innocente che fanno versare, durante tutta la stagione sarà alla ricerca di Nimue e soprattutto della potente spada, perpetrando omicidi così ingiusti e insopportabili che sarà spontaneo da parte dello spettatore gioire quando uno di loro perirà per mano della fata eroina oppure trafitto dalla spada dei cavalieri che combattono accanto a Nimue.

La terribile repressione e il terrorismo religioso che ne consegue, è rappresentato perfettamente in Cursed, attraverso lo sguardo vitreo e disumano di uomini che portano il simbolo della croce sopra la loro testa, come vessillo di una credenza assurda che sembra permettergli loro di massacrare uomini, donne e bambini.

COMMENTO
Poteva essere il nuovo “Fantaghirò made in Netflix”, con la sua protagonista femminile dagli occhi magnetici e una scenografia fantasy all’acqua di rose, ma così (fortunatamente) non è stato. Cursed, sebbene non possa concorrere con campioni dell’intrattenimento come Il Trono di Spade e Il Signore degli Anelli, ha tutta una sua personalità che sicuramente rende la visione della stagione, composta da dieci episodi, più che gradevole. La cosa migliore che offre Cursed, oltre a diversi personaggi e mostruosità, da sempre ben accetti nel genere, è una violenza espressa nella maniera più adeguata. Gli effetti speciali mostrano sangue e corpi smembrati in modo palese, proprio come dovrebbero apparire quando vengono seviziati da una spada. Caratteristiche che sapranno sicuramente irretire anche gli appassionati di gore e di horror. Sono molte le tematiche che la serie offre, perché oltre ai maledetti religiosi assassini, Nimue dovrà vedersela anche con tutti coloro che desiderano ardentemente questa spada così potente. Un plot dunque ricco di avvenimenti ma non confusionario, che ha l’ardire di mettere in scena tanti competitor alla spada più potente di sempre ma senza mettere in confusione lo spettatore, magari da poco reduce dall’ultima stagione del contorto serial Dark. Dieci episodi di quasi un’ora ciascuno, zero noia: questo è Cursed, una pietanza mediale ideale da consumare durante le calde serate estive.
7.3
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".