Il terremoto di Messina fu uno dei sismi più violenti d’Italia e del XX secolo. In meno di un minuto le scosse di magnitudo 7,1 devastarono la città di Messina, provocando migliaia di vittime e distruggendo il volto di una importante città storica italiana.

Diretto da Ascanio Malgarini & Christian Bisceglia e scritto dallo stesso Bisceglia, l’horror Cruel Peter racconta una storia ambientata proprio in quel drammatico anno.

Il film è disponibile dal 21 maggio su RaiPlay, il servizio streaming gratuito offerto da Rai.

Protagonista della pellicola  è Peter Hoffman (Aran Bevan), tredicenne erede di una facoltosa e potente famiglia inglese di commercianti.

Peter non è normale, perché ama seviziare e uccidere animali e creature indifese, per il solo gusto di vederle soffrire. Una condotta inqualificabile, che presto porterà il bambino a provare a torturare anche esseri umani.

La madre di Peter è cosciente dell’atteggiamento sadico del figlio, ma non ha alcuna intenzione di cercare di sanare la sua mente deviata. D’altronde, la ricchezza e l’influenza della famiglia Hoffmann permette loro di compiere qualsiasi nefandezza e risultare lo stesso impuniti.

Ma un giorno Alfredo,  il figlio del giardiniere (Christian Roberto), decide che è arrivato il momento per Peter di sanare i suoi peccati, e sceglierà un modo orribile per punire il ragazzino.

Questo l’incipit di Cruel Peter, che getta le basi per una storia di possessioni e fantasmi che coinvolgerà, nel presente, l’archeologo  inglese Norman Nash (Henry Douthwaite), che si reca da Londra a Messina con sua figlia Liz (Zoe Nochi) per gestire il restauro dello storico Cimitero Inglese che si trova all’interno del Cimitero Monumentale.

I FANTASMI DI MESSINA

La vita di Norman da quando non ha più accanto la moglie non è facile, perché deve quotidianamente lottare con un crudele senso di colpa che si riflette sul complesso rapporto con la figlia adolescente Liz.

Il lavoro da archeologo dell’uomo da anni è difficile da portare avanti, anche perché la sua personalità, erosa dai drammatici eventi della vita, non gli permette più di gestire grandi responsabilità lavorative.

L’occasione del Cimitero Inglese di Messina sembra essere ideale: il progetto non è poi così complesso e l’aria marittima della città siciliana sicuramente gioverà a lui e alla figlia. E’ tempo di fare i bagagli e di salutare Londra, almeno per ora.

Purtroppo Messina si presenta come un luogo in cui non è facile lavorare; sembra quasi che le persone osteggino il suo ruolo da archeologo, come se dovessero nascondere qualcosa agli stranieri.

Il ritrovamento di una curiosa lapide dentro il cimitero, su cui vi sono scritti alcuni versi che inneggiano all’omicidio di una persona, fanno scattare in Norman la voglia di investigare per cercare la verità.

Una verità fatta di maledizioni e spiriti maligni, che colpiranno Norman e sua figlia.

ORRORE BEN CONGEGNATO

Da subito guardando il film di Ascanio Malgarini & Christian Bisceglia si nota una certa cura nella realizzazione.

A partire dalle leggere note musicali, che punzecchiano delicatamente i tasti di un pianoforte, fino alla fotografia immersa in scene per lo più girate durante l’imbrunire o di notte, Cruel Peter ha tutti i crismi per essere un’ottima Ghost Story.

L’idea poi di ambientare la storia durante il periodo del catastrofico terremoto rende tutta la sceneggiatura in qualche modo più credibile e drammatica.

Il plot di Cruel Peter, anche se non sembra dal titolo, intelligentemente non punta solo a mostrare come protagonista il deviato Peter e i suoi macabri hobby, ma coinvolge anche la sua famiglia.

Nel film Messina è caratterizzata come una città ove la cultura del soprannaturale è radicata. I morti, secondo gli abitanti, diventano spiriti, e non tutti sono buoni.

Un atteggiamento singolare che dapprima Norman cerca di rifiutare, ma che in seguito dovrà accettare essendo coinvolto di persona in avvenimenti oscuri e privi di una spiegazione razionale.

Per fortuna l’uomo può giovare dell’aiuto di Bianca (Katia Greco) e Emma (Aurora Quattrocchi). Sarà soprattutto quest’ultima che proteggerà Liz e farà scoprire a Norman tutti i misteri della dimensione ultraterrena.

EFFETTI SPECIALI E SPAVENTI

Cruel Peter  è un film che può essere goduto dalla stragrande maggioranza del pubblico adulto, anche da quello facilmente impressionabile.

Sebbene il film dedichi alcuni momenti alla visione di sangue e gore, Cruel Peter non punta ad essere un horror tipicamente splatter.

I registi di Cruel Peter hanno diretto un film che può coinvolgere e spaventare non attraverso il facile (e a tratti noioso) scare jumping, ma costruendo, scena dopo scena, un’atmosfera credibile.

La realtà cinematografica di Cruel Peter è quella di una città fatta di persone moderne ma che convivono con la certezza che i fantasmi e le streghe esistono, e purtroppo possono essere assai pericolosi.

Con un ottimo uso degli effetti speciali, che rendono alcune scene macabre, Cruel Peter riesce nell’intento di far apparire questi fantasmi come esseri pieni di malvagità.

Una crudeltà che non ha un’origine ben precisa né una causa scatenante; il messaggio del film è univoco e semplice da recepire: il male esiste e ama provocare dolore negli altri per esercitare unicamente il suo senso di profonda amoralità.

Dove vedere Cruel Peter
COMMENTO
Dal trailer e le prime clip Cruel Peter sembrava un film horror piuttosto interessante. Sebbene succeda di rado, le promesse sono state mantenute: il film di Ascanio Malgarini & Christian Bisceglia si rivela essere un’ottima storia di fantasmi. Il plot che coinvolge l’anima nera del giovane Peter e il vero terremoto messinese dei primi anni del ‘900 riesce ad essere coinvolgente e credibile, mischiando così tristi tragedie realmente esistite a quelle inventate. Cruel Peter inoltre non rinuncia anche a mostrare discreti effetti speciali, con creature oscure che spesso invadono il campo visivo della cinepresa per instillare nello spettatore un effetto claustrofobico e di disagio. Ma pensare che Cruel Peter si basi solo su effetti speciali e scare jumping sarebbe sbagliato: la migliore cosa che riesce a offrire il film è la sua atmosfera, che coinvolge la città di Messina e la particolare cultura dei residenti, aperta all’accettazione dell’esistenza di spiriti, streghe e maledizioni, da combattere con la forza della preghiera e di riti che si perdono nella memoria degli abitanti più anziani. Insomma, in Cruel Peter si respira quel cinema horror degli anni ’70, che sapeva angosciare puntando su sceneggiature credibili che mescolavano credenze religiose a quelle, ben più numerose e impressionanti, della cultura pagana.
7.4
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".