La fine del mondo sembra che sia arrivata. A causa di una forza oscura ed invisibile migliaia di persone si tolgono la vita volontariamente. Basta tenere gli occhi aperti ed essere vittima di questa minaccia che rende desiderabile il suicidio.

Bird Box è un film esclusiva Netflix con protagonista Sandra Bullock e la regia firmata da Susanne Bier, che arriva all’interno del palinsesto Netflix durante il periodo natalizio. Un Natale che si tinge di suspence per tutti gli spettatori che scelgono di abbandonare, almeno per un paio d’ore, i programmi allegri e spensierati in linea con il mood dei giorni festivi.

SIAMO SPACCIATI

Tutto questo è iniziato a partire dai paesi russi e rumeni: fiumi di persone decidono spontaneamente di uccidersi sfruttando ogni mezzo a loro disposizione: buttarsi in mezzo ad una strada sperando di essere travolti da una macchina, farsi avvolgere da un incendio oppure ricorrere ad una pallottola in mezzo ai bulbi oculari: ogni modalità di morte è ben accolta. La causa è misteriosa.

Malorie (Sandra Bullock) sembra non curarsi di questa strana epidemia: lei vive in America e questi paesi sono lontani da lei e dal suo modo di vivere, chiusa in una stanza a dipingere, tenendo in grembo un bambino arrivato per caso dopo un rapporto fugace.

Ma il male bussa presto alla sua porta, portando con sé tutta la drammaticità di strade piene di cittadini in preda al panico che urlano osservando esseri umani che bramano di morire nei modi più disparati.

Malorie nella sua fuga trova una effimera salvezza dentro una grande casa, che diventerà la roccaforte del suo dolore e di quello di altri coinquilini improvvisati, uniti dal panico più assoluto.

NON GUARDARE SE NON VUOI MORIRE

Farà presto Malorie, assieme ai suoi nuovi compagni di sventura, a capire che la morte può essere schivata solamente evitando di uscire, ma soprattutto non guardando quelle strane presenze con i propri occhi, pena una sorta di ipnosi che rende la morte una opzione paradisiaca.

In un battibaleno le finestre si coprono di giornali ed ogni vetro che riflette gli ambienti esterni viene censurato in nome di un pericolo che non ha nemmeno un nome.

Tra i nuovi personaggi di questa casa spiccano Douglas (John Malkovich) nei panni dell’abusato ruolo di uomo sarcastico e burbero che non ha la capacità di far scendere nemmeno una lacrima e Tom (Trevante Rhodes), che fa da contraltare a Douglas, essendo un uomo comprensivo, affascinante e forzuto (e poco credibile nella sua perfezione).

Il gruppo di superstiti sarà ideale per presentare allo spettatore una serie di vittime sacrificali in nome di una sceneggiatura scritta in modo distratto, in cui alcuni attori  escono di scena in modo assolutamente forzato e senza troppa logica.

SANDRA BULLOCK FOR EVER

La Bullock, protagonista assoluta del film, ha la capacità di rendere la pellicola abbastanza appettibile: la sua performance di attrice oramai navigata è discreta, e restituisce alla storia una figura femminile piena di delusioni sentimentali e figlia di una educazione troppo severa e priva di affetto.

Ma crescere in un branco di lupi anaffettivi la rende ideale per sfoggiare sangue freddo e prendere in mano la situazione, cercando di salvare la vita non solo a lei ma anche a due bambini che diventeranno ben più importanti di quello che pensava.

I pochi ambienti che il film offre allo spettatore vogliono mostrare il lungo viaggio di Malorie per cercare di raggiungere una salvezza che sembra improponibile, dal momento che per camminare all’esterno non è lecito vedere.

I suoi occhi sono bendati, il suo sguardo languido è annichilito da una potente forza omicida che si annida negli occhi di ogni essere umano. Il fine è quello di annullare la vita.

ANSIA, PAURA E TERRORE?

Niente di tutto questo: Bird Box non è un film da sconsigliare a chi odia le emozioni forti. La sceneggiatura non riesce ad innescare palpitazioni emotive in chi vede il film.

A parte l’incipit della storia, che mostra in modo verosimile atti di follia generale in cui ognuno è intento ad onorare il suicidio in maniera fantasiosa, saranno poche le scene che ci faranno sobbalzare dalla comoda e consumata poltrona.

Forse la mancanza di paura è anche figlia di costruzioni narrative e scenografiche che già abbiamo vissuto decine di volte in produzioni cinematografiche come La Guerra dei Mondi di Spielberg, oppure in E Venne il Giorno di M. Night Shyamalan che, curiosamente, mostra sempre uomini che volontariamente si tolgono la vita.

Insomma, sebbene non sopraggiunga la antipatica sensazione di deja vu, Bird Box non riesce ad elevarsi dalla massa di disaster movie oppure thriller fantascientifici che già hanno attirato la nostra attenzione e ci hanno resi così un po’ meno sensibili a questo tipo di suspence.

COMMENTO
Bird Box si guadagna una sufficienza stiracchiata, a causa di uno script a volte sconclusionato che lascia il povero spettatore con troppe questioni irrisolte. Il film non riesce ad offrire troppo pathos nelle sue scene, dal momento che la costruzione psicologica dei personaggi risulta fin troppo superficiale. Alcuni di loro poi sembrano vittime che servono a mostrare un po’ di sangue finto (a piccolissime dosi) che possa in qualche modo spaventare. Ma Bird Box non ci riesce, anche perché lo stesso divieto ai minori di 14 anni è in qualche modo esagerato, a fronte di scene che, dopotutto, non sono così forti come si possa immaginare. Il risultato finale è un film che si può vedere, sicuramente non sgradevole ma che sembrava promettere ben più emozioni dai primi trailer e dalla presenza di una star come la Bullock e la regia di Susanne Bier.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".