Biancaneve e il cacciatore

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Dopo la brillante rivisitazione di Biancaneve con Julia Roberts, è il turno di Biancaneve e il cacciatore, che prende spunto dalla nota fiaba per far diventare la dolce fanciulla una vera e propria guerriera, protagonista di un racconto dai forti toni dark.

Specchio, specchio della mie brame, quale è il più bel film di Biancaneve nel reame? Incominciamo subito a dire che è inutile fare un confronto tra i due film usciti, l’uno a pochi mesi di distanza dall’altro, ispirati alla fiaba della sfortunata e bellissima fanciulla.

Biancaneve e il cacciatore si distanzia (giustamente) dalle atmosfere ironiche e comiche del film con una Julia Roberts in gran spolvero, per affrontare tematiche ben più drammatiche, che abbracciano la letteratura fantasy e con essa tutto l’immaginario composto da fate, orchi e la magia.

Proprio quest’ultima è prerogativa della perfida (nonché bellissima) strega impersonata da Charlize Theron, più che mai intenzionata a vendicarsi verso tutto il regno per aver perso la sua famiglia per mano del re.

 

Il fulcro dei suoi maligni poteri magici è la sua innata bellezza; solo una ragazza più bella di lei può rappresentare una minaccia alla sua immortalità.

Il pericolo imminente si concretizza quando la figlia del re, Biancaneve (Kristen Stewart), dopo aver compiuto la maggiore età si rivela essere più bella della malvagia strega.

Dopo aver passato anni rinchiusa in una fredda cella, la pura figlia del re riesce a fuggire, andando incontro al suo destino di combattente a fianco del coraggioso cacciatore di nome Eric (Chris Hemsworth) .

La fuga di Biancaneve crea l’incipit per presentare una sceneggiatura che ha ben poco da spartire con la favola originaria, e che prende spunto da essa per regalare agli spettatori una vivida e ben riuscita rappresentazione di un mondo fantastico e magico, popolato anche dai sette nani (in principio otto), stavolta seriosi combattenti ribelli.

Subito si riesce a cogliere un’ apprezzabile cura per i dettagli, apprezzando l’originale flora della boscaglia (come dei singolari funghi adagiati sugli alberi dotati di occhi).

Risalta la dicotomia fra luce e buio che si nota durante la scoperta della foresta nera, piena di creature minacciose e di arbusti che diventano serpenti velenosi, e quella della luce, dove risaltano tartarughe che si fondono con la rigogliosa natura e fatine che sorridono a Biancaneve.

Tutta questa narrazione fantastica si inserisce in una regia che non esita a mostrare suggestive scene di combattimento con giochi di luce che esaltano le gesta dei combattenti.

 

Sebbene Kristen Stewart e Chris Hemsworth non riescano a farci scordare in pieno i loro ruoli più famosi, con quest’ultimo che sembra essere il massiccio “Thor” con un’arma diversa, e la Stewart che non rinuncia a regalare allo spettatore sguardi languidi, il lavoro di caratterizzazione generale restituisce un’atmosfera di impatto.

Charlize Theron esce vincitrice da un’ipotetica battaglia per la miglior recitazione, con il suo carattere malignamente isterico e il suo interessante passato in cui ha subito angherie rinunciando all’amore e alla sua famiglia.

La sceneggiatura poteva dare più spazio alle motivazioni che hanno portato nel film la strega a questa strenua vendetta, perché avrebbero ancora di più innalzato il valore narrativo del personaggio, già così brillantemente caratterizzato.

Biancaneve e il cacciatore risulta essere un film che rinforza tutto l’immaginario collettivo della fiaba, arricchita concettualmente dal talento degli sceneggiatori.

Magari i più cinici potranno affermare che c’è ben  poco della favola originale, e che il nome “Biancaneve” serve unicamente per presentare un altro buon film fantastico.

Potrebbe anche essere così, ma ci piace pensarlo come un racconto che si adatta alla figura di una donna moderna, oramai più forte e cosciente delle sue capacità fisiche ed emotive.

COMMENTO
Giudizio
7
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".