Nell’immaginario collettivo la figura delle api è vista come quella di un insetto che produce miele e, soprattutto, da cui stare alla larga per evitare che il suo pungiglione ci provochi dolore con una puntura. Ma le api ricoprono, in verità, un ruolo incredibilmente importante per l’ecosistema del pianeta.

Quei piccoli insetti che molti di noi hanno conosciuto fin dalla tenera età grazie a famosi anime giapponesi (uno su tutti L’Ape Maia) sono responsabili dell’impollinazione di centinaia di piante diverse, fondamentali per l’agricoltura e così per l’uomo e gli animali.

Ogni ape rappresenta un enorme tesoro da preservare per la nostra sopravvivenza e del pianeta terra, e la recente moria di alveari che si registra a partire dall’anno 2000, per cause molteplici che riguardano parassiti e pesticidi che indeboliscono il sistema immunitario degli insetti, è un argomento importante a cui è giusto dare importanza.

UN VIDEOGIOCO EDUCATIVO

Anche il mercato dei videogiochi, molto spesso, concede prodotti che non siano destinati solo al mero intrattenimento, ma hanno anche una funzione educativa. Bee Simulator, edito da Big Ben Interactive, offre ai giocatori la possibilità di impersonare una piccola ma laboriosa ape, intenta ad impollinare e affrontare diverse missioni in un background che simula Central Park a New York.

Dopo aver scelto un nome da attribuire alla nostra piccola protagonista, il giocatore potrà godere, tra un caricamento e l’altro, di diverse e interessanti informazioni che riguardano il mondo di questi insetti e le loro incredibili capacità organizzative e produttive.

In Bee Simulator la nostra ape protagonista sarà mostrata in terza persona, con i comandi analogici del joypad deputati a far volare l’insetto e aggiustare l’inquadratura per orientare il volo in diverse direzioni.

I comandi risultano molto sensibili e conseguentemente difficili da padroneggiare di primo acchito. Il consiglio è di aggiustare repentinamente la sensibilità dei comandi analogici tramite le opzioni, per poter così giostrare più facilmente il volo dell’insetto.

IMPOLLINARE, MA NON SOLO

In Bee Simulator la missione principale del gioco è quella di cercare diversi tipi di fiori da cui prelevare il nettare e così impollinarli. Oltre a questa pratica, il gioco offre anche altre funzioni, che permettono di partecipare ad alcuni minigiochi da portare a termine per guadagnare “punti esperienza” utili a sbloccare altre informazioni importanti sul mondo degli insetti che vivono in alveari.

Durante il nostro volo in questo enorme parco, non incontreremo solo api ma anche le odiose vespe, con cui potremo ingaggiare  un breve combattimento che verrà affrontato dal giocatore premendo con il giusto tempismo diversi tasti del controller.

Il parco virtuale ospita anche alcuni animali, molti dei quali potranno interagire con l’ape. Il gioco prevede la lingua italiana nei testi e nel doppiaggio. Quest’ultimo è piuttosto curato, e rende i dialoghi degli insetti godibili e ideali da far ascoltare anche ad un piccolo giocatore.

Altre possibilità ludiche sono rappresentate da una particolare danza da effettuare seguendo semplici movimenti della levetta analogica. Quest’ultima è richiesta da alcuni insetti per comunicare con altre api. Altra pratica da seguire per spezzare la monotonia della ricerca di fiori e piante è una vera e propria corsa in volo per raggiungere le api più veloci, che impegneranno il giocatore a seguire un determinato percorso disseminato di indicatori a forma sferica dentro cui passare per non perdere la giusta direzione.

PER UN PUBBLICO GIOVANE, MA NON GIOVANISSIMO

Bee Simulator è chiaramente un gioco destinato ai videogiocatori molto giovani, che con questa esperienza potranno imparare nozioni più che importanti divertendosi nelle diverse missioni della piccola protagonista volante.

I comandi del gioco, sebbene non siano implementati male, richiedono però una certa dimestichezza per essere gestiti con abilità. Come scritto poc’anzi, le leve analogiche che governano la telecamera virtuale soffrono di una grande sensibilità che rende ogni movimento piuttosto difficile da governare.

Qualora vogliate comprare Bee Simulator per un giocatore molto piccolo, sappiate che difficilmente potrà gestire senza problemi il volo virtuale della nostra ape senza sbattere, dopo pochi attimi, contro ostacoli rappresentati da enormi alberi, edifici oppure persone che passeggiano allegramente sui prati.

Discorso differente qualora vogliate comprare Bee Simulator per giocare voi stessi in compagnia di un piccolo osservatore: in questo caso l’esperienza sarà ideale, con il bambino che osservando lo schermo potrà conoscere diversi e curiosi aneddoti riguardanti il mondo degli insetti creatori del goloso miele.

COMMENTO
Bee Simulator è sicuramente un prodotto curioso e originale: è difficile trovare un videogioco che permetta di impersonare un’ape, e la cosa rende il gioco a tratti appetibile. Ma è bene sapere che il gioco è stato concepito per la fruizione dei più piccoli, e quindi presta il fianco ad alcuni limiti, compreso quello della durata, che seguendo la storia principale non arriverà a quattro ore di gioco complessive. E’ pur vero che partecipando a tutte le altre missioni di gioco la longevità sale esponenzialmente, ma queste missioni extra alla lunga risultano ripetitive, anche per un piccolo giocatore. C’è da sottolineare che Bee Simulator richiede anche un certo impegno visti i comandi a tratti difficili da addomesticare, che potrebbero spingere i giocatori più piccoli ad abbandonare il gioco troppo presto perché privi dell’effettiva pazienza richiesta per ottenere la giusta padronanza. Se invece avete intenzione di giocare in prima persona questo Bee Simulator a fianco di un bambino, la cosa potrebbe funzionare. Il gioco inoltre prevedere anche una funzione multiplayer con schermo condiviso, per massimizzare il divertimento con sfide all’ultimo polline.
6.4
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".