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Andor, la nuova serie TV Disney+ legata all’universo immaginario di Star Wars, propone una sceneggiatura che si discosta da quella delle produzioni precedenti.
Le storie di Star Wars sono impregnate di misticismo, humour ed una grande dose di avventura. Andor, almeno in queste prime quattro puntate, offre un plot piuttosto maturo, chiaramente destinato ad un pubblico adulto.
La trama ha come protagonista Cassian Andor (Diego Luna), un uomo dal passato misterioso che vive seguendo un codice morale tutto suo, che si discosta spesso da quello suggerito dalle severe leggi dell’Impero.
A seguito di un gesto inopportuno che scatenerà una serie di eventi tragici e pericolosi, Cassian diventerà un vero e proprio fuggitivo, braccato dalle guardie imperiali.
L’INIZIO DI UNA NUOVA ESISTENZA
Piove nell’universo di Star Wars. Le gocce di pioggia creano immancabili pozze di acqua che riflettono le fioche luci che adornano la città in cui si addentra furtivamente Cassian.
L’uomo, dopo essere entrato in un club che offre piacere fisico a pagamento, chiede di una persona scomparsa.
Cassian involontariamente cattura l’attenzione di alcuni agenti della polizia, infastiditi dal fatto che l’uomo stia conversando proprio con la donna da cui desideravano attenzioni.
E’ impossibile evitare un alterco che avrà ripercussioni evidenti nel destino di Cassian, costretto a dover fare i conti con un gesto istintivo che segnerà per sempre il suo futuro.
Se prima le vie di questa città futurista erano percorse da questo misterioso individuo con fare quasi clandestino, ora è giusto correre tra questi vicoli bui rischiando di dare nell’occhio.
E’ tempo di fuggire da questi inesplicabili eventi che formeranno un nuovo uomo, dedito alla causa della ribellione contro la tracotanza dell’Impero.

ANDOR, UNA SERIE CHE RINUNCIA ALL’AZIONE
Il titolo di questo paragrafo è in parte fuorviante, perché durante queste prime quattro puntate (soprattutto pensando alla terza) il nuovo show Disney+ offre anche scene chiaramente adrenaliniche e piene di emozioni, ma è innegabile che la sceneggiatura di Andor non preveda solamente sparatorie ed inseguimenti.
Il ritmo narrativo che caratterizza l’incipit di Andor è volutamente lento, basato su lunghi discorsi che coinvolgono i personaggi della serie, caratterizzati da un profilo psicologico e morale tutt’altro che superficiale.
A cominciare da Cassian, un uomo che non sorride mai e che vive in nome di una totale indifferenza verso i sentimenti umani, anche a dispetto di una donna che potrebbe scalfire la sua corazza emotiva.

Andor in queste quattro puntate mostra un uomo dal passato turbolento, che è stato salvato in giovane età da una donna mossa da sentimenti materni.
Anche dopo quattro episodi non si riusciranno ad unire i pezzi del puzzle che compongono la frastagliata personalità del protagonista. E questo è un bene, perché in questo modo lo spettatore è invogliato a continuare la visione della serie Disney+ per tentare di conoscere meglio il profilo di questo ribelle.
Ma la vera sorpresa di Andor è che anche “i cattivi” non hanno una personalità monodimensionale, bensì caratterizzata da molteplici prospettive e dubbi riguardo il loro operato.
Sebbene di primo acchito le guardie imperiali appaiano boriose ed etichettabili come semplici villain da eliminare, Andor cambia le regole del racconto, mostrando scene che sottolineano come anch’essi debbano sottostare ai gravosi risultati di scelte poco oculate ed istintive, che impongono loro di sottostare a dure conseguenze.

LOTTE DI POTERE
Andor non mostra solo il cammino di Cassian verso il suo destino di ribelle, ma anche le odiose lotte di potere che si consumano tra le gerarchie della polizia imperiale e quelle dei potenti politici.
In questo modo lo script può approfondire tutte le cause e le concause che portano la popolazione più indigente ad una ribellione che è impossibile da evitare.
Una scelta narrativa che ci pone di fronte a siparietti verbosi che, per quanto caratterizzati da dialoghi ficcanti e costruiti con perizia narrativa, di certo tolgono quella movimentata verve avventurosa che siamo soliti apprezzare durante tutti i film dedicati all’epopea spaziale creata da George Lucas.
Una scelta a tratti coraggiosa che sottolinea come questa serie voglia creare un racconto che dia grande spazio al profilo emotivo dei personaggi coinvolti, in modo che possano instillare una certa dose di affezione.
Una ricetta seriale (e cinematografica) che, se ben gestita, garantisce innegabilmente fortissime emozioni quando questi personaggi vengono coinvolti in scene drammatiche e futuri colpi di scena.




































