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Arriva al cinema Zustissia, il nuovo film diretto da Francesco Piras e ispirato alla drammatica vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu, condannato all’ergastolo per un triplice omicidio che non aveva commesso e rimasto in carcere per 33 anni.
Il film sarà presentato in anteprima in Sardegna a partire dall’8 ottobre 2026, mentre l’uscita nazionale nelle sale è fissata per 15 ottobre 2026.
Zustissia, la storia vera di Beniamino Zuncheddu
La storia raccontata dal film comincia nel 1991, quando un triplice omicidio avvenuto sui monti del Sud Sardegna porta alla condanna di Beniamino Zuncheddu.
In appena un anno, tre gradi di giudizio portano all’ergastolo un uomo che si è sempre dichiarato innocente. Venticinque anni dopo, un giovane avvocato decide di impegnarsi pro bono per cercare di restituirgli la libertà.
È l’inizio di una lunga battaglia giudiziaria che porterà alla richiesta di revisione del processo e, infine, all’assoluzione di Zuncheddu il 26 gennaio 2024.
Zustissia racconta questo percorso attraverso gli occhi di chi ha combattuto per la riapertura del caso, trasformando la vicenda giudiziaria in una storia di impegno civile, amicizia e umanità.
Il film di Francesco Piras
Diretto da Francesco Piras, Zustissia è tratto dal libro Io sono innocente, scritto da Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu e pubblicato in Italia da De Agostini Libri.
Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili.
Nel cast troviamo Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini e Jacopo Cullin, con Francesco Colella e Geppi Cucciari, oltre alla partecipazione di Philippine Leroy-Beaulieu.
Una storia di giustizia e libertà
Il titolo Zustissia, che richiama il termine sardo per “giustizia”, racchiude il significato del film.
Al centro non c’è soltanto la ricostruzione di un lungo e complesso percorso giudiziario, ma anche la storia di una vita segnata da una condanna ingiusta e del rapporto tra Zuncheddu e le persone che hanno scelto di combattere al suo fianco.
La vicenda diventa così un racconto di inchiesta e impegno civile, ma anche di amicizia e amore: per la giustizia, per la verità e per quelle montagne della Sardegna dalle quali Beniamino è stato separato per gran parte della sua vita.
Dopo 33 anni, quelle montagne sono diventate anche il simbolo di un ritorno alla libertà.




































