Sono ancora vividi i momenti ilari del riuscitissimo horror comedy del 2004 Shaun of the Dead (L’alba dei morti dementi); la pellicola, che raccontava della solita invasione di morti viventi, sapeva perfettamente rendere divertenti gli scontri dei protagonisti del film con i famosi mostri mangia-cervella umane.

Erano Simon Pegg e Nick Frost i due bislacchi eroi di questo horror da ridere, gli stessi che adesso si cimentano, nel ruolo di autori e creatori, nella nuova serie TV Prime Video Truth Seekers.

Il nuovo show Prime offre un plot horror soprannaturale dalle venature ironiche, che vede Gus Roberts (Nick Frost), abile tecnico che lavora da anni presso la società di comunicazioni chiamata Smyle con a capo Dave (Simon Pegg), formare quasi per caso una squadra di investigatori del paranormale.

LA PASSIONE PER IL SOPRANNATURALE

Gus da sempre ama il mondo del mistero e dei fantasmi, e condivide questa sua passione tramite alcuni video amatoriali che regolarmente posta sul suo canale Youtube, purtroppo sempre troppo povero di iscritti.

Gus non è un tipo che si tira indietro, e se c’è la possibilità di visitare una casa infestata, per esempio, è sempre in prima linea per dare testimonianza dell’esistenza di eventuali creature soprannaturali, supportato dall’aiuto dei suoi attrezzi  fatti in casa che rilevano la presenza di spettri nelle vicinanze.

Se non fosse per questo suo atipico hobby, la vita di Gus sarebbe piuttosto ordinaria. Le sue giornate l’uomo le passa, oltre che a lavoro, in un appartamento condiviso con Richard (Malcolm McDowell ), un uomo anziano dai modi burberi che usa un vocabolario fin troppo pregno di parolacce per rivolgersi al suo inquilino.

Gus un tempo era sposato con una donna che amava, ma quel passato purtroppo non gli appartiene più e ora la sua vita da single sembra essere perfetta per le sue ricerche paranormali.

Ma il cambiamento può bussare alla porta della nostra vita quando meno ce lo aspettiamo: un giorno in ufficio si palesa un nuovo collega, Elton John (Samson Kayo), ragazzone di colore che sembra perfetto per diventare il primo elemento di una nuovissima squadra di acchiappafantasmi, i Truth Seekers.

NATO PER GLI ANNI ‘80

Iniziare la serie televisiva Prime Video riporta subito alla mente le atmosfere di cult come Ghostbusters. Le prime scene mostrano una giovane ragazza minacciata da alcuni fantasmi, che danno prova subito come gli effetti speciali siano più che discreti.

Un incipit che vuole subito svelare il mood della produzione, fatto di una sceneggiatura che non vuole assolutamente   scioccare lo spettatore, ma renderlo partecipe di un racconto fantastico e divertente in cui l’orrore va di pari passo con la presentazione di siparietti ironici.

D’altronde Truth Seekers è dichiaratamente una commedia horror, confezionata proprio per tutti gli appassionati che hanno superato i trenta, che possano gustare tutti i rimandi citazionistici di cui lo show Prime Video è pieno, da La Casa di Sam Raimi fino al bellissimo Essi Vivono di John Carpenter.

Si rifà proprio al cult di Carpenter la trama di Truth Seekers, che vede Gus ed Elton impegnati a stanare un malefico piano di un uomo intenzionato a compiere una carneficina per assicurarsi un posto in una sorta di paradiso in cui la sua anima possa vivere eternamente.

UN PO’ DI CHIAREZZA NON GUASTA

Con una sceneggiatura ricca di spunti paranormali, Truth Seekers spesso e volentieri rischia di confondere lo spettatore; quest’ultimo si ritrova spesso a seguire diversi eventi che, sostanzialmente, risultano poi essere delle sottotrame collegate al plot principale.

Il racconto, con  tematiche abbastanza originali che si rifanno alla inusuale capacità di trasferire la propria anima dentro un oggetto inanimato,  risulta essere a tratti dispersivo.

Con diversi flashback e alcune creature mostruose che compaiono solo per fare effetto, e quindi  apparentemente slegate dalla trama principale, Truth Seekers offre un menu mediale gustoso ma anche difficile da digerire per tutti coloro che amano chiarezza espositiva nel racconto.

Inoltre il ritmo generale della produzione, mai troppo brillante soprattutto durante le primissime puntate, potrebbe far desistere molti dall’idea di terminare tutta la stagione, anche se questa risulta piuttosto corta, con solo otto puntate della durata di mezz’ora ciascuna.

Se questi sono i difetti principali di Truth Seekers, è pur vero che i personaggi coinvolti risultano essere decisamente simpatici e dotati di una buona caratterizzazione, specie quando tutti assieme si uniscono in questa curiosa squadra di investigazione del paranormale.

La personalità di ognuno di loro è ben distinta, a partire da Gus, uomo morigerato e calmo che  accetta con somma pazienza tutti i rimbrotti di Richard, anziano a tratti spassosamente volgare che apostrofa sempre Gus con parole poco gentili.

Spazio anche ai giovani con Astrid (Emma D’Arcy) e Helen (Susan Wokoma), la prima una ragazza dal look anni ’90 che ha fin troppi rapporti con il soprannaturale e la seconda la sorella di Helton, giovane ansiosa dedita alla creazione di video su Youtube che spiegano come fare dell’ottimo make-up.

COMMENTO
Sarà difficile che chiunque ami la coppia di comici inglesi formata da Nick Frost e Simon Pegg non dia uno sguardo a Truth Seekers. Sebbene la presenza dei due mattacchioni dia lustro alla produzione, è innegabile che la serie Prime abbia dei difetti che possono renderla indigesta a più di un appassionato horror, magari abituato a produzioni sontuose e a sceneggiature eccellenti. Sono stato più volte indeciso nel formulare un giudizio riguardo la serie, soprattutto quando ero arrivato a metà della stagione, che presenta alcuni episodi dal ritmo troppo blando. Arrivato alla conclusione dello show Prime Video, dopotutto posso ritenermi abbastanza soddisfatto del risultato, perché Truth Seekers, specialmente durante le ultime puntate, in parte “corregge il tiro” e inizia a presentare una trama più chiara, contando inoltre su di una caratterizzazione migliore dei personaggi quando questi si riuniscono in gruppo e decidono così di svelare i loro segreti. Segreti che rappresentano piccoli, ma efficaci, colpi di scena che danno verve alle puntate finali. Truth Seekers di certo non ha alcuna ambizione di rappresentare lo show comedy horror definitivo, ma riesce comunque a rendere i personaggi amabili. Osservare il vecchio Richard che inveisce sempre contro Gus con piglio autoritario, oppure la fragile ma talentuosa Helen affrontare le sue paure, rende questi personaggi estremamente simpatici. Peccato per Simon Pegg, che ricopre un ruolo abbastanza dimesso, almeno fino all’ultima puntata. Insomma, se amate lo humour di Frost e di Pegg e la presenza di fantasmi non vi infastidisce, date pure una chance a Truth Seekers, perché la serie potrebbe intrattenervi e divertirvi, sempre che abbiate la costanza di finire tutta la tranche di episodi.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".