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È disponibile il trailer di Caro mondo crudele, il nuovo film diretto da Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, che torneranno sul grande schermo dopo il successo dell’opera prima Margini, vincitrice del Premio del Pubblico alla Settimana Internazionale della Critica e candidata a due David di Donatello e tre Nastri d’Argento.
Il film sarà presentato in anteprima assoluta alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle, prima di arrivare nelle sale italiane il 22 ottobre 2026, distribuito da Fandango.
Caro mondo crudele: la trama del film
Albinia, 1999. Giovanna ha dodici anni, si sente un po’ sfortunata e vive con la madre Sabrina. Suo padre è morto da tempo, ma nei momenti difficili continua a rappresentare un punto di riferimento. Nella sua immaginazione, infatti, lo trasforma in un eroe da cartone animato giapponese, rifugiandosi in un mondo fantastico per affrontare le difficoltà della vita quotidiana.
Nella piccola realtà di provincia, regolata da consuetudini solide e regole non scritte, Giovanna può contare soprattutto su Mirko, il suo migliore amico, con cui ha stretto un patto di sangue destinato a legarli per sempre. Quando il ragazzo scompare e gli adulti iniziano a fornire spiegazioni sempre più vaghe, Giovanna decide di cercarlo personalmente, determinata a scoprire che cosa gli sia successo.
Ad accompagnarla in questa ricerca saranno Ludovica, soprannominata il Maglio, una ragazza pluribocciata, e la sua banda di bulli. Quelli che sembrano compagni improbabili si trasformeranno in alleati inattesi, dando vita a un’amicizia capace di condurre Giovanna verso una verità difficile persino da immaginare.
Il nuovo film di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti
Con Caro mondo crudele, Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti tornano a raccontare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, esplorando quel momento della vita in cui non si è più bambini, ma non si è ancora diventati ragazzi. Una fase fatta di cambiamenti, amicizie e domande a cui il mondo degli adulti non sempre riesce a rispondere.
I due autori ricordano di essersi conosciuti alle scuole medie, nella loro piccola città in Maremma, condividendo lo stesso modo di ridere e guardare il mondo. Quasi trent’anni dopo, quella complicità è rimasta, ma il loro ruolo è cambiato: da ragazzi critici nei confronti delle proposte degli adulti, si sono ritrovati a essere loro stessi adulti chiamati a offrire qualcosa alle nuove generazioni.
È da questa riflessione che nasce la storia di Giovanna, ambientata ad Albinia alla vigilia dell’ultima estate del millennio. Mentre cerca il suo migliore amico, la protagonista scopre il sapore dolce e spietato della crescita, confrontandosi con un mondo adulto incapace di offrirle risposte chiare.
Tra immaginazione, televisione e ricordi
Per affrontare ciò che non riesce a comprendere, Giovanna si rifugia nel proprio immaginario, costruito attraverso la televisione e i riferimenti culturali della sua generazione.
Il padre scomparso vive così nella sua mente come un goffo guerriero in un deserto post-atomico, immaginato insieme a Zerocalcare, mentre Mirko prende forma attraverso le cassette delle videocamere Super Hi8 con cui i due amici si divertivano a riprendersi.
Per Falsetti e Turbanti, tra questi due mondi manca una lingua comune: quello degli adulti e quello dei ragazzi faticano a incontrarsi, non necessariamente per cattiveria, ma perché le esperienze e i modi di interpretare la realtà sono profondamente diversi.



































