Proprio come nell’immaginario horror collettivo, che li vede come non morti immortali (almeno finché una pallottola non gli trapassa le cervella),  gli zombi sembrano godere di una fama che non conosce fine.

Basti pensare al famoso fumetto creato da Robert Kirkman nel 2003, The Walking Dead, da cui poi venne creata quella serie televisiva che per molti anni ha totalizzato ascolti incredibili.

I telefilm che avevano come protagonisti alcuni sopravvissuti in un mondo in cui non era lecito morire in modo naturale, hanno fatto ripiombare i morti viventi in testa alla classifica dei mostri più amati di sempre, sebbene questi ultimi, dopotutto, fossero sempre uguali a sé stessi.

La fama della serie The Walking Dead non poteva non creare anche alcuni spin-off dello show principale, ideali per imbastire nuove, o presunte tali, storie che potessero affiliare al genere nuovi spettatori affamati di suspense e di splatter.

The Walking Dead: the World Beyond è proprio un nuovo spin-off della serie madre (oramai giunta quasi alla conclusione), che ha come mission quella di attrarre un pubblico più giovane, dal momento che il plot stavolta racconta della prima generazione di adolescenti cresciuta in un mondo in cui i cadaveri deambulanti già popolavano le strade.

SENZA FUTURO

Protagoniste principali di The Walking Dead: the World Beyond sono le sorelle adolescenti Hope (Alexa Mansour) e Iris (Aliyah Royale), due ragazze che condividono un passato in cui hanno dovuto subire perdite e traumi incredibilmente dolorosi.

La loro vita si svolge in una sorta di città stato gestita da una forza di polizia capeggiata da Julia Ormond (Elizabeth Ormond). Julia ha come principale obiettivo quello di proteggere tutti i cittadini che vivono in questa zona abitata, anche a costo di un atteggiamento duro e poco incline alla pietà.

Hope e Iris, proprio come i loro coetanei, vivono una vita che cerca di essere il più normale possibile all’interno delle cinta di questo grande agglomerato abitativo: alcune scene mostrano come i ragazzi possano studiare all’interno di aule scolastiche, senza che però l’attenzione verso la minaccia degli zombie venga distolta.

Alcune lezioni didattiche difatti vertono proprio sull’autodifesa e su come gestire l’attacco di uno o più zombi. D’altronde questa nuova società non può far finta che i morti viventi non siano più un pericolo, e deve per forza educare i giovani a gestire eventuali situazioni di crisi.

IN PARTENZA VERSO UN NUOVO VIAGGIO DI VITA

Hope e Iris sono due sorelle legate ma a tratti profondamente diverse. La prima è una ragazza dal carattere più ribelle, che non vede di buon occhio le nuove istituzioni, mentre Iris appare più docile, e soprattutto intenta a crearsi una posizione all’interno di questa novella società popolata da mostri mangia esseri umani.

Ma le due adolescenti sono d’accordo su una cosa: il loro futuro all’interno di una enorme prigione travestita da città non può portare a nulla di buono. Con una forte motivazione, le due scelgono di varcare i cancelli di quella che fino ad ora era stata la loro casa per affrontare una nuova missione.

Non saranno sole, perché altri due ragazzi si uniranno a loro, Elton (Nicolas Cantu) e Silas (Hal Cumpston). In quattro verso una meta sconosciuta e con poche armi a disposizione: inizia così il vero racconto di The Walking Dead: the World Beyond.

RIUSCIRANNO I NOSTRO EROI AD APPASSIONARE ANCORA?

Non è facile iniziare una nuova serie spin-off di The Walking Dead senza provare un profondo senso di déjà-vu.

Con la serie madre oramai quasi conclusa dopo le ultime stagioni che stancamente si trascinavano, proprio come uno zombie, fino alla fine di ogni puntata, è difficile trovare nuovi spunti che facciano entusiasmare lo spettatore.

Con una sceneggiatura che ha puntato sulla costruzione di uno young-drama ambientato nella nota apocalisse zombi, stavolta il target di The Walking Dead: the World Beyond  è molto più giovane rispetto a quello della serie originale.

Uno dei motivi principali che potrebbe portare discreti ascolti a questo nuovo spin-off, che fin dalla prima puntata esprime chiaramente come le tematiche trattate non siano solo i cari mostruosi mangia intestina umane, ma soprattutto tutti i complessi traumi e i dilemmi adolescenziali che Hope, sua sorella e i suoi amici devono affrontare in un mondo incredibilmente diverso da come appariva alcuni anni fa.

Dove vedere The Walking Dead: World Beyond
COMMENTO
Tornano, ancora una volta, gli eterni zombie di The Walking Dead. Stavolta si cambia giustamente del tutto il target, anche perché quello che aveva già consumato decine di puntate della serie ispirata al fumetto di Robert Kirkman probabilmente non ne può più di vedere carcasse di non morti e di esseri umani che cercano in tutti i modi di autodistruggersi. The Walking Dead: the World Beyond vuole sfruttare un pretesto narrativo che potrebbe funzionare per i più giovani: ora il mondo popolato dagli zombie viene raccontato attraverso gli occhi di adolescenti che sono cresciuti in un una società già avvezza ad una vita da consumare accanto a queste mostruosità. Con una prima puntata che descrive con successo la vita di Hope e di Iris all’interno di questa città fortificata, il secondo appuntamento vede già le due sorelle e i loro amici a spasso fuori dalle mura per cercare di affrontare una difficile missione, che prevede anche la ricerca della propria identità in questo mondo trasfigurato dai morti che camminano. Francamente vedere come i quattro giovani decidano di avventurarsi per le pericolose strade lascia leggermente sbigottiti, vista la loro quasi totale incapacità di difendersi dagli zombie. Ma la sceneggiatura impone loro di vivere nuove avventure, che intravedono già risvolti da dramma sentimentale a causa degli imprevedibili legami di Hope con altri personaggi della serie. Insomma, sarà forse difficile che The Walking Dead: the World Beyond riesca a conquistare un pubblico di ragazzi già cresciuti, ma potrebbe coinvolgere, se gioca bene le sue carte, quello più giovane.
6.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".