The Umbrella Academy, la serie originale Netflix basata sui famosi fumetti creati e scritti da Gerard Way e illustrati da Gabriel Bá, ha riscosso un enorme successo quando esordì all’interno del palinsesto streaming nel 2019.

Dotata di un cast di tutto rispetto, che comprendeva attori come Elllen Page e Tom Hopper e di una regia che faceva uso di notevoli effetti speciali che non sfiguravano di fronte alle produzioni hollywoodiane che godiamo nei cinema, The Umbrella Academy sapeva ricreare perfettamente su schermo tutta l’innata ironia e la dirompente fantasia che caratterizzava lo script e i personaggi dei fumetti.

Una seconda stagione era quasi obbligatoria da parte di Netflix, che tempestivamente fece uscire un teaser trailer per rassicurare tutti i fan che smaniavano all’idea di continuare a seguire le vicende di questi supereroi così imperfetti e coinvolgenti.

La fine della prima stagione vedeva i numerosi figli di Sir Reginald Hargreeves (Colm Feore) impegnati a cercare di fuggire da morte certa a causa di una violenta e inesorabile apocalisse.

L’unico modo possibile per allontanarsi da questa tragedia cosmica è quello di approfittare di un salto temporale, per cambiare completamente era e cercare così di aggiustare in qualche modo la linea temporale e scongiurare la fine del mondo.

I FAVOLOSI ANNI SESSANTA

Viaggiare nel tempo non è mai una pratica consigliata, soprattutto se non hai alcuna idea di quale sia veramente la tua destinazione.

Con un pregevole unico piano sequenza, l’occhio della telecamera incornicia perfettamente l’arrivo dei nostri protagonisti in un’epoca ben lontana dal 2019, in quello che di primo acchito potrebbe sembrare un tempo in cui la vita era più semplice e le persone più umane e comprensibili. Ma forse la verità è tutta diversa.

Trasportati dalla virulenta onda energetica del tempo e della sua innata imprevedibilità, i nostri beniamini capitano negli anni ’60, precisamente a Dallas, in Texas. Ognuno di loro si trova in un anno differente, cosa che li obbliga a stare separati per un certo periodo di tempo prima di rincontrarsi di nuovo.

La loro nuova vita ora si svolge in un’America in cui le leggi razziali impongono agli afro-americani di non poter sedere in locali perché adatti a soli bianchi e dove la Guerra Fredda spadroneggia e costringe a odiare il nemico pubblico numero uno, l’Unione Sovietica e con essa tutti i comunisti che la abitano.

LA VITA CONTINUA E SI ADATTA AL CONTESTO

I protagonisti di The Umbrella Academy di certo non sono tipi che si perdono d’animo, e dopo un comprensibile periodo di disorientamento scelgono volontariamente di provare a costruirsi una nuova esistenza, cercando di limitare al minimo l’uso dei loro poteri per non dare troppo nell’occhio.

Durante le prime puntate possiamo vedere come Luther (Tom Hopper) sfrutti la sua incredibile forza per guadagnarsi da vivere in modo (più o meno) legale, oppure la nuova esistenza di Allison (Emmy Raver – Lampan) che, incredibilmente, assomiglia moltissimo ad una vita perfettamente normale.

Klaus (Robert Sheehan), il fratello più instabile emotivamente e troppo innamorato di droghe e alcool, diventerà suo malgrado un punto di riferimento per moltissime persone, mentre la potentissima Vanya (Ellen Page) troverà conforto tra le mura di una famiglia che le offrirà affetto e attenzioni.

Discorso diverso per Cinque (Aidan Gallagher) e Diego (David Castañeda): con i caratterini che si ritrovano, i due non riusciranno  ad adattarsi al meglio a questi nuovi tempi, anche perché saranno i primi a conoscere nuove minacce che destabilizzeranno ancora una volta tutto il mondo.

NUOVI SENTIMENTI E GRANDI EMOZIONI

Sebbene le nuove puntate di The Umbrella Academy ovviamente non possano offrire tutte le novità della prima stagione, in cui potevamo apprezzare tutto l’atipico incipit tramite il quale potevamo conoscere la nascita e la vita di questi ragazzi nati con superpoteri, è bene dire subito che anche questa seconda stagione è piuttosto coinvolgente.

In queste dieci puntate, che scorrono perfettamente e non hanno la minima intenzione di annoiare lo spettatore, si è persa un po’ di quella stravagante ironia che pervadeva tutti i personaggi per dare spazio anche a importanti sentimenti e a problematiche sociali rivelanti.

La questione razziale, per esempio, è un tema affrontato in modo esauriente: i sessanta erano anni difficili, in cui i neri americani non potevano usufruire di molti servizi pubblici, assurdamente destinati solo a chi aveva la pelle bianca.

Una tematica che, purtroppo, trova riscontro ancora oggi leggendo di tristi fatti di cronaca, e che è trattato in modo piuttosto serio e rispettoso dalla sceneggiatura dello show Netflix.

Grande spazio è stato destinato anche alle nuove relazioni sentimentali dei nostri eroi allevati da Sir Reginald, che dovranno confrontarsi con situazioni intime che faranno accrescere la loro maturità emotiva e li renderanno più coscienti della profonda importanza dell’amore.

AZIONE ED EFFETTI SPECIALI

Durante la visione delle puntate della seconda stagione di The Umbrella Academy non mancheranno di certo situazioni che riempiranno di adrenalina lo spettatore, con un uso di effetti speciali che, anche questa volta, risultano eccellenti e rendono la produzione Netflix come una delle più curate in assoluto.

Le peripezie dei nostri eroi sono puntualmente rese indimenticabili da movimenti della telecamera che aumentano il pathos con tecniche registiche che accrescono o diminuiscono la velocità delle riprese, approfittando di una colonna sonora variegata ed estremamente originale per i brani che usa.

Anche il sangue e la violenza non mancheranno, soprattutto quando entreranno in gioco le abilità assassine di Cinque, un adulto nel corpo di un bambino che non riserva alcuna pietà per tutti coloro che vogliono minacciare la sua famiglia.

Da menzionare anche i nuovi villain che saranno alla ricerca dei nostri beniamini, un trio di fratelli svedesi con una espressione imperturbabile e una costanza omicida che ricorda quella di Arnold Schwarzenegger in Terminator.

Questi tre fratelli della nazionalità del colosso dell’arredamento Ikea non saranno i soli ad attentare alla vita di Cinque, Diego, Klaus e gli altri fratelli. Grandi colpi di scena sveleranno molteplici minacce, dapprima impensabili per tutti loro.

Le dure leggi dello spoiler mi impongono di non dire altro, ma è un bene che scopriate da soli tutti gli innumerevoli risvolti di una trama che dapprima sembra abbastanza lineare ma che poi si rivela squisitamente ricca di risvolti.

COMMENTO
In molti (me compreso) attendevano la nuova stagione di The Umbrella Academy. Dopo aver goduto di una vivace e impeccabile prima stagione, le aspettative per un nuovo show ricco di emozioni erano alte. Dopo un inizio entusiasmante ma anche disorientante, con una trama che sembrava volesse puntare troppo sulla nuova vita dei protagonisti e soprattutto sulle loro vicende sentimentali, la seconda stagione di The Umbrella Academy riesce con il passare delle puntate a offrire una notevole azione, impreziosita da giuste dosi di violenza e di spettacolo puro grazie a splendidi effetti speciali. Quello che fa la differenza nello show Netflix sono i personaggi coinvolti, che sanno accrescere continuamente il loro bagaglio emotivo e così la loro personalità e il loro approccio alla vita. Oltre a ritrovare vecchie conoscenze, avremo la possibilità di godere di nuove importanti figure che renderanno ricca la trama della serie televisiva e che daranno nuova linfa narrativa per una terza stagione che sicuramente farà sorprendere. Torna anche la colonna sonora varia e stravagante, che pesca non solo dalle hit musicali degli anni sessanta, ma anche da storiche canzoni del presente e degli anni ’90. Insomma, The Umbrella Chronicles non delude assolutamente. Premete pure il tasto “play” e divorate tutti i dieci appuntamenti, di certo non ve ne pentirete.
8.4
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".