Nel panorama pop dell’horror, contraddistinto da film che riempiono i cinema di adolescenti e che difficilmente tendono a terrorizzare a causa di contenuti mai inadatti a chi ha meno di 14 anni, in questi anni si è fatto valere il franchise di The Purge (La Notte del Giudizio il titolo italiano).

Creata da James DeMonaco, questa saga iniziata con un film a ristretto budget uscito nel 2013, ha saputo in qualche modo reinventarsi film dopo film (a tutt’oggi ne esistono ben quattro), puntando su di una sceneggiatura originale che, finalmente, metteva una grande dose di ansia e terrore.

La Notte del Giudizio racconta di un’America irreale, che è travolta dalle leggi dei Nuovi Padri Fondatori. Costoro si differenziano dai precedenti fondatori che firmarono la Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti soprattutto per aver creato e reso legale la notte dello Sfogo: dodici ore che una volta all’anno permette ai cittadini americani di compiere atti come l’omicidio, il furto ed altri ancora senza che siano perseguiti penalmente.

Tutto ciò per dare la possibilità ad ogni americano di “purificare” il suo stato d’animo, magari contaminato da rabbia verso una persona per la quale nutre odio a causa di un torto subito. Durante quelle folli ore, ognuno può impugnare una pistola e sparare al prossimo. Il carcere non sarà previsto.

Una pratica barbara che però ha letteralmente fatto scomparire l’incidenza di violenza nelle strade. Ogni cittadino americano sa che può attendere il giorno della purificazione per operare atti altrimenti illegali i restanti 364 giorni dell’anno.

Amazon Prime Video ha pensato bene di offrire sulla sua piattaforma streaming una serie TV originale tratta dai film. Servendosi di una sceneggiatura inedita, scritta e prodotta sempre dal creatore della saga James DeMonaco. La serie presenta 12 episodi in cui racconta diverse storie di uomini e donne che cercano di trovare salvezza durante le ore più spaventose dell’anno.

TRE STORIE DIFFERENTI, TRE INCUBI PERSONALI

La serie de La Notte del Giudizio mette in scena tre storie principali. La sceneggiatura racconta di Miguel (Gabriel Chavarria), un abile Marine da poco rientrato nella sua terra natale, che cerca disperatamente la sorella apparentemente scomparsa e di Jane (Amanda Warren), una donna manager che ha uno strano rapporto con il suo capo ed è costretta a lavorare durante questa particolare notte.

Concludono il carosello di personaggi la giovane coppia formata da Rick (Colin Woodell) e Jenna (Hannah Emily Anderson), che si ritrova, a causa di un importante affare da concludere, alla festa dei Nuovi Padri Fondatori.

Ognuno di loro avrà a che fare con situazioni al limite della sopportazione umana. La sceneggiatura inizia la serie televisiva con Rick, Jenna e Jane che sembra non corrano nessun pericolo durante quelle folli dodici ore.

La coppia di innamorati si ritrova dentro una casa protetta come un bunker, mentre Jane nel suo ufficio con altri colleghi, ognuno di loro sorvegliati da uomini armati che il loro capo ha assunto per non fargli correre alcun pericolo.

Solo Miguel, fin dall’inizio, si trova in strada, nel ruolo di ipotetica vittima sacrificale della pazzia più irrazionale votata alla violenza legalizzata.

Ma lo script riserverà diverse sorprese agli spettatori, con capovolgimenti di ruoli e cambi di situazioni che metteranno tutti loro in pericolo.

UNA NOTTE IN CUI OGNUNO PU0’ MORIRE SENZA UN MOTIVO

Quello che contraddistingue la serie de La Notte del Giudizio è l’estrema tensione che si verifica quando vengono mostrate le (poche) ore precedenti  alla notte dello Sfogo.

Osservare come i cittadini americani siano impegnati nel barricarsi in casa, chiudendo finestre e porte con protezioni extra, fa salire una grande ansia. C’è poi la solita differenza tra i cittadini ricchi e quelli meno abbienti: i primi potranno contare su sofisticati sistemi di sorveglianza, mentre le persone con meno possibilità economiche dovranno accontentarsi di chiudere porte e finestre con quello che riescono a rimediare.

Una frattura economica che, nella folle America creata da James De Monaco, può rappresentare la differenza tra la sopravvivenza e la morte.

Un’altra caratterizzazione che riesce ad instillare paura sono le fantasiose maschere che i cittadini aderenti allo Sfogo sfoggiano per strada. Gli schizzi di sangue delle povere vittime sacrificali in nome della presunta purificazione coprono i loro costumi raffiguranti soprattutto animali. Un quadro visivo aberrante.

Il loro viso coperto è un ottimo escamotage per rendere ancora più disumani questi americani che credono nella violenza in nome delle legge dei Nuovi Padri Fondatori.

UN CAMBIO DI RITMO

Nei film della serie, che prevedevano una durata di un paio d’ore, il ritmo di narrazione è estremamente concitato, ideale per instillare pathos. La serie televisiva, che può contare su 12 episodi, presenta un canovaccio dilatato, che può servirsi della maggiore durata dello spettacolo per mostrare nuove idee.

In questo modo si ha la possibilità di osservare diversi, malati, spettacoli che in tanti organizzano proprio per fare business durante la notte dello Sfogo. In alcuni casi ci torneranno in mente i piacevoli  ricordi del piccolo cult The Running Man con Arnorld Schwarzenegger, quando alcune scene vedranno il coraggioso Miguel fuggire da uno strano show trasmesso in streaming.

Ma non è tutto, perché lo script non manca di mostrare altre bizzarre idee che vadano oltre il mero show della sopravvivenza, per mostrare come il popolo americano possa trarre un sadico profitto personale dalla notte più violenta che sia mai esistita.

Non saranno solo gli orridi omicidi ad essere rappresentati dalla cinepresa: la sceneggiatura vuole puntare a esibire anche grotteschi musei in cui donne vive saranno a disposizione di maniaci fantasiosi.

Una bella dimostrazione di creatività, che riuscirà a colmare il gap tra la veloce proposizione degli eventi come siamo abituati a godere nei film della serie, rispetto al racconto più cadenzato come appare nella serie TV.

Dove vedere The Purge
COMMENTO
The Purge, anche se trasformato in una serie televisiva, riesce ad essere un franchise vincente. Dopo che ci si abitua ad una narrazione differente, meno propensa a shockare lo spettatore con tanta violenza e ritmi forsennati, si apprezza una storia che riesce a mostrare anche i diversi lati psicologici dei protagonisti. Anche nei panni di una serie TV La Notte del Giudizio riesce ad essere paurosa, soprattutto mostrando la follia dell’essere umano che, in nome di una legalità apparente che si consuma in poche ore, ha la capacità di compiere azioni devianti. Finite le dodici ore dello Sfogo, ognuno di loro si toglierà la maschera dal volto, pulirà le armi dalle macchie di sangue e tornerà al proprio posto di lavoro per recitare la parte del cittadino americano ligio al dovere. Insomma, la sceneggiatura de La Notte del Giudizio non è così scontata, perché costringe a riflettere sui poteri forti, quelli che riescono a costringere ognuno di noi a diventare un ipotetico mostro. Argomenti importanti, che in effetti sono ideali da approfondire in una lunga serie TV, che speriamo possa concedere una seconda stagione.
8.2
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".