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La recensione di Strange Darling, thriller interamente girato in 35mm diretto da JT Mollner caratterizzato da una struttura narrativa molto originale. Dal 13 febbraio 2025 nei cinema.
Strange Darling è un thriller in sei capitoli: questo il messaggio che campeggia vistosamente all’inizio del film di JT Mollner.
Sei capitoli disposti volutamente in ordine non lineare; basti sapere che il primo numero da cui si parte è il numero 3 e non il primo. Questo per farvi comprendere come la narrazione di questo thriller è singolare e a tratti anarchica.
Sebbene molti dopo aver letto questa introduzione possano pensare che Strange Darling offra una sceneggiatura che risulti confusa, questo è quantomeno lontano dalla realtà.
La storia narrata nel thriller di JT Mollner si comprende perfettamente, perché tutti gli avvenimenti disposti in ordine sparso, presto saranno chiari come un puzzle concluso.
Magari un puzzle in cui compare la figura di Scott Baio da giovane. Questa frase per voi ora non avrà senso ma dopo aver visto il film la comprenderete perfettamente.
UNA DONNA INSANGUINATA FUGGE
Le prime immagini di Strange Darling mostrano una giovane ragazza ferita (Willa Fitzgerald) scappare in preda al terrore attraverso una desolata strada americana.
Vedere questa donna correre in presa all’angoscia rende partecipe lo spettatore di una tragedia, una tragedia che vede, come spesso accade, una preda femminile vittima delle angherie di un carnefice maschio.
Quest’ultimo appare poco dopo (interpretato da Kyle Gallner), intento a chiacchierare con questa ragazza amabilmente dentro una macchina mentre fumano una sigaretta e bevono una birra.
La scena cambia completamente: quella che pochi secondi prima era una vittima sacrificale in nome delle barbarie di chissà quale violento individuo ora è un soggetto femminile disinibito e dalla personalità particolare intenta a sedurre.
Da quel momento in poi Strange Darling inizierà a comporre il suo puzzle narrativo con protagonisti un uomo e una donna, con un DNA cinematografico da thriller che intenzionalmente ammicca anche al genere romantico.

UN FILM DA VEDERE E NON DA RACCONTARE
Strange Darling è il tipico film favoloso da vedere ma che non si presta a essere descritto, perché inevitabilmente si rischierebbe di svelare parte di una trama strutturata come un perfetto mosaico narrativo, sporco di sangue e pregno di violenza, che riesce in più di un’occasione a sorprendere lo spettatore.
All’interno di Strange Darling è possibile comprendere come il pregiudizio non abbia sesso e come ogni americano tenga dentro la fodera della propria giacca una pistola per difendersi e, purtroppo, anche essere portatore di violenza e morte.
Nel film di JT Mollner la figura maschile viene trasfigurata in quella di un essere a volte debole e alla mercè femminile, soprattutto quando il potere dell’eros riesce a inebriare la mente maschile.

L’incredibile intelligenza manipolatoria della protagonista del film riesce a rendere vana tutta la forza fisica superiore dell’uomo con cui cerca di intrattenersi per organizzare una serata voluttuosa.
Dopo la giostra narrativa che la sceneggiatura del film ha orchestrato per rapire l’attenzione dello spettatore e per meravigliarlo, Strange Darling durante il suo epilogo riserva un altro colpo di scena che ha la facoltà di destabilizzare le (poche) certezze che si potevano avere sulla figura dei due protagonisti.
Un finale che offre una conturbante sfumatura soprannaturale che, come se non bastasse, apre le porte a nuove considerazioni riguardo la condotta di questa ragazza insanguinata che appariva all’inizio di questo pregevole thriller.





































