Chris ha una felice relazione con Rose da qualche mese. Sembrano una coppia felice ed affiatata.

La dolce Rose crede che a questo punto sia arrivato il momento di passare un bel weekend dai suoi genitori per presentare il suo ragazzo alla famiglia.

Missy e Dean Armitage, rispettivamente madre e padre di Rose, sono felici di conoscere il compagno dell’adorata figlia. Ma c’è un piccolo particolare: i suoi genitori non sono a conoscenza di un dettaglio che riguarda Chris.

Un dettaglio che può sembrare senza importanza, soprattutto nell’anno 2017 inoltrato, ma che purtroppo per molti può fare ancora la differenza: Chris è un afroamericano. La sua pelle è nera. E questo può avere un certo peso per americani bianchi borghesi fino al midollo.

Arriva il fatidico momento. Le strette di mano della mamma e del papà di Rose sembrano sincere. I loro sorrisi sono luminosi. Ma Chris non si sente a suo agio, nonostante Dean gli abbia più volte confessato che “avrebbe votato ancora una volta per Obama se avesse potuto”.

Scappa – Get Out è un thriller che ambienta praticamente tutto il film nella bella villa della famiglia di Rose.  La tensione di Chris è palpitante nelle innumerevoli scene che lo vedono scambiarsi sguardi imbarazzati con i genitori della sua ragazza.

Il regista sceglie di dirigere il film con un ritmo lento, cadenzato nei movimenti della camera che inquadrano gli amici di Rose e la sua famiglia.

Tante persone riunite per una festa, tutte con la pelle bianca. Gli unici neri sono due persone: un giardiniere ed una cameriera. In tempo di schiavitù, il ritratto era perfettamente adeguato all’orribile periodo storico.

Questi ultimi, “fratelli” per Chris, sembrano marionette. I loro occhi sono persi nel vuoto; i loro sorrisi sembrano di circostanza.

Gran parte della pellicola sceglie di mostrare il disagio di Chris e le stranezze di Dean e Missy.
La tensione è ben riprodotta durante il film, con scene che risultano angoscianti pur non cedendo al vezzo della violenza sanguinolenta.

Ma proprio la violenza, perfettamente giustificata come poi capirete se avrete la voglia di vedere il film, esplode nell’ultima parte del film, dove la sceneggiatura svela tutta la verità sui coniugi Armitage.

Una verità affascinante che esula dal banale concetto di razzismo e che sfocia anche nell’amato ambito della fantascienza, quella fantascienza che non prevede alieni o super poteri ma che sa essere comunque coinvolgente.

Purtroppo però proprio questa parte finale di Scappa – Get Out poteva essere gestita con maggiore enfasi descrittiva.

Tutto sommato le spiegazioni che il film offre allo spettatore, pur essendo chiare, appaiono generalmente sommarie. Questo è un peccato. Sembra quasi che il regista volesse dirigere un film con tematiche soprattutto da thriller piuttosto che fantascientifiche.

Insomma, per dirla in modo semplice, l’idea era quella di fare un convincente thriller con una spruzzatina di fantascienza ed un tocco di horror. Spiacevole questa direzione artistica, perché la tematica affrontata non era assolutamente banale.

Al di là delle ipotesi fantasiose del sottoscritto, Scappa – Get Out è un film che sicuramente merita una visione al cinema con un bel pacco di pop-corn al seguito.

Che abbiate la pelle nera, bianca oppure verde godetevi pure lo spettacolo ed il colpo di scena.

COMMENTO
Insomma, per dirla in modo semplice, l’idea era quella di fare un convincente thriller con una spruzzatina di fantascienza ed un tocco di horror. Spiacevole questa direzione artistica, perché la tematica affrontata non era assolutamente banale. Al di là delle ipotesi fantasiose del sottoscritto, Scappa – Get Out è un film che sicuramente merita una visione al cinema con un bel pacco di pop-corn al seguito. Che abbiate la pelle nera, bianca oppure verde godetevi pure lo spettacolo ed il colpo di scena.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".