Adattamento della sitcom I Want My Wife Back distribuita da BBC Studios, Ridatemi mia moglie è una commedia romantica diretta da Alessandro Genovesi che andrà in onda su Sky Serie in due puntate, rispettivamente il 13 e il 20 settembre.

Protagonista dello show è Giovanni (Fabio De Luigi), che condivide una relazione matrimoniale con Chiara (Anita Caprioli). Il legame tra i due, dopo alcuni anni, sembra patire il tipico logorio di un rapporto noioso.

Sebbene Giovanni sia convinto che con Chiara le cose vadano a gonfie vele, la verità è del tutto diversa: Chiara è stufa di passare giornate sempre uguali con suo marito, e richiede a gran voce che il loro rapporto possa beneficiare di una pausa di riflessione. La classica pausa che, spesso, prelude ad una vera e propria separazione.

Giovanni scoprirà le intenzioni della moglie ritrovando per caso un foglio di carta che rappresentava una lettera accorata di Chiara, dove venivano espressi chiaramente tutti i suoi dubbi riguardo la relazione.

Un ritrovamento che è avvenuto proprio mentre Giovanni stava organizzando una festa a sorpresa. I festeggiamenti sono ormai rovinati; Chiara si appresta a prendere alcune cose e  uscire di casa. Giovanni deve fare tutto il possibile per riprendersi l’amata moglie.

CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA

Il personaggio di Giovanni soffre di un comportamento fin troppo pigro e lascivo, che ha condizionato il suo rapporto coniugale.

Le giornate di Giovanni con Chiara sono tutte uguali e prive di grosse emozioni. La coppia, che non ha figli, basava la sua quotidianità su di una noiosissima routine che non lasciava presagire alcuna situazione nuova che potesse instillare emozioni inedite.

Un atteggiamento che per Giovanni era sinonimo di rassicurante routine, mentre per Chiara presagiva la morte di un rapporto matrimoniale, devitalizzato emotivamente dalla noia più assoluta.

Nella commedia Sky, oltre a Giovanni e Chiara, sono importanti anche i personaggi di Renato (Diego Abatantuono) e Rossana (Carla Signoris). Renato e Rossana sono i genitori di Chiara, che da sempre hanno instaurato un ottimo rapporto con il genero, soprattutto pensando al personaggio interpretato da Diego Abatantuono.

Renato, difatti, sfoggia quasi una ossessione per Giovanni, a cui mostra un innato affetto. L’uomo sarà rattristato dalla scelta della figlia, e vorrebbe con qualsiasi mezzo che il loro rapporto si ricucisse.

Diverso l’atteggiamento di Rossana, donna a tratti svampita che spesso ha l’abitudine di parlare prima di pensare; il risultato sono frasi fuori luogo che molte volte mettono in forte disagio il malinconico Giovanni.

PERSONAGGI AZZECCATI

Oltre ai personaggi appena presentati, Ridatemi mia moglie offre anche altri attori impegnati in ottime caratterizzazioni. Iniziamo da Antonio (Alessandro Betti), il migliore amico nonché capo di Giovanni.

Sarcastico e non proprio votato alla fedeltà coniugale, Antonio rappresenta una sorta di “Grillo parlante sui generis” per Antonio: un amico che parla senza mezzi termini della sua situazione sentimentale, evitando di tralasciare dettagli sconvenevoli in nome di un atteggiamento diretto ed esplicito.

Ma, proprio come l’amabile grillo dei racconti Disney saprà anche consigliare, in modo brusco ma efficace, le tattiche migliori (almeno per lui!) da adottare per cercare di riprendersi la moglie.

Diana del Bufalo interpreta Lucia, la sorella minore di Chiara. Talentuosa pasticcera, Chiara è una ragazza insicura che ancora non ha trovato la sua anima gemella e che continua a collezionare relazioni sbagliate per rincorrere la felicità, un concetto che in effetti ancora non conosce bene.

UNA COMMEDIA AGRODOLCE

La prima puntata di Ridatemi mia moglie presenta un canovaccio sentimentale e comico particolare. Dotato di un ritmo narrativo blando, che basa la sua comicità su di una spiccata ironia che trasuda dagli innumerevoli dialoghi, la commedia di Alessandro Genovesi sceglie un  tipo di comicità chiaramente poco vivace.

Le vicissitudini sentimentali di Giovanni sono contraddistinte da una messa in scena, in alcuni momenti, quasi malinconica.

L’atteggiamento di Fabio De Luigi, almeno in questo primo appuntamento, è mogio e dimesso, cosciente come sia di fronte ad una difficile situazione che potrebbe pregiudicare il legame con la moglie per sempre.

Sebbene non si respiri un’atmosfera triste, Ridatemi mia moglie di certo rinuncia ad inscenare una commedia brillante e movimentata, per favorire un’atmosfera alla Woody Allen, in cui spesso la telecamera indugerà sui dialoghi dei personaggi, intenti a svelare le loro innumerevoli defiance.

E’ proprio in questi momenti che Ridatemi mia moglie svela il tipo di commedia che vuole offrire, fatta di una grande ironia, soprattutto nei discorsi di Fabio De Luigi e del mattacchione Alessandro Betti, che con il suo atteggiamento dissacrante regalerà più di un sorriso durante la visione.

Oltre al confronto verbale, la commedia di Alessandro Genovesi punta anche a coinvolgere lo spettatore presentando tutta la famiglia di Chiara al completo, dotata di personaggi che funzionano perfettamente, come i simpaticissimi coniugi interpretati da Diego Abantatuono e Carla Signoris.  Il loro modo di dialogare, pieno di battute al vetriolo tipiche di una coppia di coniugi con tanti anni sulle spalle, è il pezzo forte della commedia Sky.

Dove vedere Ridatemi mia moglie
COMMENTO
La prima puntata di Ridatemi mia moglie risulta essere una gradevole visione. Il lavoro fatto per la caratterizzazione dei personaggi è encomiabile, ad iniziare dalla coppia formata da Diego Abatantuono e Carla Signoris, che insieme risultano perfetti come duetto comico. Da sottolineare anche Alessandro Betti, che con il suo umorismo spontaneo risulta essere la spalla ideale per mettere in crisi sentimentale il sofferente Giovanni, nei panni di Fabio De Luigi, ormai pienamente a suo agio in questi ruoli. Anche le prove attoriali di Anita Caprioli e Carla Signoris funzionano, perché riescono ad esprimere il ruolo di personaggi femminili che, con arguta intelligenza, devono far fronte a problematiche sentimentali che mettono in crisi la loro delicata stabilità emotiva. Con la durata complessiva di poco meno di un’ora e mezza, sono da sottolineare alcune scene forse troppo lunghe, che sembra che abbiano un tempo dilatato proprio per rispettare la durata prefissata dalla produzione. Con una durata leggermente inferiore, questo primo appuntamento forse poteva risultare meno lento in alcune parti e narrativamente più brioso.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".