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La recensione dell’atteso film di Robert Eggers Nosferatu, rifacimento dell’horror seminale del 1922 diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, a sua volta ispirato al capolavoro letterario di Bram Stoker. Dal 1° gennaio 2025 nei cinema.

Aveva 9 anni Robert Eggers quando ha visto per la prima volta Nosferatu, un film dell’orrore muto ritenuto un classico del genere. Fu amore a priva vista.

Quel film in bianco e nero, pur essendo un film muto, sapeva offrire un’atmosfera lugubre mostrando ombre che si stagliavano sulla scenografia raffiguranti la sagoma del vampiro protagonista, innalzando considerevolmente il pathos di queste scene ed elevando il concetto di espressionismo cinematografico.

Nel 1979 uscì un remake del film intitolato Nosferatu, il principe della notte, diretto da Werner Herzog. Anche questo film riuscì a cogliere il profondo senso dell’orrore dell’opera originale.

Oggi, nel 2024, Robert Eggers dirige il terzo remake di Nosferatu, un rifacimento strenuamente voluto dal regista di film acclamati come The Witch e The Lighthouse.

LA GERMANIA È NELLE MIRE DEL PRINCIPE DELLE TENEBRE

Nosferatu è ambientato in Germania nel 1838. La storia segue Thomas Hutter ed Ellen (Nicholas Hoult e Lily-Rose Depp), una coppia felicemente sposata che vive a Wisborg.

Thomas lavora come agente immobiliare ed è desideroso di fare al più presto carriera per garantire a sua moglie una stabilità economica, specie pensando all’arrivo di eventuali figli.

L’occasione sperata di guadagnare prestigio all’interno della sua posizione lavorativa arriva con la potenziale vendita di una tenuta al Conte Orlok (Bill Skarsgård), un facoltoso uomo malato che vuole stabilirsi proprio a Wisborg per vivere i suoi ultimi giorni in questa città moderna e accogliente.

Per ufficializzare la vendita Thomas dovrà recarsi in Transilvania, nei Carpazi; un viaggio lungo e complicato che lo costringerà a stare alcune settimane lontano da casa.

La moglie Ellen, appena viene a conoscenza di questo viaggio improvviso, si sente stranamente disturbata all’idea di separarsi dal marito e prova un irrazionale senso di pericolo nei riguardi di Thomas.

UN VIAGGIO DRAMMATICO E INDIMENTICABILE

Durante la prima parte del film si ravvisa chiaramente come la storia di Nosferatu riprenda quella del film originale, sebbene sia impreziosita da una meravigliosa scenografia e da uno stile registico che sa infondere uno stile claustrofobico e inquietante.

Quando Thomas intraprende il suo disperato viaggio il film di Robert Eggers inizia a delineare tutta la sua ricchezza narrativa, soprattutto quando, alle porte della Transilvania, alcuni zingari consigliano all’uomo di avere molta cautela con Orlok, ritenuto un uomo demoniaco e maledetto.

L’impatto scenografico della Transilvania è spettacolare: la cinepresa riprende paesaggi immersi nell’oscurità in cui solo la nebbia sembra trovare rifugio.

Il terrore negli occhi degli zingari mentre citano il nome di Orlok è pari solo al disprezzo che provano per questa creatura, rea secondo loro di seminare terrore e disperazione.

Thomas è sgomento e spaventato per questa orribile accoglienza: un’altra grande differenza con il film originale, ove l’agente immobiliare era fortemente incredulo di fronte a queste dicerie che, in tempi moderni, non potevano essere foriere di verità.

Nosferatu trailer cover
Lily-Rose Depp attende l’arrivo del vampiro in Nosferatu

UN CAST CHE BRILLA ANCHE NEL BUIO

Quello che rende Nosferatu un film horror brillante e considerevolmente bello non è solo la regia evocativa e opprimente di Eggers, ma anche la bravura degli attori.

L’irriconoscibile Bill Skarsgård è maestoso e arcigno nei panni del Conte Orlok. La regia di Eggers è sempre volutamente distratta nel riprendere il signore oscuro, anche perché prima della sua orribile figura gli spettatori devono sentire la sua profonda e severa voce che ordina, in modo imperativo, quello che Thomas deve fare come ospite della sua buia magione.

Lily-Rose Depp è straordinaria nei panni di Ellen, una donna che non ricopre solo il ruolo di moglie di Thomas ma è altresì un personaggio centrale nel film a causa del suo inconsueto legame con Nosferatu.

Ellen inoltre è una donna che ha delle capacità da sensitiva che spesso la mettono in connessione con gli orrori del vampiro e la costringono a patire malanni quali febbre alta e violente convulsioni.

Nicholas Hoult e Aaron Taylor-Johnson nel film Nosferatu.
Nicholas Hoult e Aaron Taylor-Johnson in una scena del film Nosferatu

La figlia di Johnny Depp si serve del suo corpo, continuamente contratto e fisicamente debilitato, per comunicare i gravosi pericoli a cui la città di Wisborg sta andando incontro.

Da sottolineare anche l’inedito personaggio del Professor Albin Eberhart Von Franz (Willem Dafoe), uno studioso di occultismo che asserisce in modo esplicito come la modernità non debba cancellare credenze e rituali dell’antichità, perché in questo modo si rischia di dare libero sfogo al male nelle sue forme più temibili e pericolose.

Oltre al Professor Von Franz il film di Eggers arricchisce la sua sceneggiatura anche dei personaggi di Friedrich Harding (Aaron Taylor-Johnson) e di Anna Harding (Emma Corrin), coppia di coniugi che hanno un forte legame di amicizia con Thomas ed Ellen.

La loro presenza nella sceneggiatura permette di mettere in scena alcune scene profondamente drammatiche e raccapriccianti, che saranno di fondamentale importanza per mostrare l’inaudita cattiveria di Orlok anche nei confronti di vittime che mai ci si aspetterebbe di vederle raffigurate in un film.

Dove vedere Nosferatu
COMMENTO
Prima di vedere l’anteprima stampa di Nosferatu ho trovato del tempo per rivedere il film originale del 1922 del regista Murnau, per cercare di carpire eventuali differenze che Eggers ha voluto inserire nel suo rifacimento. Appena ho scorto i titoli di coda del remake di Nosferatu non ho provato solo la vivida sensazione di aver visto un film horror coinvolgente e diretto in modo eccezionale, ma anche la consapevolezza che se Murnau avesse diretto il suo film oggi, molto probabilmente sarebbe stato incredibilmente simile a questo. Robert Eggers ha infuso tutto l’amore che provava per il film muto originale in questo remake, che unisce la cifra stilistica del regista di The Witch alle note e spaventose vicende che coinvolgono il re dell’oscurità portatore di dolore e malattia. Proprio parlando di malattia, anche quest’ultima è raffigurata perfettamente nel film di Eggers, rappresentata come le inevitabili conseguenze del male che porta Orlok in Germania. L’oscurità che trasmette Orlok si oggettivizza nella peste, una malattia che spegne la vita e sfigura il volto di chi la contrae. Il Nosferatu di Robert Eggers è un meraviglioso rifacimento, che visivamente si pregia di una perfetta scenografia in cui non è permesso al minimo raggio di luce di entrare in scena. Proprio per questo, sebbene tecnicamente sia un film a colori, Nosferatu appare quasi come se fosse in bianco e nero, mostrando colori volutamente spenti e privi di brillantezza che rendono i paesaggi tedeschi, teatro delle sconvolgenti vicissitudini del re dell’oscurità, lugubri ma in qualche modo anche fascinosi.
8.5
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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