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La recensione di Maschi Veri, la nuova serie Netflix che affronta il tema del maschilismo e i cambiamenti nei rapporti di coppia. In streaming dal 21 maggio 2025.
Mattia (Maurizio Lastrico), Massimo (Matteo Martari), Riccardo (Francesco Montanari) e Luigi (Pietro Sermonti) sono quattro amici di vecchia data.
La loro amicizia è nata ai tempi dell’università La Sapienza di Roma, precisamente all’interno di un piccolo e affollato bar che gran parte degli studenti frequentava quotidianamente.
Erano gli anni ’90 e la gioventù non faceva altro che consacrare un’innata voglia di affrontare la vita con entusiasmo. Ora, nel 2025, i nostri si ritrovano quarantenni ad affrontare una società che mette fin troppo in discussione la parità di genere e i pregiudizi sessuali.
Se prima essere un uomo significava rispettare semplici dettami che la legge (non scritta) della mascolinità imponeva ai suoi adepti pieni di ormoni, in questo periodo storico, in cui il politicamente corretto ha invaso le nostre abitudini, tutto sembra essere messo in discussione.
I quattro amici, fieri credenti del sommo valore del maschio alfa, dovranno imparare un nuovo modo di riconsiderare il ruolo dell’uomo nella società e all’interno delle dinamiche di coppia.
Eravamo quattro amici al padel
La prima puntata di Maschi Veri è convincente: osservare come i nostri protagonisti provino a riconsiderare il loro ruolo maschile in questa società è una pratica divertente, che saprà coinvolgere e ispirare empatia in tutti gli spettatori di sesso maschile che hanno almeno quarant’anni sulle spalle.
La caratterizzazione dei personaggi, inoltre, è decisamente riuscita, perché i quattro amiconi, pur sfoggiando personalità diverse, riescono a creare un equilibrio emotivo che sfocia in un amabile cameratismo.
I nostri si ritrovano almeno una volta a settimana a giocare a padel, momento opportuno non solo per scaricare lo stress tra un colpo di racchetta e l’altro, ma anche – e soprattutto – per intavolare numerose chiacchierate e raccontare così le loro vicissitudini.
In questi frangenti possiamo conoscere il carattere di ognuno di loro: Luigi appare come un padre di famiglia dedito ai suoi due figli e molto collaborativo con la moglie, mentre Riccardo è impegnato in una relazione di lunga data, comprensiva di una focosa amante.
Anche Mattia e Massimo sono molto diversi: il primo è un padre separato che ancora è attratto dall’ex moglie, con una figlia adolescente; il secondo è un brillante manager che ama circondarsi di lusso e comfort.

Lo famo strano?
Dalla seconda puntata in poi subentrano i personaggi femminili di Maschi Veri, tratteggiati con molta enfasi emozionale e poco inclini a vivere una relazione “normale”.
Il primo a essere coinvolto da questo tsunami femminile è Riccardo, che si ritrova a dover esaudire bislacche richieste della sua compagna, annoiata di dividere i suoi momenti passionali solo con lui.
Gli atteggiamenti della sua dolce metà (interpretata da Sarah Felberbaum) mostrano subito la vera natura della serie Netflix, che in verità non si concentra solo sulla descrizione dei comportamenti fuori luogo e spesso immaturi del gruppo di amici, ma getta uno sguardo anche sulle dinamiche sentimentali delle donne a cui sono legati.
Le controparti femminili si ergono a vessillo della modernità e, senza esitazione, pretendono che la loro natura venga presa in seria considerazione.
Per fare questo, la sceneggiatura dello show Netflix mette in atto siparietti sentimentali piuttosto moderni, che includono il concetto di fluidità sessuale, coppia aperta e il classico tradimento.

Non ce n’è veramente per nessuno: anche relazioni di coppie più mature vengono stravolte da dinamiche impensabili, in nome di un amore libero e privo di pregiudizi, nati dal superato concetto di monogamia.
Quello che ne consegue è una sceneggiatura che, sebbene funzioni quando coinvolge il quartetto di amici alle prese con i loro guai sentimentali (complice l’ottima interpretazione di ognuno di loro), scivola nell’esagerazione quando entrano in scena i personaggi femminili.
Appare quindi innegabile che Maschi Veri sia una serie TV che vuole in qualche modo spazzare via i pregiudizi del passato – cosa a tratti encomiabile – ma sceglie di farlo dipingendo un mondo femminile confuso quanto, se non più, di quello maschile.
Il risultato è uno show sicuramente ricco di spunti interessanti, che saprà attirare un pubblico maschile maturo, ma che purtroppo si perde mostrando dinamiche sentimentali dalla modernità fin troppo esasperata, rischiando di stravolgere il focus narrativo principale: quello di raccontare la storia di quattro uomini quarantenni che non sanno come vivere questo difficile periodo storico.




































