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Esce il 18 aprile 2025 in streaming su Disney+ la seconda stagione di Light & Magic, documentario che racconta la storia della Industrial Light & Magic, azienda fondata da George Lucas che si occupa della creazione di effetti speciali per il cinema.
Uscita nel 2022, la prima stagione di Light & Magic, attraverso sei episodi della durata di un’ora ciascuno, raccontava la nascita della più grande industria produttrice di effetti speciali.
La prima stagione si concentrava sulla descrizione dell’arduo lavoro di talentuosi e creativi artigiani che, senza l’ausilio della potenza computazionale di un computer, dovevano compiere veri e propri “miracoli analogici” per mettere in scena effetti visivi che potessero apparire credibili.
Incentrata sul racconto della produzione dei primi tre episodi della saga cinematografica di Star Wars — Guerre Stellari, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi — la prima stagione di Light & Magic è un compendio visivo e concettuale prezioso per tutti i cinefili, ma anche per coloro che nutrono una sana curiosità riguardo al processo produttivo degli effetti visivi (VFX).
George Lucas, il padre della moderna computer grafica
La seconda stagione di Light & Magic si compone di soli tre episodi, sempre della durata di circa sessanta minuti ciascuno.
Sebbene possa sembrare una stagione troppo corta, tre episodi sono perfetti per narrare l’avvento della computer grafica, processo produttivo che, lentamente, ha soppiantato quasi completamente il ruolo degli amati artigiani degli effetti speciali.
Se la prima stagione di Light & Magic si è rivelata un interessantissimo e poetico viaggio dentro la storia di uomini che letteralmente si inventarono il modo di creare effetti mai visti prima, questa nuova stagione è altrettanto intrigante, perché permette di conoscere in modo approfondito il lavoro dei programmatori adibiti all’uso di sofisticati software per la creazione di effetti visivi.
Con la visione della seconda stagione di Light & Magic si ha la possibilità di conoscere importanti dettagli riguardo al ruolo di George Lucas nell’industria dei VFX digitali.
Lucas fu il vero promotore dell’uso degli effetti speciali digitali, emozionato dal fatto che con questi strumenti tecnologici si potessero creare scene impossibili da realizzare con le tecniche analogiche.

Star Wars come epicentro narrativo
Se nella prima serie di episodi di Light & Magic si racconta tutta l’affascinante storia dei geniali creatori degli effetti speciali, lo stesso approccio narrativo è usato in questa nuova stagione, dal momento che i nuovi episodi di Star Wars — nello specifico Star Wars – Episodio I: La minaccia fantasma, Star Wars – Episodio II: L’attacco dei cloni e Star Wars – Episodio III: La vendetta dei Sith — hanno utilizzato un’effettistica creata in ambito digitale.
Curiosando tra i dietro le quinte della produzione di questi colossal della fantascienza e attraverso le interviste agli addetti ai lavori, si percepisce un concetto molto importante: anche il lavoro di chi opera attraverso il computer per creare effetti visivi è incredibilmente creativo.
Soprattutto per gli appassionati di cinema con qualche anno sulle spalle, spesso persiste un impercettibile (ma spinoso) pregiudizio riguardo all’uso della CGI nei film, vista come un processo macchinoso e privo di reale slancio creativo, perché basata esclusivamente sulla potenza di calcolo dei processori.
Nulla di più sbagliato: la visione dei nuovi episodi di Light & Magic riesce a dimostrare con successo come anche coloro che lavorano davanti a un monitor — e non a contatto con un pupazzo o un modellino — sfoggino un’incredibile creatività, soprattutto nell’inventare nuovi software capaci di creare miracoli visivi.
E qui entra in gioco la produzione di altri film oltre Star Wars, che vengono raccontati in Light & Magic, come il cult movie del 1996 Twister, che costrinse i geniali programmatori a creare un software in grado di simulare complessi effetti particellari per ricreare artificialmente un tornado.
Un processo produttivo affascinante che ha spalancato le porte alla realizzazione di effetti visivi in CGI in grado di simulare liquidi come l’acqua (rappresentata per la prima volta in digitale nel film La tempesta perfetta, del 2000) e il magma (che vediamo in Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith).

Il triste avvento degli hater che sfruttano internet
Ciò che rende Light & Magic una serie documentaristica imperdibile è il fatto che riesce a raccontare non solo la produzione e la creazione degli effetti visivi, ma anche il contesto sociale che si crea attorno alla figura di un film o di un attore specifico.
Durante la narrazione della creazione dei nuovi capitoli della saga di Star Wars, si parla anche del personaggio di Jar Jar Binks, ricordato non solo per essere stato uno dei primi soggetti completamente digitali, ma anche per l’antipatia che suscitò in tanti critici e fan della saga.

Attraverso interessanti e toccanti interviste ad Ahmed Best, attore che ha dato voce e movenze a Jar Jar, Light & Magic svela come, attraverso i siti internet dell’epoca, vi fu un vero e proprio attacco a Best e alla creatura fantastica di Star Wars.
Queste dichiarazioni dimostrano come, con l’avvento della rete, sia nata anche la triste figura dell’hater: colui che detesta qualcosa o qualcuno ed esprime questo sentimento negativo senza remore attraverso gli spazi virtuali.
Le intime e coraggiose confessioni di Best sono preziose per stimolare una fervida discussione su come il cinema possa allo stesso tempo idolatrare e distruggere attori dello star system in maniera fin troppo semplice e, soprattutto, inaspettata.




































