Leatherface: al cinema arriva la storia del serial killer “faccia di cuoio”

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Era il 1974 quando al cinema arrivò un film horror crudo, che senza mezzi termini metteva in mostra tutta la ferocia e la violenza di una famiglia che solea uccidere senza un motivo reale esseri umani.

Si trattava di Non aprite quella porta, film che fu prodotto da Tom Hopper (allora uno sconosciuto nel panorama cinematografico).

In questa orribile famiglia composta da brutali assassini spiccava un omone di nome “Leatherface” (faccia di cuoio in Italia), che aveva l’abitudine, dopo aver ucciso qualcuno, di usare la pelle del suo viso per coprire il suo, orribile, volto personale.

La storia era basata su quella vera del serial killer Ed Gein. Leatherface, il film in uscita il 14 settembre 2017, non è un remake di Non aprite quella porta, ma una storia originale che vuole raccontare le origini di quest’uomo controverso, che sembra essere tutto tranne che un essere umano.

La sceneggiatura punterà il riflettore narrativo sulla psicologia del personaggio e sulle sue sfumature caratteriali. Tutte caratteristiche che hanno portato un ragazzo a divenire un mostro assetato di sangue altrui.

La trama racconta di quattro ragazzi che, dopo essere scappati da un ospedale psichiatrico, rapiscono una giovane infermiera. Inizierà così un viaggio di orrore e follia, che vedrà i quattro rapitori essere inseguiti da un poliziotto, altrettanto folle come loro ed in cerca di vendetta.

Proprio uno dei ragazzi vivrà eventi così tragici e scioccanti, che lo trasformeranno in quello che diventerà il personaggio dell’orrore per eccellenza di nome Leatherface.

Leatherface, che vede il coinvolgimento diretto di Hooper in qualità di produttore esecutivo, è diretto da un duo di registi francesi composto da Alexandre Bustillo e Julien Maury che hanno ottenuto un notevole successo di critica con l’horror Inside.

Il cast è formato da un gruppo di giovani talenti tra cui Finn Jones, il Loras Tyrell de Il Trono di Spade, e guidato da due attori di grande esperienza e notorietà come Lili Taylor (Maze Runner: La Fuga) e Stephen Dorff (Somewhere).

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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".