Deve essere magnifico diventare una superstar musicale, con i propri album che hanno scalato le classifiche mondiali, cosciente che migliaia di persone durante gli anni della tua carriera abbiano più volte attribuito un tuo brano ad un momento particolare e indimenticabile della propria vita.

Sebbene possa sembrare facile e bellissimo vivere una carriera del genere, la realtà è ben diversa, soprattutto se devi avere a che fare con decine e decine di impegni collaterali durante tutto il giorno che ti costringono a prendere dozzine di decisioni differenti, anche relative al semplice outfit da indossare per quella serata.

Ne L’assistente della star Grace Davis (Tracee Ellis Ross) è una famosissima cantante a cui serve una giovane e brillante collaboratrice tuttofare, che possa assisterla in tutti i momenti della sua giornata strapiena di eventi.

Protagonista del film, una commedia romantica della Universal, è Maggie (Dakota Johnson), proprio quella operosa ragazza richiesta a gran voce dalla famosa Grace per gestire al meglio la sua vorticosa quotidianità.

UN SOGNO MUSICALE NEL CASSETTO

Maggie è  valente nel suo lavoro. Non è sempre facile gestire le decine di richieste della cantante Grace, soprattutto se nel contempo devi risolvere anche alcune sue problematiche intime, proprio come successe quella volta in cui ebbe bisogno di un fastidioso clistere per sentirsi più leggera.

Per fortuna Maggie attualmente è single e può dedicare praticamente tutto il giorno al lavoro. Le sue giornate sono un continuo susseguirsi di corse per andare a prendere qualsiasi cosa che possa servirle, da quel panino bisunto utile a placare un inaspettato picco di golosità fino al ritiro di quel costoso vestito ideale per flirtare con il nuovo toy boy.

L’assistente di Grace però nasconde ben altri talenti nascosti, che vanno oltre quelli meramente pratici richiesti dal suo impiego. Maggie ama e apprezza la musica, una conoscenza derivata da una vita in cui il padre la istruiva facendole ascoltare parecchi vinili che suonavano melodie indimenticabili.

Questa ragazza ha una cultura e un orecchio musicale non indifferenti, che vorrebbe sfruttare per diventare una produttrice musicale. L’entusiasmo non le manca e nemmeno quel pizzico di sfrontatezza che userà per cercare di convincere Grace a registrare un nuovo album. E’ da troppo tempo che la sua voce non canta nuove canzoni.

DUE DONNE CHE SI TENDONO LA MANO

Jack Robertson, il manager di Grace (Ice Cube), la pensa diversamente da Maggie: oramai la superstar non è più così giovane e l’ultimo album prodotto non ha portato a grandissimi profitti. Molto meglio continuare a sfruttare il suo nome essendo protagonista di eventi disimpegnati che portino ottimi guadagni con il minor sforzo possibile.

Maggie e il manager di Grace inizieranno una piccola guerra fredda, che farà capire alla giovane ragazza come abbia bisogno di maggiore esperienza per sfondare in un mondo in cui non serve solo tanta buona volontà e del talento per svettare, ma anche la capacità di sapersi relazionare nella maniera migliore possibile con tutti i potenziali clienti.

Sebbene la disputa tra Maggie e Jack sembra che stia portando alla rovina del rapporto lavorativo con Grace, in verità sarà la scintilla che farà trovare il giusto equilibrio emotivo alle due donne, che reciprocamente si apprezzeranno in nome di un rapporto che travalica il lavoro e diventa una vera amicizia.

UNA COMMEDIA GARBATA

L’assistente della star è un film dai toni moderati, che rinuncia ad una sceneggiatura che metta in scena siparietti con attori isterici protagonisti di gesti inopportuni e fuori dalle righe.

A partire dal soave tono di voce di Dakota Johnson, il ritmo generale de L’assistente della star è calmo e generalmente rilassante. Tutti i protagonisti hanno un certo savoir faire che li rende estremamente educati.

Anche se non ho mai frequentato l’entourage di una diva musicale, dubito che queste ultime si rivolgano in modo così amichevole con le proprie giovani assistenti. Ne L’assistente della star invece il rapporto tra Maggie e Grace è cortese, anche quando le due donne sembrano ai ferri corti per un grave errore compiuto da Maggie.

La stessa figura di Jack, manager con tanti anni di esperienza nonché grandissimo amico di Grace, non cede a espressioni volgari nei confronti di Maggie nemmeno quando questa sembra stia per convincere la cantante a creare un nuovo disco.

Anche la vita sentimentale di Maggie è descritta e rappresentata con delicatezza dalla sceneggiatura, senza che questa intacchi il generale equilibrio emotivo che si prova vedendo il film.

Il risultato è magnificamente piacevole, abituati come siamo ad una dieta mediale fatta di una televisione urlata, di serie televisive in cui anche l’eroe principale muore nella prima puntata e di un cinema che sembra abbia rinunciato a rappresentare  gran parte delle pellicole divertenti  in favore di storie cupe e drammatiche.

COMMENTO
L’assistente della star, pur non presentando un plot così sofisticato e originale, è un film che funziona. L’aplomb di Dakota Johnson e la simpatia dell’attrice Tracee Ellis Ross rendono il film godibile. La Johnson è credibile nei panni della ragazza struccata in jeans e maglietta che rincorre il sogno della sua vita mentre è intenta a servire e riverire una grandissima cantante di cui è la prima fan. Grace è famosa e ricca, ma riesce a conservare quella semplicità d’animo che le permette di instaurare un prezioso rapporto umano con Maggie. Il film non rinuncia poi a mostrare alcune dinamiche del business musicale che cozzano violentemente con lo spirito artistico dei cantanti, in una velata denuncia che a modo suo sa essere ficcante. Per tutti gli amanti delle love story, non disperate: il film presenterà anche una accorata storia d’amore, teatro di un piccolo e gradevole colpo di scena. I personaggi in questa storia sono delineati in modo efficace e con quell’aura di umanità che purtroppo manca sempre di più in questa società isterica e rabbiosa.
7.3
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".