Dopo lungometraggi animati del calibro di Ratatouille, Wall-E e Toy Story 3, nel 2015 Pixar se ne esce con Inside Out, film che metteva al centro della narrazione le avventure delle emozioni di una bambina di nome Riley.

Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto erano i sentimenti rappresentati in questo originale prodotto, raffigurati come personaggi colorati e dalla forte personalità, tipica delle emozioni che rappresentavano.

Gioia è una ragazza piena di brio, vivace e sempre entusiasta, mentre Tristezza è disegnata come una piccola (ma tenera) adolescente sempre mogia e pessimista. È sempre di sesso femminile anche disgusto, una simpatica snob a cui non piace mai niente.

Rabbia e Paura sono i due sentimenti più divertenti da mostrare: il primo è un piccolo essere dalle forme quadrate di colore rosso, ovviamente sempre pronto a sfoggiare un atteggiamento iracondo, mentre Paura è una creatura magra e dimessa che pensa continuamente a quali pericoli Riley possa correre.

Attraverso una sceneggiatura vincente, che mostrava Riley intenta a cambiare città e così costretta ad affrontare una nuova vita e nuove amicizie, Inside Out riusciva nel difficile compito di essere un lungometraggio adatto sia ai grandi che ai piccoli e, soprattutto, a trattare tematiche importanti e delicate come l’equilibrio delle proprie emozioni personali, il distacco dall’infanzia e l’arrivo dell’adolescenza.

Inside Out fu un (meritato) successo, che stranamente non produsse mai un seguito. Almeno fino a ora, dal momento che i cinema italiani, a partire dal 19 giugno 2024, sono pronti per accogliere tutti gli spettatori vogliosi di conoscere le nuove vicissitudini Riley durante un nuovo e delicato periodo della sua vita in Inside Out 2.

IL TASTO ROSSO CHE RAPPRESENTA UN GRANDE CAMBIAMENTO

I primi minuti di Inside Out 2 raccontano il ruolo delle emozioni che tutti gli appassionati del primo film conoscono bene.

È Gioia a descrivere, con un congeniale e breve riassunto, le vicissitudini che Riley ha vissuto da quando è arrivata a San Francisco.

Ora le cose vanno alla grande, dal momento che si è creata nuove e preziose amicizie e ha potuto continuare a praticare l’amato Hockey su ghiaccio.

La scuola va a gonfie vele e il rapporto con i genitori è sempre positivo. Sembra che tutto vada alla perfezione, tranne per un grosso e minaccioso tasto che compare all’improvviso sopra la console con cui tutte le emozioni interagiscono con Riley.

Si tratta della pubertà, un periodo di vita che ogni adolescente deve per forza passare e che rende volubile e irritabile a causa della tempesta di ormoni che il proprio corpo ospita.

È un processo naturale e fisiologico, ma che tutte le emozioni di Riley non conoscevano. Il bello deve ancora avvenire, perché oltre a questi nuovi atteggiamenti scontrosi Gioia e i suoi amici avranno a che fare anche con quattro nuovi inquilini: Ansia, Invidia, Noia e Imbarazzo.

Con loro subentreranno anche tantissimi nuovi pulsanti deputati alle nuove pulsioni emotive di Riley. Un enorme cambiamento per quelle emozioni primarie che sembravano avere tutto sotto controllo pensando erroneamente di conoscere a perfezione l’adorabile adolescente.

CAMBIO AL VERTICE

Se nel primo Inside Out era palese che la simpatica Gioia era al timone della squadra delle emozioni, con l’arrivo di Ansia gli equilibri cambiano radicalmente: questo piccolo essere scapigliato e dai grandi occhi vuole gestire l’atteggiamento di Riley, preparandola ai problemi della vita cercando di prevedere qualsiasi probabile insuccesso.

Ne consegue così un grande caos nel quartier generale delle Emozioni, un caos che coinvolgerà soprattutto Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura, alle prese con nuove e pericolose avventure per cercare di fermare le intenzioni benevole, ma alquanto pericolose, di Ansia.

Con questo plot gli sceneggiatori di Inside Out 2 hanno potuto dare molto più spazio alle traversie delle emozioni di Riley, mettendo in scena Ansia come vero e proprio competitor di Gioia.

Mentre Tristezza nel primo film aveva un atteggiamento dimesso e non rappresentava un pericolo per Gioia, Ansia ha un carattere dirompente e non ne vuole sapere di essere soggiogata dall’allegra collega.

Se Ansia è l’emozione che la fa da padrona nel cruciale momento della pubertà, anche le altre nuove emozioni avranno un ruolo importante, sebbene abbiano meno spazio scenico rispetto a lei, soprattutto pensando a Invidia, personaggio di bassa statura con lo sguardo languido che non rivela poi molto la sua personalità, tranne in rari momenti in cui recita alcune battute sarcastiche.

Stesso discorso per Noia che, sebbene possa godere di maggiore visibilità, ha una parte abbastanza marginale all’interno della storia. Un peccato, perché con il suo atteggiamento apatico e il suo accento francese vederla interagire è uno spasso.

Se la cava meglio Imbarazzo, una creatura robusta quanto vergognosa che non riesce nemmeno a guardare negli occhi una persona e spesso si copre il volto. Sebbene sembrasse anch’esso un personaggio minore, si rivela ben presto importante e fondamentale per il proseguo della storia.

MENO RILEY, PIÙ’ EMOZIONI (E RISATE)

Anche se risulta sbagliato fare un confronto diretto con Inside Out, è naturale che gli accostamenti vengano fatti, soprattutto per i tanti amanti della pellicola uscita quasi dieci anni fa.

La prima cosa che salta all’occhio in Inside Out 2 è come il focus della storia sia concentrato più sulle emozioni piuttosto che sulle esperienze di Riley.

In pratica, durante i 97 minuti di visione vedremo di più quello che succede dentro l’adolescente piuttosto che le azioni dirette della giovane ragazza.

D’altronde la storia di Riley adesso è più semplice e meno articolata: non c’è più nessun trasloco, nessuna città nuova e non si profila più per lei una nuova vita a cui abituarsi.

Quello che Inside Out 2 vuole mostrare maggiormente al pubblico sono le nuove emozioni capitanate da Ansia e come questa voglia spadroneggiare.

Recensione Inside Out 2 Ansia si presenta

Con queste premesse narrative avremo modo di vedere nuovi luoghi dentro la coscienza di Riley, ideali per mostrare inedite e fantasiose trovate degli sceneggiatori del film, molto spesso presentate in modo prettamente comico.

In effetti è proprio il mood comico a essere predominante in Inside Out 2, perché si ride tanto e spesso vedendo le gag non solo di Rabbia e Paura, ma anche delle nuove e bislacche proiezioni inconsce e segrete di Riley, alcune appartenenti al suo passato di bambina molto piccola.

Se le risate non scarseggiano, purtroppo quello che manca in Inside Out 2 è l’imprinting emozionale durante la visione: con una emozione così importante e predominante (purtroppo) tra gli adolescenti di questo periodo storico come l’Ansia, ci si aspettava un messaggio più profondo e articolato che il film veicolasse, proprio come successe in Inside Out.

Questo non accade, perché l’importanza di questa emozione, correlata con tutte le altre, è tratta con fin troppa leggerezza, in nome di una direzione narrativa di stampo più comica, ideale per coinvolgere così un bacino di spettatori maggiore, soprattutto pensando ai bambini piccoli, che sicuramente saranno felici di ridere davanti alle malefatte di Ansia.

Dove vedere Inside Out 2
COMMENTO
Si ride tanto con Inside Out 2, gustandosi gag irresistibili e una grande caratterizzazione delle nuove emozioni presenti in questo secondo capitolo. Con un’impronta così comica Inside Out 2 si presenta come un film di animazione perfettamente fruibile anche dal pubblico dei più piccoli, che sapranno sicuramente apprezzare le splendide caratterizzazioni dei personaggi, nuovi e vecchi, del franchise animato Disney e Pixar. Se invece il pubblico più grandicello volesse tornare a provare le grandi emozioni (e altresì qualche lacrima) che il primo film riservava, le cose ora sono diverse, perché Inside Out 2 è chiaro come abbia voluto trattare il delicato tema dell’ansia in modo abbastanza superficiale, essendo troppo impegnato a mostrare le strabilianti avventure di Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto contro i loro nuovi colleghi che vedono al comando Ansia. Anche attraverso la rappresentazione di nuovi e creativi luoghi disseminati nell’universo dell’inconscio di Riley Inside Out 2 riesce a intrattenere in modo esemplare, ma sempre d’intrattenimento stiamo parlando e non di quella magia che pervadeva i prodotti Pixar, che solevano offrire sempre all’interno delle loro storie quelle emozioni che ti rimanevano indelebili dentro di te e che non ritroviamo in Inside Out 2.
7.7
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".
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