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Esce il 23 luglio 2025 nei cinema I Fantastici Quattro — Gli inizi, film che riporta l’amato quartetto di supereroi Marvel nei cinema dopo il film del 2015 diretto da Josh Trank che non ha convinto molto il pubblico e la critica.
Terra‑828, un universo alternativo dove vivono quattro supereroi. Si tratta di Mister Fantastic, La Donna Invisibile, Torcia Umana e La Cosa.
Ognuno di loro sfoggia poteri incredibili: Mister Fantastic possiede un corpo incredibilmente elastico, la Donna Invisibile può scomparire dalla vista umana e creare campi di forza, Torcia Umana ha la capacità di volare mentre il suo corpo diventa di fuoco. Infine, La Cosa è un essere dotato di una incredibile forza fisica.
Prima di diventare creature dotate di tali capacità, costoro erano semplici esseri umani. In seguito all’esposizione a raggi cosmici mentre erano impegnati in una spedizione spaziale, i loro corpi hanno mutato la loro composizione cellulare.
Il loro destino è segnato, e da semplici astronauti divengono quattro eroi che proteggeranno l’umanità a tutti i costi.
Entriamo subito nel vivo della narrazione
L’inizio de I Fantastici Quattro – Gli inizi è piuttosto movimentato e sceglie di ambientare la storia del film 4 anni dopo che i nostri eroi sono diventati destinatari di superpoteri.
L’incipit del film di Matt Shakman, attraverso l’ausilio di poche scene montate con dovizia, mostra gli eventi che hanno portato i nostri protagonisti a diventare amati protettori della Terra.
Appare chiaro quindi come il film voglia – proprio come il recente Superman di James Gunn – raccontare eventi che non descrivano pedissequamente la storia degli eroi Marvel, ma si focalizzi su altre tematiche, che non riguardano necessariamente strenui combattimenti impreziositi dall’ausilio della computer grafica.
Il nocciolo della storia de I Fantastici Quattro – Gli inizi è l’arrivo di un nuovo nato, frutto dell’amore tra Mister Fantastic (al secolo Reed Richards) e di sua moglie La Donna Invisibile (il cui vero nome è Sue Storm).
Una notizia che riempirà di gioia (e di tanta preoccupazione) il personaggio interpretato da Pedro Pascal, un serioso fisico che vuole monitorare costantemente la salute del nascituro, affinché sia sicuro che quest’ultimo non abbia ereditato qualche anomalia genetica dai propri genitori.
È molto più serena Vanessa Kirby, che ricopre il ruolo di Sue Storm, una donna che ha accolto il concetto di maternità con grande amore e che cerca con tutti i mezzi di coniugare il suo futuro da madre con il ruolo di supereroina impegnata a salvare vite umane.
I due personaggi del film diretto da Matt Shakman appaiono dunque autorevoli e responsabili, avvolti quasi da un’aura da film drammatico che potrebbe rendere I Fantastici Quattro — Gli inizi un film Marvel fin troppo serioso.
Ma non disperate, perché ci sarà anche spazio per sorridere durante la visione.

La Cosa e Torcia Umana: due eroi che sanno anche far ridere
Il mood generale cambia notevolmente quando entrano in scena Torcia Umana (il cui nome è Johnny Storm) e La Cosa (Reed Ben Grimm).
Joseph Quinn nei panni di Torcia Umana ricopre il ruolo di un ragazzo aitante che ha particolarissimi gusti in fatto di donne, che ama stuzzicare con battute ironiche quel ragazzone de La Cosa, interpretato da Ebon Moss‑Bachrach.
I due creano brevi ma piacevoli siparietti dalle tinte ironiche che si inseriscono perfettamente tra le preoccupazioni per il suo futuro da padre di Mr. Fantastic e la granitica determinazione di Sue Storm, che spesso rimbecca suo marito perché troppo distratto dai suoi studi matematici.
Queste personalità così differenti di ognuno dei protagonisti de I Fantastici Quattro — Gli inizi si amalgamano perfettamente tra di loro, e creano un ritratto familiare convincente che saprà creare una particolare affezione nello spettatore, desideroso di scoprire quale sarà il villain da cui dovranno difendersi.

Il male arriva presto e pretende un prezzo troppo alto da pagare
Con la comparsa di Silver Surfer (interpretata da Julia Garner) assistiamo all’arrivo di una incredibile minaccia che ha il desiderio di mangiare letteralmente tutto il pianeta Terra.
Silver Surfer nel film rappresenta il malefico messaggero di Galactus (Ralph Ineson), un antico e pericoloso divoratore di mondi che pretende che la Terra rappresenti il suo nuovo e goloso pasto.
Galactus è rappresentato in modo congeniale, perché si mostra come un enorme personaggio di colore scuro che, con le sue gigantesche dimensioni, esce letteralmente fuori dal grande schermo del cinema.
Molto presto si scoprirà che le mire di Galactus in verità sono diverse e ben più gravose, perché il suo nefasto desiderio coinvolgerà nel personale I Fantastici 4 e li metterà di fronte a una decisione dolorosa da affrontare, una decisione che li farà inoltre apparire come profondamente egoisti di fronte all’opinione pubblica.
In un battibaleno questi 4 eroi da sempre venerati rischiano di essere odiati dagli esseri umani, un destino simile all’uomo d’acciaio nell’ultimo film diretto da James Gunn.

Una location indimenticabile
Oltre a mostrare una regia vivace e un buon repertorio di effetti speciali (soprattutto quelli che coinvolgono l’arrivo sulla Terra di Galactus, meno incisivi invece quelli riservati alle ambientazioni spaziali), quello che lascia il segno durante la visione de I Fantastici Quattro – Gli inizi sono le location.
Il quartier generale dei supereroi Marvel sfoggia un look retro-futuristico senza eguali, che mostra svariate tecnologie strabilianti presentate nel proprio look come se fossero analogiche.
Il colore bianco predominante che pervade l’arredamento della casa dei protagonisti del film suscita sensazioni oniriche, mentre la forma dell’arredamento ricorda molto quello delle case durante gli anni ’60.

Gli ambienti in cui si muovono i Fantastici 4 appaiono avvolgenti, soprattutto perché accolgono un quinto, riuscitissimo, personaggio del film: il robot H.E.R.B.I.E.
Questo automa è strutturato esteticamente in modo impeccabile, perché ogni pezzo del suo piccolo corpo robotico richiama sensazioni futuristiche ma impregnate di un look che andava forte durante gli anni ’60.
È anche l’atteggiamento de La Torcia verso H.E.R.B.I.E. a renderlo un vero e proprio beniamino del film, perché il caloroso eroe si rivolge al robot in modo gentile e con fare affettuoso, due comportamenti che lo rendono un vero e proprio componente della famiglia.




































