Un anno fa abbiamo potuto godere della terza stagione di The Crown con l’entrata in scena dell’attrice Olivia Colman, che ha preso il posto di Claire Foy, quest’ultima nel ruolo della Regina Elisabetta II durante la giovinezza.

Vi erano pochi dubbi riguardo alle performance attoriali della Colman, che già aveva saputo trasmettere pathos e grande personalità interpretando al cinema un’altra grandissima regina nel film del 2018 La Favorita.

La terza stagione ha raccontato l’arrivo di tempi moderni in Inghilterra, tempi in cui la stessa figura della Regina veniva messa in discussione.

La grande figura storica di Winston Churcill veniva sostituita dall’esponente del Labour Party Harold Wilson, uomo che, sebbene provasse grande rispetto per la figura reale, aveva un pensiero politico agli antipodi rispetto al conservatore Churcill.

Il vento del cambiamento stava soffiando in Inghilterra durante gli anni ’70. Alla fine della stagione è chiaro come le prossime puntate affrontino il periodo degli anni ’80, in cui la nazione colonialista per eccellenza accoglie due incredibili donne al potere, Margaret Thatcher e Lady Diana.

LA SOLITA ECCELLENZA

Le prime puntate della stagione numero quattro di The Crown riescono perfettamente a rendere l’idea di come la realizzazione di questa serie Netflix risulti migliore di anno in anno.

La regia della serie TV, durante le primissime puntate, sceglie di puntare su di una meravigliosa fotografia per stupire gli spettatori desiderosi di seguire le vicende reali.

Approfittando di splendidi panorami scozzesi, The Crown abbellisce lo schermo dei televisori di ogni abbonato Netflix con meravigliosi squarci di natura, che siano immersi in una nebbia mattutina oppure avvolti dalla luce del sole.

Con una pulizia dell’immagine superiore ad altre produzioni Netflix, la quarta stagione di The Crown potrebbe indurre molto facilmente ad acquistare un televisore in 4K, qualora già non lo abbiate, per godere della magnificenza di questi paesaggi.

Cotanta bellezza fotografica non riesce, o almeno non del tutto, a distogliere l’attenzione dall’arrivo in scena di capisaldi della recente storia inglese, la “Lady di Ferro” Margaret Thatcher e la giovane e affascinante Lady Diana.

Due presenze femminili che hanno arricchito le pagine dei rotocalchi con il loro carattere forte e fuori dall’ordinario.

L’arrivo della Thatcher nel ruolo di Primo Ministro viene subito affrontato fin dalla prima puntata, durante la quale potremo anche fare la conoscenza di una giovane Diana, che conoscerà il principe Alberto per puro caso.

MARGARET THATCHER, UN PREMIER DALLE INNUMEREVOLI SFACCETTATURE

E’ Gilian Anderson a ricoprire il difficile e importante ruolo della novella premier inglese. L’attrice fin dalle prime apparizioni risulta essere estremamente brava nell’imitare gli atteggiamenti e la postura della Thatcher.

Non è solo il grande lavoro di trucco a trasformare la Anderson nel personaggio, ma anche il modo in cui cammina e rivolge lo sguardo agli altri.

Durante questa quarta stagione scopriremo tanti dettagli della personalità e del modus vivendi di Margaret Thatcher, a partire dalla sua totale abnegazione riguardo agli usi e i costumi che adottano i reali per vivere.

Donna da abitudini semplici, Margaret Thatcher era completamente dedita al suo lavoro e mai si sarebbe sognata di perdere tempo prezioso per partecipare a lussuosi e inutili cene di gala.

Ovviamente durante le puntate verranno affrontati anche le dinamiche politiche che la Thatcher dovrà per forza condividere con Elisabetta II, dinamiche spesso avverse a quelle della Regina.

The Crown entrerà anche nell’intimità della Lady di Ferro, mostrando come ogni donna, anche la più integerrima,  abbia alcune debolezze, soprattutto se ricopre il ruolo di madre.

LADY DIANA, UNA DONNA DAL TRISTE DESTINO

Emma Corin è Lady Diana, la principessa più chiacchierata di sempre e donna fragile ma allo stesso tempo piena di forza.

L’attrice è abbastanza somigliante a Lady Diana, sebbene abbia i lineamenti più dolci rispetto alla vera moglie del principe di Galles.

Ma se proprio dovessimo scorgere alcune discrepanze fisiche tra le due, queste sarebbero totalmente annullate da una recitazione impeccabile e un trucco superbo.

Il ciuffo di Diana ricopre perfettamente il dolce viso della Corin, che si prodiga in modo eccellente a ricreare tutte le movenze e gli ammiccamenti che la donna sapeva mostrare davanti al suo pubblico.

Anche lo sguardo languido e malinconico è riprodotto in modo perfetto dall’attrice, che ha la capacità di far rivivere la compianta regina su schermo.

E’ innegabile come risulti entusiasmante, per tutti coloro che sono cresciuti con i gossip e le notizie inerenti a Lady D., scoprire finalmente come abbia conosciuto il principe Alberto per poi divenire sua legittima moglie.

Di converso, è profondamente triste assistere al racconto di una relazione che non è mai stata impreziosita dall’amore; Diana e Alberto purtroppo hanno dovuto supinamente sottostare ai rigidi dettami della corte per soffocare la loro felicità e continuare a vivere un rapporto nato logoro.

LA STORIA E’ L’IDENTITA’ DI UN POPOLO

La nuova stagione di The Crown non vuole solo focalizzare la sceneggiatura su questi due incredibili personaggi ma offre, come di consueto, un preciso affresco storico che contempli tutti gli avvenimenti più rappresentativi di quegli anni.

Si inizia con le sanguinose rivalse dei terroristi dell’IRA, uomini che desideravano profondamente la completa indipendenza dall’Inghilterra dell’Irlanda, e si continua raccontando la discutibile politica della Thatcher che ha creato una profonda disoccupazione nel paese per foraggiare le spese della guerra delle Falkland.

In mezzo a questi spaccati storici, la regia ha la capacità di dare testimonianza del periodo storico non solo narrando sterilmente i fatti, ma servendosi di aneddoti, oppure di rapidi montaggi, per mostrare le differenze economiche e dello stile di vita tra la popolazione inglese e quella che occupa il palazzo di Downing Street.

In questo modo The Crown riesce, come di consueto, a presentare una critica sociale dal significato diretto e ficcante, che colpisce profondamente per la sua messa in scena a tratti così cruda e realistica.

Sebbene i riflettori siano indubbiamente puntati sulla figura della Thatcher e di Diana, anche in questa quarta stagione non mancano i riferimenti alla odiosa e triste vita che conducono spesso la Regina e i suoi familiari, rinchiusi in questa gabbia dorata che non permette loro di condurre una vita normale e soprattutto censura spesso i sentimenti di ognuno di loro per onorare i protocolli reali.

COMMENTO
The Crown non delude nemmeno in questa quarta stagione, che probabilmente sarà quella più apprezzata dal suo fedele pubblico perché tratta di due donne che hanno fatto la storia dell’Inghilterra ed entusiasmato giornalisti e paparazzi. Margaret Thatcher e Lady Diana sono rese perfettamente su schermo, grazie al lavoro certosino e professionale delle rispettive attrici e del trucco. La serie Netflix si riconferma come una delle migliori nel palinsesto streaming, non solo perché caratterizzata da una realizzazione eccellente, ma anche perché affronta temi storici importanti e delicati, che per come sono proposti invogliano a creare riflessioni stimolanti. Gli avvenimenti affrontati in questa stagione sono molteplici, come la grave piaga del terrorismo irlandese, la guerra della Flakland e l’apartheid sudafricano. Proprio il numero considerevole di situazioni costringe in qualche modo gli sceneggiatori a trattare non tutti i temi in modo approfondito come invece solevano farlo nelle precedenti stagioni. D’altronde The Crown si compone di soli dieci episodi, numero appena sufficiente per dare visibilità ai due personaggi femminili e ai sopracitati eventi storici.
8.6
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".