Che cosa meravigliosa che è la tecnologia: oggigiorno possiamo contare su piccoli computer tascabili chiamati smartphone, che riescono ad assolvere centinaia di funzioni che solo pochi anni fa era possibile fare solamente con costosi (ed enormi) computer.

Pensate solo all’assistente virtuale dentro ogni telefonino, una sorta di maggiordomo elettronico con cui vi è la possibilità di interloquire e che può ricoprire anche la funzione di segretario personale. Una vera manna dal cielo per vivere al meglio le nostre esistenze scandite da ritmi frenetici.

Ma cosa potrebbe succedere se proprio un piccolo smartphone decida di ribellarsi e di prendere possesso di una enorme rete virtuale che gestisce la condotta di nuovissimi robot in commercio? Sicuramente niente di positivo per l’umanità intera, che si ritroverebbe in men che non si dica assoggettata e privata della preziosa libertà.

UNA FAMIGLIA IMPERFETTA

Lo scenario appena descritto è proprio quello che accade ne I Mitchell contro le macchine, nuovo film di animazione dai talentuosi  autori che hanno creato Spider-Man: Un nuovo universo e The LEGO Movie, in uscita su Netflix dal 30 aprile.

Il mondo intero è messo male, perché questi robot, che dapprima sembravano amichevoli e devoti alla razza umana, ora sono comandati da una piccola ma diabolica intelligenza artificiale che si trova in un vecchio modello di telefonino oramai desueto.

Solo una famiglia è riuscita a fuggire da questa tremenda invasione robotica; questo bizzarro nucleo familiare è formato dall’adolescente Katie Mitchell, amante del cinema, il suo singolare fratello Aaron, papà Rick e mamma Linda. Manca solo Monchi, un carlino dalle dimensioni generose con gli occhi storti estremamente buffo.

Questi i protagonisti del film, che devono improvvisarsi eroi per riuscire a dare una nuova speranza al genere umano, altrimenti destinato all’oblio totale.

TECNICA GRAFICA E TANTE RISATE

Appena avviato il film Netflix balza subito all’occhio l’ottima grafica. Se avete già visto Spider-Man: Un nuovo universo sarà facile notare come l’approccio stilistico utilizzato in I Mitchell contro le macchine sia molto simile a quello usato nelle avventure dell’Uomo Ragno.

Miscelando tecniche classiche in computer grafica con ritocchi dei disegni a mano, si nota con piacere come il tratto caratteristico dei personaggi ricordi piacevolmente quello di un fumetto digitale, impreziosito inoltre da colori vividi che donano brillantezza generale a tutta la scenografia.

Il film si avvale anche di ulteriori mezzi grafici per evidenziare gli stati d’animo degli attori virtuali, presentando semplici disegni di emoticon e di altre icone simboliche che puntano a raffigurare con immediatezza il mood del personaggio in questione. Una tecnica semplice ma che dona ulteriore vivacità alle scene.

La regia del film riesce con successo, tramite movimenti di camera veloci e fluidi, a instillare adrenalina durante le numerose scene di azione in cui la famiglia Mitchell dovrà fare i conti con questi robot impazziti.

UN PLOT RIUSCITO

Quello che rende I Mitchell contro le macchine un ottimo film di animazione non è solo il lato tecnico della produzione, ma anche la diversificata e perfetta sceneggiatura.

La scrittura del film risulta decisamente varia, non solo perché ha la capacità di descrivere e di approfondire con successo i difficili rapporti tra Katie, nel pieno della veemenza emotiva dell’adolescenza, e suo padre Rick, genitore iperprotettivo e distratto, ma anche nel presentare scene avventurose mai noiose.

Proprio quando sembrava che la comparsa di tutti quei robot uguali a sé stessi potessero rendere il film monotono, il plot pensa di mettere in scena anche una rivolta di elettrodomestici e di giocattoli, questi ultimi capeggiati dal famoso Furby.

Una trovata che dona ulteriore divertimento al film e che dimostra come la sceneggiatura sia estremamente curata e non lasci nulla al caso.

Ma i pregi del film non finiscono qua, perché durante la visione de I Mitchell contro le macchine assisterete a diverse, divertenti, citazioni riguardanti famosi film del cinema pop, nonché a siparietti comici che riusciranno con successo a trasmettere i numerosi messaggi satirici di cui il film abbonda.

Dove vedere I Mitchell contro le macchine
COMMENTO
Immagino che molti di voi si stiano chiedendo a quale pubblico sia destinato I Mitchell contro le macchine, se quello prettamente giovanile oppure a quello adulto. Sebbene possa sembrare fuorviante dopo aver visto i trailer, il nuovo film di animazione Netflix è perfettamente adatto a spettatori maturi, sebbene possa essere goduto anche dai bambini, vista l’assenza di scene impressionanti oppure violente. Dietro la grafica colorata e il mood generale comico e scanzonato, I Mitchell contro le macchine offre una sceneggiatura intelligente e stimolante, che racconta di come siamo assoggettati fin troppo alla tecnologia, dell’ossessione per la novità dell’ultima ora e anche dell’obsolescenza programmata che affligge i nostri dispositivi. Oltre a queste tematiche I Mitchell contro le macchine racconta anche con estremo realismo il difficile rapporto da instaurare con i propri figli, questi ultimi a loro agio in una società tecnologica fin troppo diversa da quella dei loro genitori. Il film Netflix inoltre non si limita a raccontare unicamente il punto di visto giovanile e il loro rapporto con la tecnologia, ma attraverso il bislacco personaggio di Rick, uomo all’antica che vorrebbe risolvere tutto con un “approccio analogico”, ne approfitta per sottolineare come anche un atteggiamento completamente avverso alla moderna tecnologia sia errato. Insomma, complici poi i riusciti richiami a noti film di fantascienza e non solo (le scene che mostrano le scenografie di Tron sono superbe), I Mitchell contro le macchine è sicuramente un film delizioso, divertente ed intelligente, che dimostra come non si viva (per fortuna) solo di ottime produzioni Disney Pixar nell’ambito delle eccellenze che coinvolgono le produzioni animate.
8.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".