Film Sky Original che sarà in prima TV assoluta il 25 luglio 2022 alle 21.15 su Sky Cinema UnoBlacklight ha come protagonista Travis Block ( Liam Neeson), un uomo che lavora al soldo del governo. Compito di Travis è quello di aiutare agenti sotto copertura ad uscire da situazioni pericolose e spiacevoli.

Lavorare sotto copertura può essere un compito complesso ed estremamente stressante,  ed ogni agente che simula una identità che non gli appartiene può essere minacciato non solo da pericoli reali, ma anche da gravose crisi psicologiche.

Proprio per le particolari mansioni che esercita, Travis tecnicamente è classificato come un “riparatore” governativo freelance, che risponde agli ordini di un solo uomo, Robinson (Aidan Quinn), capo dell’FBI.

UN LAVORO FREELANCE FIN TROPPO IMPEGNATIVO

I primi minuti di Blacklight mostrano una persona implicata in una situazione a dir poco pericolosa. Ci troviamo in un luogo ameno e due agenti provano, con estrema fatica, a sedare una vera e propria rivolta di alcuni uomini armati e bellicosi.

Queste  persone lanciano epiteti tremendamente offensivi nei riguardi di una donna, chiusa dentro una stanza spaventata e scioccata.

E’ una situazione che può essere risolta solamente da Travis, che sfrecciando sulle strade approfittando della sua veloce macchina raggiunge in men che non si dica il luogo dell’estrazione di questo agente, completamente inerme di fronte a questa immane violenza.

Durante questa concitata scena riusciamo a comprendere come Travis sia sagace e creativo, due abilità che sono fondamentali nel suo particolarissimo lavoro.

Travis è un uomo sicuro di sé e conscio di come sia il migliore  sulla piazza, ma allo stesso tempo un individuo schiavo di ossessioni personali.

NESSUNO E’ PERFETTO, FORTUNATAMENTE

Il ruolo che ricopre Liam Neeson nel film è sicuramente quello di un personaggio dal sangue freddo, che non ha alcun problema ad affrontare situazioni che per qualsiasi altra persona sarebbero impossibili da gestire.

Ma Travis, nella sua vita privata, è qualcosa di differente. Padre di una figlia, l’uomo è stato un genitore assente, ed ora vorrebbe farsi perdonare approfittando del nuovo ruolo di nonno. Sua nipote potrebbe essere il lasciapassare ideale per incominciare a capire il vero significato di amore.

Il migliore riparatore dell’FBI, sebbene appaia di primo acchito come un soggetto mentalmente stabile e impeccabile, soffre invece di problematiche ossessivo – compulsive, che lo costringono a sentirsi perennemente in ansia e guardingo.

Queste caratteristiche della personalità di Travis lo rendono squisitamente umano ed imperfetto, e descrivono un personaggio a tratti lontano da quelli a cui l’attore britannico ci ha abituati nei suoi recenti action movie.

SANGUE VERSATO PER IL BENE DELLA NAZIONE

In Blacklight Liam Neeson non è l’unico personaggio principale, ma accanto a lui avranno un ruolo decisivo anche un altro agente e soprattutto una brillante giornalista (Emmy Raver-Lampman).

Quest’ultima sarà fondamentale per permettere a Travis di indagare sull’operazione Unity, un controverso piano che prevede l’omicidio di civili apparentemente innocenti.

Con una sceneggiatura che non mostra solamente scene di azione, inseguimenti e scazzottate, Blacklight imbastisce un plot che svela il discutibile modus-operandi dell’ FBI per il bene della nazione, la politica americana vista attraverso la generazione dei millenials e il sempiterno valore delle inchieste giornalistiche americane.

Temi importanti che riescono a rendere, almeno all’inizio, il film diretto da Mark Williams piuttosto stimolante.

Peccato che la sceneggiatura se la prenda piuttosto comoda e faccia passare almeno quaranta minuti prima di entrare nel vivo della trama.

Il plot concede fin troppo spazio alla (superficiale)  descrizione della vita privata del protagonista e al suo rapporto con la figlia, fallendo nel mostrare allo spettatore maggiori dettagli che possano rendere Travis un personaggio capace di creare una certa affezione nello spettatore.

Con una sceneggiatura che non vuole riempire tutto il film di scene concitate e piene di azione, Blacklight rischia di scontentare sia gli appassionati dell’adrenalina a tutti i costi, sia coloro che invece avrebbero voluto ficcanasare di più  sulle defaillance di Travis e, perché no, anche su questa famigerata operazione Unity.

Il racconto cinematografico di Blacklight è potenzialmente carico di avvenimenti e concetti interessanti, ma la scrittura svogliata della sceneggiatura non permette di focalizzare e valorizzare nessuna di queste tematiche, rendendo il film solo gradevole ma certamente non indimenticabile.

Dove vedere Blacklight
COMMENTO
Liam Neeson torna come protagonista in un nuovo action movie targato Sky Original, immerso in un ruolo piuttosto originale e in una trama ricca di spunti interessanti. Sebbene classificato come film di azione vero e proprio, Blacklight non vuole frastornare lo spettatore con un carico eccessivo di scene rumorose con centinaia di proiettili che fischiano sullo schermo, ma concede una sceneggiatura che punta anche su di una storia che vede il personaggio di Neeson indagare su di un oscuro piano ordito dal suo capo. Un’idea encomiabile questa, che rende potenzialmente il film più interessante. Peccato che proprio il lato investigativo della sceneggiatura, in fin dei conti, non approfondisca nessuna delle numerose tematiche di cui il plot è previsto, rendendo Blacklight un film che probabilmente non accontenterà gli adoratori dell’azione dura e pura e nemmeno quelli che invece apprezzano una trama di maggiore spessore. Sebbene piacevole da vedere, Blacklight non offre una personalità narrativa ben focalizzata. Il consiglio è di godere delle (poche) scazzottate e delle sparatorie che il buon Neeson ci offre durante i 100 minuti totali di visione, chiudendo un occhio sulla trama a tratti gestita in modo superficiale.
6.8
Articolo precedenteDisney+: i film e le serie TV del mese di agosto 2022
Articolo successivoNight in Paradise, inizia la produzione della serie Starzplay ispirata alla graphic novel di Frank Schmolke
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".