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mercoledì, Settembre 2, 2026

Dio ride: trailer e poster del film di Giovanni Veronesi

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Pierfrancesco Favino nel film Dio ride.
Foto di Enrico De Luigi
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Sono disponibili il trailer e il manifesto di Dio ride, il nuovo film scritto e diretto da Giovanni Veronesi, che sarà presentato in prima mondiale come film di chiusura della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film arriverà poi nelle sale italiane dal 29 ottobre 2026, distribuito da PiperFilm.

Dio ride chiude la Mostra del Cinema di Venezia

Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, Dio ride racconta una storia che mette al centro il tema della libertà e il complesso rapporto tra l’uomo e il potere.

Al centro della vicenda c’è un frate capace, attraverso la forza della propria umanità, di cambiare la vita delle persone che incontra e di diffondere un messaggio destinato a entrare in conflitto con le istituzioni del suo tempo.

La prima mondiale del film è in programma durante la serata di chiusura della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando protagonisti

In Dio ride, Pierfrancesco Favino interpreta frate Leopoldo da Casamacchia, mentre Silvio Orlando veste i panni del cardinale Maculani.

Accanto a loro troviamo Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, che interpreta Papa Innocenzo X.

Il film è scritto da Giovanni Veronesi, Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini e Nicola Deorsola, con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga.

La trama di Dio ride

Nel cuore del Seicento vive un uomo che parla di Dio in un modo completamente diverso da quello a cui le persone sono abituate.

È frate Leopoldo da Casamacchia e, mentre la Chiesa predica in latino, lui racconta il Vangelo con un linguaggio capace di trasmettere gioia, sollievo e speranza.

Il suo è il racconto di un Dio vicino agli uomini, un Dio capace anche di ridere insieme a loro.

Il messaggio di frate Leopoldo si diffonde rapidamente di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo. Mentre la sua popolarità cresce, però, le chiese cominciano a svuotarsi.

La fama del frate arriva così fino a Roma, dove quella voce viene percepita come una minaccia da chi esercita il proprio potere attraverso la paura.

Il Papa decide quindi di affidare il caso al cardinale Maculani, considerato uno degli inquisitori più autorevoli del suo tempo.

Quello che nasce come un processo si trasforma presto in un confronto inatteso, capace di mettere in discussione convinzioni che sembravano impossibili da cambiare.

Mentre il destino di Leopoldo appare sempre più incerto, anche la vita di Maculani e di chi viene conquistato dal dubbio potrebbe prendere una direzione completamente diversa. Perché si può spegnere una voce, ma non ciò che quella voce è riuscita a lasciare dentro gli altri.

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