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La recensione di Five Nights at Freddy’s 2, seguito del film horror uscito nel 2023 ispirato agli apprezzati videogiochi mobile. Dal 4 dicembre 2025 nei cinema.

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È passato un anno dall’incubo vissuto alla Freddy Fazbear’s Pizza, dove numerosi robot assassini hanno seminato terrore nella vita di Mike (Josh Hutcherson), un ragazzo che ha già vissuto dolorosi lutti in passato e che ora deve occuparsi della sorella minore Abby (Piper Rubio).

La mattanza provocata dagli animatroni che avrebbero dovuto intrattenere i bambini ha lasciato un grosso segno nella comunità, anche se in molti hanno deciso di festeggiare, in nome del cattivo gusto, la tragedia avvenuta tempo prima attraverso la creazione del “Fazfest“, un evento in cui chi vuole partecipare deve vestirsi con il costume di un robot.

Sebbene molti pupazzi robotici agirono nel segno del male, alcuni di loro sono stati fondamentali affinché Abby potesse salvarsi. Il loro gesto eroico ha lasciato un grande vuoto nella sorella di Mike, che vorrebbe a tutti i costi reincontrare i suoi enormi beniamini.

Ma questo non è possibile, perché di questa tragedia non ne è rimasto uno funzionante. Almeno fino a oggi.

Un’antica minaccia si risveglia

L’incipit di Five Nights at Freddy’s 2 è ambientato durante i primi anni Ottanta: ci troviamo all’interno di Freddy Fazbear’s Pizza, un locale che porta lo stesso nome di quello in cui avvenne la strage che ha coinvolto Mike e la sorella, ma situato in un altro luogo.

I bambini ridono e giocano avvalendosi delle numerose attrazioni che il locale offre loro. Una bambina, impaziente di vedere comparire la “Marionetta”, l’attrazione più famosa del posto, scorge un animatrone che porta un bambino all’interno di un locale buio.

Dopo aver invano chiesto l’aiuto degli adulti sul posto, questa eroica ragazzina decide di seguire le tracce di questa piccola, potenziale vittima.

L’incontro con questo enorme orso fatto di viti, bulloni e ingranaggi rappresenterà per lei un’esperienza violenta e dolorosa.

Inizia così Five Nights at Freddy’s 2, mostrando scene emotivamente forti che fanno presagire un seguito che possa coinvolgere e spaventare più del primo film. Purtroppo la premessa è del tutto fuorviante.

Gli animatroni del film horror Five Nights at Freddy’s 2.
Ecco alcuni animatroni pronti a uccidere senza pietà. O forse no?

La sospensione dell’incredulità incontra l’assurdo

È ovvio che chiunque si appresti a vedere una pellicola come Five Nights at Freddy’s 2 sappia perfettamente di decidere coscientemente di assistere a una storia assolutamente avulsa dalla realtà, come spesso accade in questo genere di opere, soprattutto se tratte da videogiochi di grido che, di solito, non puntano principalmente sul valore della sceneggiatura per coinvolgere gli appassionati.

Five Nights at Freddy’s 2 però sceglie di andare oltre l’adorabile concezione di sospensione dell’incredulità e mostra una sceneggiatura così sciatta che a tratti appare inaccettabile.

Sebbene possa essere accettabile un ritmo generale soporifero e fatto di numerosi dialoghi che chiaramente vogliono supplire alla mancanza di idee originali (e magari di un budget esiguo), l’opera di Emma Tammi (già regista del primo capitolo) presenta situazioni a dir poco inverosimili.

Partendo dall’agente di polizia Vanessa (Elizabeth Lail), personaggio già presente nel primo episodio, che, non si sa in quale modo e attraverso quale potere magico, placidamente si mette a dormire e riesce con una grande naturalezza a incontrare il padre morto nei sogni, fino ad arrivare alla comparsa di un’incredibile tecnologia gestita da un computer perfettamente funzionante all’interno di un locale disabitato da quasi cinquant’anni, capace di gestire via wireless decine di animatroni assassini.

Queste “licenze poetiche” della sceneggiatura creano grossi interrogativi nello spettatore, che potrebbe essere ritratto come quel famosissimo meme tratto dal cult Pulp Fiction in cui John Travolta si mostra con un’espressione totalmente disorientata.

Ma non finisce qui, perché la narrazione, non curante di alcuna attinenza con una logica narrativa, fa comparire dal nulla in diverse scene robot assassini su una macchina in corsa. Come ci siano arrivate queste creature metalliche, nessuno potrà mai dirlo.

Una scena dell'horror Five Nights at Freddy’s 2.
In questa scena Mike finge di essere un robot per sfuggire alla loro violenza. E’ furbo il ragazzo, non c’è che dire.

Non chiamatelo horror

Se anche volessimo soprassedere su queste gravose ingenuità della sceneggiatura per goderci uno spettacolo horror che mostra sangue finto e tensione, la delusione non mancherebbe: in Five Nights at Freddy’s 2 non compare praticamente una goccia del rosso liquido vitale e inoltre sono quasi assenti scene prettamente horror.

Con l’avvento del “Fazfest”, in cui accorrono centinaia di giovani mascherati, mi aspettavo sequenze in cui i robot assassini potessero creare caos inenarrabile in nome del terrore e dell’adrenalina. Come potevano gli sceneggiatori non approfittare di tale occasione?

E invece, incredibile dictu, Five Nights at Freddy’s 2 non prende in considerazione questa opportunità per rendere la pellicola più emozionante e digeribile, ma mostra solo pochi robot che fanno irruzione in casa di un paio di famiglie senza creare nemmeno troppo disturbo.

Un animatrone nell'horror Five Nights at Freddy’s 2.
Un enorme orso robotico assassino si trova tra la folla, ma è molto più educato di molti ragazzini del posto.

L’ultima speranza era che Five Nights at Freddy’s 2 approfittasse almeno della figura della “Marionetta” che compariva all’inizio. Questo pupazzo esteticamente funzionava e aveva potenziale per diventare un villain accettabile.

Probabilmente la produzione non voleva che la pellicola potesse piacere in alcun modo, perché questa bambola demoniaca non prende parte direttamente nelle scene più drammatiche, avendo l’abitudine di impossessarsi dei corpi di ignari esseri umani, che prendono le sue sembianze diventando una sua copia buffa e goffa.

Dopo circa un’ora e quaranta minuti, Five Nights at Freddy’s 2 giunge al fatidico “The End”. Il finale assesta un colpo di scena che apre le porte a un possibile terzo capitolo della serie. All’idea della visione di un nuovo lungometraggio, un vero brivido di terrore ha percorso la mia schiena…

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Dove vedere Five Nights At Freddy's 2
COMMENTO
Come potete notare facilmente leggendo la recensione, il primo Five Nights at Freddy's non mi ha assolutamente entusiasmato: la pellicola rappresentava un horror volutamente "leggero" che voleva soprattutto mettere in scena i famosi animatroni per entusiasmare gli innumerevoli fan del gioco mobile attraverso una trama semplice. Niente di memorabile ma nemmeno un'opera disastrosa. Cosa che purtroppo è questo seguito, che sfoggia una sceneggiatura praticamente inesistente con certe assurdità inaccettabili per come sono gestite. In Five Nights at Freddy's 2 non c'è horror, tensione e neppure un filo di drammaticità: quello che vediamo per poco meno di due ore sono alcuni robot che provano a essere cattivi ma che appaiono solo goffi e vittime di una produzione che non ha badato in alcun modo alla qualità generale.
4.5
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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