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Esce il 26 settembre 2024 la seconda stagione di Tutto chiede Salvezza, seguito della fortunata serie TV Netflix tratta dall’omonimo romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli. Al centro della narrazione ancora la figura di Daniele, che questa volta ricoprirà un ruolo inedito nella struttura romana adibita al Trattamento sanitario obbligatorio.

Gli è valso il premio Strega Giovani 2020 a Daniele Mencarelli il suo romanzo Tutto chiede salvezza. Una storia autobiografica che raccontava dell’esperienza di un ragazzo di nome Daniele ricoverato in un reparto TSO di Roma.

Daniele, apparentemente, era un ragazzo normale, che soffriva occasionalmente di sbotti di rabbia inconsueti ed esagerati.

Un motivo ai suoi occhi futile ma che invece, per il giudizio clinico di uno specialista, doveva essere attenzionato e trattato con terapie consone.

In quei sette giorni Daniele conosce bene i suoi compagni di stanza, persone che di primo acchito sembravano fuori di testa ma che, in realtà, sotto la loro scorza di “pazzia” nascondevano un infinito universo di amore.

Nell’ottobre del 2022 Tutto chiede salvezza diventa una serie Netflix, un’occasione unica per dare voce e immagini alla storia scritta da Daniele Mencarelli.

Il ruolo di Daniele è affidato a Federico Cesari, supportato da un cast di attori incredibilmente abile nel rappresentare adulti e giovani in preda a problemi mentali che, sebbene spesso provochino enormi disagi, non precludono alla loro umanità di palesarsi.

La serie è un successo e riesce anche a dare forma al sacrosanto dibattito focalizzato sul concetto di salute mentale, da sempre poco trattato in Italia.

Nel 2023 Netflix annuncia l’inizio delle riprese della seconda stagione, che offrirà una sceneggiatura inedita.

Al centro del racconto ci sarà sempre Daniele (anche stavolta interpretato da Federico Cesari), impegnato a cercare di passare con successo un tirocinio che gli permetterà di diventare un infermiere nel reparto dove fu ricoverato.

NELLO STESSO LUOGO MA IN UNA NUOVA VESTE

È strano per Daniele entrare nella stanza ove, due anni prima, si era svegliato in un letto con i polsi legati. C’è un misto di emozioni e di grande malinconia, soprattutto quando il suo sguardo incrocia la finestra alla quale si sporse il suo caro amico Mario.

Un gesto che costò tanto a quell’ex maestro di elementari che durante quella settimana riuscì a fare le veci di un padre amorevole per Daniele.

Non c’è troppo tempo per perdersi in ricordi agrodolci, perché Daniele deve mettere tutto l’impegno possibile per diventare un abile infermiere e non deludere così la dottoressa Cimaroli (Raffaella Lebboroni), che ha riposto in lui una fiducia smodata.

Non è facile la vita per Daniele, che deve gestire una difficile relazione con Nina (Fotinì Peluso). Le cose poi sono ancora più complesse visto che dal loro rapporto è nata una bambina che dovrà patire i disagi di due genitori separati.

Tutto chiede salvezza stagione 2 cover

NUOVI VOLTI E VECCHIE CONOSCENZE

Nel reparto dove ora Daniele cerca di costruirsi una carriera come infermiere, è inevitabile che si rivedano vecchie conoscenze della prima stagione, come l’infermiere Pino (Ricky Memphis) e il Dott. Mancino (Filippo Nigro).

Torna come personaggio anche il robusto e vivace Giorgio (Lorenzo Renzi), che non sta più all’interno del reparto ma lavora felicemente come giardiniere. Rivedremo anche Gianluca (Vincenzo Crea), oramai legato a Daniele da un importante rapporto di amicizia.

Se il cast del reparto TSO di Roma, per ovvie ragioni, è rimasto quello della prima serie, le nuove conoscenze si concentreranno nella stanza dove sono smistati i pazienti.

Qui Daniele conoscerà Matilde (Drusilla Foer), donna colta e piena di estro che soffre di grossi problemi depressivi, e di Rachid (Samuel Di Napoli), giovane promessa del calcio che ha sprecato le sue capacità agonistiche a causa di un carattere troppo aggressivo.

Il rapporto del protagonista della serie Netflix con questi nuovi pazienti, inizialmente, sarà molto complesso, perché entrambi adotteranno una pessima condotta nei suoi confronti.

Data la sua inesperienza, Daniele si troverà in difficoltà nell’affrontare queste problematiche, che lo costringeranno anche a far riaffiorare i suoi annosi problemi di rabbia.

Tutto chiede salvezza stagione 2

UN RACCONTO SERIALE DIFFERENTE

La prima stagione di Tutto chiede salvezza era uno show che travalicava il concetto di racconto seriale.

Nel corso di sette episodi la serie Netflix dava forma a una monumentale e commovente storia che riusciva a rendere noto come dietro le (presunte) imperfezioni della mente di una persona con problemi psichici vi fosse un grande senso di amore.

Tutto chiede salvezza era il perfetto decalogo per comprendere come non ci si possa fermare all’apparenza e si abbia il dovere di andare in profondità, soprattutto quando ci sono in ballo degli esseri umani, qualsiasi sia la loro condizione mentale.

La seconda stagione, che offre contenuti inediti e quindi non ispirati ad alcun romanzo, è gestita in modo diverso, e ha le sembianze di una vera e propria fiction.

La struttura narrativa della seconda stagione di Tutto chiede salvezza è dedicata soprattutto a descrivere la nuova vita di Daniele e ad approfondire il suo rapporto con Nina.

Sebbene ci siano svariati momenti in cui sono protagonisti del racconto seriale anche i nuovi inquilini della stanza del reparto TSO, la sceneggiatura non riesce mai ad approfondire troppo il loro passato e i motivi del loro ricovero.

C’è troppa smania nell’indagare il burrascoso legame di Daniele con Nina, esacerbato anche dall’inasprirsi dei rapporti tra la madre di quest’ultima (interpretata da Carolina Crescentini) con Antonella (Arianna Mattioli), la sorella di Daniele.

Sono proprio gli screzi tra queste due figure femminili a costringere lo spettatore a guardare siparietti fin troppo esasperati che fanno trapelare come i dialoghi, molto spesso, siano stati scritti in modo banale e inappropriato.

Recensione Tutto chiede salvezza 2 in foto Lorenzo Renzi e Carolina Crescentini

Nella nuova stagione di Tutto chiede salvezza tutte le scene più drammatiche sembrano scritte ad hoc unicamente per cercare di destare l’attenzione dello spettatore, da subito cosciente come questo nuovo racconto non riesca a toccare corde emotive come aveva fatto quello tratto dal premiato romanzo.

Tutti i personaggi hanno perso quell’aura di realismo e di profondità emotiva, compresi i genitori di Daniele, che lasciammo come un padre e una madre accorati e pronti a dare manforte a un figlio che stava passando un periodo della sua vita molto complicato.

Li ritroviamo rappresentati come due consorti che battibeccano continuamente, rivolgendosi tra di loro frasi banali accentuando fin troppo una calata romana che li fa apparire quasi come due macchiette.

Non va meglio per la Crescentini, che sfoggia una recitazione sicuramente accorata e funzionale, ma che purtroppo risulta sbiadita a causa delle urla che anch’essa è costretta a mettere in scena per cercare di alzare l’asticella da fiction drammatica.

Va molto meglio con la figura di Giorgio: anche nel ruolo di giardiniere Lorenzo Renzi è bravissimo nell’apparire come un omone grande, grosso e dotato di un cuore che può donare infinite gentilezze.

Da sottolineare anche il personaggio di Alessandro (Alessandro Pacioni), figura che nel racconto seriale sarà quella che trasmetterà più emozioni. Emozioni che, a dire il vero, mancano tanto in questo seguito di una serie eccelsa che vedemmo appena due anni fa.

Dove vedere Tutto chiede salvezza
COMMENTO
Dimenticate tutte (o gran parte) delle fortissime emozioni che avete provato quando avete visto la prima stagione di Tutto chiede salvezza. Questi nuovi episodi, che raccontano fatti inediti, sono ideali qualora siate invasi da un’irresistibile curiosità nel sapere come continua la vita del buon Daniele. Una curiosità che porterà però a vedere uno show seriale che prende le sembianze di una vera e propria fiction, che vuole infarcire il racconto di diversi siparietti sentimentali, non solo riferiti al protagonista e alla sua compagna Nina. La seconda stagione di Tutto chiede salvezza si discosta dunque da quella sceneggiatura così toccante e solenne per abbracciare i vizi (e le virtù per chi apprezza il genere) di una novella seriale, che non tradisce i dettami del genere, soprattutto quelli che impongono di raccontare numerosi screzi e colpi di scena dai tratti tipicamente sentimentali.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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