Vanquish

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Platinum Games, se non esistesse, bisognerebbe inventarla.

Questa etichetta di impavidi programmatori giapponesi, soprattutto dedita alla produzione di giochi d’azione e composta da persone di un certo calibro come  Shinji Mikami (non mi chiedete chi sia perché mi offenderei), ci ha regalato in questi anni perle come Bayonetta, Metal Gear Rising e, manco a dirlo, Vanquish.

Uscito nel lontano 2010 per Xbox 360 e  Playstation 3, Vanquish ha fatto vigorosamente rosicare più di un utente che non possedeva queste due console di successo.

Il perché è presto detto: il protagonista del gioco, tale Sam Gideon, fa parte di una task force che deve scongiurare un potente attacco Russo contro gli Stati Uniti. Siamo nel futuro ragazzi, e la popolazione mondiale si trova sul baratro dell’estinzione a causa della sovrappopolazione.

Proprio per questo gli Stati Uniti costruiscono delle stazioni orbitanti che accumulano l’energia solare, un’ottima idea in mancanza di energia da sfruttare sul bistrattato pianeta terra.

Ma la Russia, che subisce un grave colpo di stato dal cattivissimo Zaitsev, decide di attaccare questa risorsa fondamentale creata dagli americani.

Il nostro Sam potrà contare, oltre che su armi quali fucili a pompa, raggi laser, mitragliatrici e lancia razzi, anche su di una scintillante tuta robot che gli permetterà di muoversi in modo incredibilmente agile.

Avete presente Kyashan, il noto manga che abbiamo divorato durante gli anni ’80 su improbabili emittenti televisive?

Ecco, Sam vi farà pensare al mitico ragazzo robot più di una volta durante il gioco, soprattutto durante le immancabili scene in cui il Nostro darà il colpo di grazia agli enormi nemici robotici con l’ausilio di combinazioni di tasti che ci regaleranno performance combattive esaltanti.

Sam non solo potrà saltare agilmente oppure correre con la sua infrastruttura robotica da combattimento, ma, ciliegina sulla torta, avrà a disposizione anche la possibilità di scivolare letteralmente sulle ginocchia per muoversi ancora più velocemente in mezzo a centinaia di proiettili che provano a fargli la pelle.

Ma tutto questo miracolo tecnologico ha anche dei limiti, perché alcune azioni (per esempio il combattimento corpo a corpo) oppure la sopracitata scivolata, faranno riscaldare i circuiti della tuta, che dovranno essere freddati durante alcuni, concitati, secondi.

Durante questo breve lasso di tempo non potremo compiere alcune azioni, e per rendere la situazione più gestibile l’azione sarà rallentata, proprio come abbiamo assistito al cinema con Matrix oppure con il joypad in mano gustandoci Max Payne.

Ma non saremo soli durante questa missione, perché il colonello Burns (un omone con una folta barba bianca) sarà al nostro fianco assieme all’aiuto di decine di marine.

Questi ultimi potranno anche essere salvati se si trovano in difficoltà. Le buone azioni, almeno nei videogiochi, pagano, e proprio per questo il gioco elargirà in questo caso munizioni extra oppure nuove armi da scegliere per i combattimenti.

Vanquish è uno sparatutto in terza persona che ricalca fortemente le dinamiche di Gears of War: a partire dalla possibilità, fondamentale, di stare al riparo per non morire in dieci secondi netti, fino alla rappresentazione grafica dei nostri compagni di ventura, soldati con bicipiti così grossi da far apparire Kazuya di Tekken un omuncolo sottopeso.

Le citazioni dei videogiochi famosi sono tante in Vanquish, a partire dal brutto viziaccio di Sam, quelle sigarette che consuma durante i brevi periodi di pausa proprio come un certo Solid Snake.

La versione PC offre diverse migliorie, gradevoli anche se non fondamentali, per godersi il titolo pienamente. Ora è possibile giocare al titolo anche in Ultra HD, oltre che con 60 fps fissi durante le scorribande con il nostro esoscheletro. Assieme a queste novità saranno a disposizione anche altre piccole limature tecniche, come gli effetti sonori ora resi ancora più verosimili.

COMMENTO
Vanquish è un concentrato di divertimento, proiettili e, soprattutto, azione made in Platinum Games. Il gioco offre una giocabilità esemplare, che chiede al giocatore solamente di consumare pochi minuti per un briefing introduttivo, giusto il tempo di imparare quei pochi comandi che gli permetteranno di compiere acrobazie favolose con la propria tuta robotica. Sette anni, quanti ne sono passati dalla prima uscita del gioco, non si fanno proprio sentire: la grafica, ora più ricca di dettagli con la definizione maggiore, offre scorci fantascientifici pieni di atmosfera. I robot, sebbene non siano certamente composti da migliaia di poligoni, riescono lo stesso ad avere un effetto di gigantesca possanza grazie ad una caratterizzazione che supera la prova del tempo. Ci sono fumo, proiettili e tante situazioni diverse in Vanquish, che ci permetteranno di combattere a piedi come su di un treno che viaggia a centinaia di chilometri orari, per poi impossessarci di una comoda mitragliatrice che dispensa morte a tutti i nemici. Insomma, il gioco offre una discreta diversificazione all’interno dei diversi stage, sebbene chi proprio non ama il genere sparatutto action possa lamentare una certa ripetitività dopo le circa sette - otto ore di gioco che servono per completarlo. Chi scrive questo articolo non dirà mai una cosa del genere, perché è impossibile dire di no ad un’enorme cannone che spara decine e decine di proiettili, facendo uso di un esoscheletro robotico per scivolare e così “dribblare” il nemico per sparagli alle spalle. Avete presente la sensazione? No? Allora non dovete fare altro che comperare, peraltro ad un ottimo prezzo, la versione Steam del gioco per i vostri computer.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".