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È Edoardo Leo il protagonista della nuova puntata di Stories, il ciclo di interviste dedicate ai grandi interpreti dello spettacolo di Sky TG24.
Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Paolo Bonfadini, Leo si racconta in Edoardo Leo – Ti racconto una storia, in onda il 19 gennaio 2026 alle 21:00 su Sky TG24 e il 24 gennaio 2026 alle 12:00 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand.
Trent’anni di carriera tra cinema e televisione
Da oltre 30 anni, Edoardo Leo è una presenza costante nel panorama audiovisivo italiano, alternando ruoli brillanti e interpretazioni drammatiche.
Torna ora al cinema come protagonista della commedia romantica 2 cuori e 2 capanne, in uscita nelle sale il 22 gennaio 2026.
Il film racconta l’incontro-scontro tra un preside di liceo e una professoressa di italiano, due personalità profondamente diverse che si ritrovano a vivere una relazione sentimentale e professionale complessa.
Una storia che mette a confronto visioni opposte del mondo, tra cultura patriarcale e femminismo, interrogandosi su educazione, morale, genitorialità e società contemporanea.
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Paternità, scuola e nuove generazioni
Nel corso dell’intervista, Leo riflette anche sul significato della paternità e della maternità, sottolineando come il vero genitore sia chi cresce, sostiene e accompagna nei momenti difficili.
Centrale è anche il ruolo della scuola e delle nuove generazioni, guardate con ottimismo e fiducia.
L’attore invita a superare le critiche sterili verso i giovani, sostenendo la necessità di supportarli e valorizzarne il potenziale, basandosi sui dati e non sulle sensazioni.
Infanzia, bugie e vocazione al racconto
Facendo un salto nel passato, Edoardo Leo racconta alcuni episodi della sua infanzia, tra cui una bugia diventata ormai un aneddoto familiare: da bambino aveva convinto la maestra che il padre fosse un poliziotto, disegnandolo in divisa e inventando una storia di sana pianta. Un episodio che rivela, già allora, la sua naturale inclinazione per il racconto.
Il teatro e “Ti racconto una storia”
Accanto al cinema, il teatro ha un ruolo fondamentale nella carriera di Leo. Con lo spettacolo Ti racconto una storia, portato in scena per oltre 11 anni, l’attore ha costruito un format in continua evoluzione, capace di trasformare l’attualità in racconto universale, con una comicità fortemente legata a Roma.
I ruoli più intensi e l’esperienza da regista
Tra i ruoli più impegnativi, Leo ricorda Mia di Ivano De Matteo, film che affronta il tema della violenza sulle donne, esperienza emotivamente devastante che lo ha portato a riflettere sul senso di protezione e sui limiti del controllo genitoriale.
Importante anche il suo percorso da regista, culminato con Non sono quello che sono, ispirato all’Otello di Shakespeare, un progetto coltivato a lungo e realizzato dopo anni di gavetta.
Un momento di svolta raccontato attraverso un aneddoto emblematico: la chiamata per la candidatura al David di Donatello arrivata mentre stava dipingendo le pareti di casa.
In chiusura, Edoardo Leo si definisce una persona che ha ricevuto “molte carezze dalla vita” e che per questo sente il dovere di restituirle, moltiplicandole.
Un ritratto intimo e sincero di uno degli interpreti più amati del cinema italiano contemporaneo.









































