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domenica, Agosto 2, 2026

Don’t let the sun: trama, uscita e dettagli del film distopico di Jacqueline Zünd

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Arriverà nelle sale italiane dal 21 maggio 2026 grazie a Trent Film Don’t let the sun, esordio nel cinema di finzione della regista svizzera Jacqueline Zünd.

Il film è stato presentato al Locarno Film Festival 2025, dove ha conquistato il Pardo per la miglior interpretazione nella sezione Cineasti del Presente grazie alla performance del protagonista Levan Gelbakhiani.

Una distopia sul cambiamento climatico e la solitudine

Don’t let the sun immagina un futuro prossimo segnato dal cambiamento climatico e dal progressivo deterioramento dei rapporti umani.

Le temperature estreme hanno reso impossibile vivere durante il giorno, costringendo l’umanità a spostare la propria esistenza nelle ore notturne.

In questo scenario sospeso tra fantascienza e riflessione sociale, la società ha imparato a sopravvivere adattando non solo gli spazi urbani, ma anche le relazioni personali, sempre più fredde e artificiali.

La trama di Don’t let the sun

Protagonista della storia è Jonah, un giovane uomo che lavora per un’agenzia specializzata nel fornire “relazioni su richiesta”, un servizio che permette ai clienti di acquistare sostituti affettivi per colmare il vuoto emotivo di una società incapace di mantenere legami autentici.

La sua vita cambia quando riceve un incarico particolare: interpretare il ruolo di padre per Nika, una bambina chiusa e diffidente.

Attraverso questo rapporto fragile e inatteso, Jonah inizia lentamente a confrontarsi con emozioni reali, mettendo in discussione il sistema di finzioni dietro cui si è sempre nascosto.

Una riflessione sociale e un racconto intimo

Con uno sguardo profondamente contemporaneo, Jacqueline Zünd costruisce un racconto che esplora il bisogno umano di connessione in una società iper-controllata e sempre più distante dall’intimità autentica.

La regista ha spiegato che il film nasce come una riflessione sulla fragilità delle relazioni nell’epoca post-digitale. In questo futuro distopico non è la tecnologia a separare le persone, ma il clima stesso, che costringe gli individui a vivere isolati durante il giorno.

Secondo Zünd, Don’t let the sun pone domande provocatorie sul significato dell’intimità e sull’autenticità dei rapporti umani, interrogandosi sul valore delle relazioni costruite artificialmente rispetto a quelle spontanee.

Le location

Il film è stato realizzato tra Milano e Genova, con alcune sequenze girate anche in Brasile.

Tra le location più significative spicca il complesso Monte Amiata nel quartiere Gallaratese di Milano, utilizzato per creare un immaginario visivo sospeso tra presente e futuro.

Gli spazi architettonici diventano così parte integrante della narrazione, riflettendo la solitudine e la fragilità emotiva dei personaggi.

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