Di4ri è la nuova serie Netflix per ragazzi che racconta delle vicende scolastiche e sentimentali di un gruppo di compagni della classe di seconda media dell’istituto Galileo Galilei di Marina Piccola.

Lo show Netflix ha come giovani protagonisti Pietro (Andrea Arru), Giulio (Liam Nicolosi), Livia (Flavia Leone), Isabel (Sofia Nicolini), Daniele (Biagio Venditti), Monica (Federica Franzellitti), Arianna (Francesca La Cava) e Mirko (Pietro Sparvoli).

I personaggi della serie Netflix sono calati in una classica ambientazione scolastica, che mostrerà non solo l’atteggiamento dei ragazzi rispetto alle tipiche avversità didattiche, ma anche come affrontano tutte le difficoltà che comporta essere adolescente.

Ogni puntata dello show Netflix si concentrerà sulla descrizione della vita di un ragazzo in particolare, permettendo dunque di approfondire il suo modus vivendi, tutti i dubbi e le afflizioni tipiche del periodo in cui si abbandona per sempre lo status di bambini per diventare un vero e proprio giovane uomo.

UNA TERRA PIENA DI GIOVENTÙ

L’ambientazione di Di4ri è Marina Piccola, un’isola che si trova a Capri caratterizzata da un territorio rigoglioso e da una magnifica costa bagnata dal mare.

Fin dalle prime puntate dello show Netflix la cinepresa si impegna nel mostrare questo splendido pezzo di terra servendosi di riprese aeree attraverso leggiadri movimenti simili a quelli che potrebbe compiere un gabbiano che vola in piena libertà.

Per raggiungere la scuola Pietro usa una bici, un mezzo agile che lo fa sentire carico di energia mentre mira durante il tragitto i flutti del mare che guerreggiano con gli scogli e riempie i polmoni con l’inconfondibile odore di salsedine.

In più, cosa non trascurabile, il ragazzo può uscire quando vuole lui dopo aver consumato in fretta la colazione, evitando così di presenziare all’ennesima, futile, litigata dei suoi genitori.

Alla scuola Galileo Galilei lo attende il simpatico Giulio, il suo migliore amico, con cui ha architettato una curiosa scommessa che, per essere vinta, dovrà spingerlo a baciare due ragazze della sua classe.

Questi ed altri eventi descritti nella serie Netflix dimostrano perfettamente come il focus narrativo di Di4ri spazi da argomenti più seri, come la gestione dei problemi familiari, fino a quelli più leggeri come i primi baci, che sanciscono definitivamente la fine del periodo pre-adolescenziale e rappresentano il primo approccio con la sessualità.

L’ADOLESCENZA E’ UNA VITA PIENA DI COLORI

Osservando la sigla di Di4ri si nota facilmente come tutta la realizzazione dello show Netflix sia piuttosto curato e vanti una presentazione dei titoli colorata e perfettamente in linea con il giovane target del pubblico.

Ogni puntata di Di4ri, oltre a sottolineare quante settimane mancano alla fine della scuola, divide le scene secondo un diverso giorno della settimana, proprio come si confà con l’uso di un diario scolastico oppure prettamente personale.

Questa realistica divisione temporale è ideale per immergere lo spettatore nella classica routine scolastica, che culminava nel sospirato fine settimana, unico momento in cui ci si poteva riposare dalle fatiche didattiche.

Oltre a basare ogni puntata su di un personaggio in particolare, Di4ri rende quest’ultimo una vera e propria voce narrante, che si rivolge direttamente alla telecamera raccontando in modo spontaneo tutti i suoi dubbi e i propri sentimenti.

E’ proprio la spontaneità ad essere il fil rouge che lega Pietro, Giulio, Livia e gli altri ragazzi tra di loro. Sebbene non manchino gli errori tipici della loro giovane età che potrebbero mettere in crisi i rapporti di amicizia, nessuno di loro si tirerà indietro quando dovrà ammettere le proprie colpe.

Un atto di grande maturità che eleva questi ragazzi al di sopra della mediocrità dei loro antagonisti della terza media, ragazzi più grandi all’anagrafe ma dai comportamenti scevri di intelligenza.

LO SPORT COME UN SANO SFOGO

Di4ri presta grande spazio anche al concetto di sport e di come quest’ultimo possa essere un’incredibile valvola di sfogo.

A cominciare da Livia, seriamente impegnata in duri allenamenti per renderla più competitiva nella disciplina del triathlon, fino a Pietro, Giulio, Daniele e Mirko, appassionati di basket.

La pallacanestro sarà di vitale importanza per presentare diverse, emozionanti, sfide tra la classe 2D e la 3D, quest’ultima frequentata dal borioso ed aggressivo ragazzo di Livia, intento a tutto pur di dimostrare come sia più forte di loro.

Invece che presentare banali risse, Di4ri dunque vuole che lo sport sia la naturale conseguenza e l’ipotetica soluzione di dissidi che, inevitabilmente, coinvolgono i protagonisti della serie con i loro compagni più grandi, amanti di sciocchi atteggiamenti da bulli.

Se per Pietro e gli altri il Basket sarà teatro di conflitti tra le gerarchie scolastiche, per Livia invece il triathlon rappresenterà la sua voglia di primeggiare e di essere sé stessa, priva di tutti quei pregiudizi in famiglia che la dipingono come la ragazza “perfettina”.

QUINDICI PUNTATE E’ IL NUMERO IDEALE

Sebbene di primo acchito, sommersi come siamo attualmente dalle offerte streaming, l’ennesima serie con ben 15 puntate sembri eccessivamente impegnativa (anche se ognuna dura meno di mezz’ora, a parte la puntata iniziale), è bene sottolineare come invece questa scelta sia stata giusta.

Attraverso ogni puntata Di4ri riesce a delineare egregiamente la caratterizzazione di ogni personaggio, non solo perché ogni appuntamento rende ognuno di loro una sorta di protagonista, ma anche perché la sceneggiatura sa esplorare le diverse tematiche fondamentali per ogni adolescente con sagacia e attraverso il fondamentale rapporto con il gruppo dei pari.

Il racconto di Di4ri in questo modo riesce ad essere particolaristico ma anche dai tratti corali, perché non trascura mai il concetto basilare di amicizia, potenziato dalle avventure (e disavventure) che i ragazzi condividono tra i banchi della classe.

Gli adulti, incarnati nelle figure genitoriali e in quelle del preside e dei professori, rimangono al margine perché, troppo spesso, incapaci di comprendere le reali esigenze degli adolescenti.

L’unico personaggio positivo tra quelli più grandi è il bidello e factotum Paolo, un uomo che non smetterà mai di mettersi dalla parte dei ragazzi della 2D e che, incredibilmente, imparerà da loro anche la lingua dell’amore genitoriale.

COMMENTO
La prima serie per ragazzi Netflix fa centro ed offre un racconto pieno di tematiche importanti, trattate con sensibilità ed intelligenza. In Di4ri non si parla solo di primi baci e di primi amori, ma anche di argomenti importanti come l’orientamento sessuale e la paura di non essere abbastanza intelligenti per ottenere successi scolastici. La recitazione dei giovani attori è convincente, perché con la loro spontaneità rendono credibili e veritiere le tante vicende che ogni adolescente deve affrontare nella propria vita. Il ritratto che si delinea di questi ragazzi nella serie Netflix è lusinghiero, perché questi giovani hanno l’arguzia di affrontare gli errori della propria vita con un sano ed edificante senso critico, che li porta ad ammettere di aver sbagliato e a trarre così insegnamenti importanti. Dunque non ragazzi perfetti, tutt’altro, ma che hanno l’intelligenza per capire quando chiedere perdono. Sebbene durante le prime puntate la classe 2D non sia poi così unita, questi ragazzi in futuro riusciranno a fare squadra per affrontare una difficile sfida che si profila per l’anno successivo. Una sfida che, se non vinceranno, potrebbe cambiare la loro vita in modo non indifferente. Proprio questo guizzo narrativo sarà ideale per mostrare un altro grande pregio di questa gioventù: la capacità di ribellarsi per non sottostare alle ingiustizie perpetrate da uomini che si definiscono adulti e responsabili, ma che invece troppo spesso sono solo persone che non hanno mai raggiunto una reale maturità cognitiva e sentimentale.
7.8
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".