Con l’uscita di Crash Bandicoot sulla prima Playstation nel lontano 1996, gli utenti della console rivelazione Sony affamati di giochi di azione e di piattaforme poterono esultare.

Il gioco sviluppato da Naughty Dog metteva al centro della storia un marsupiale tanto curioso quando cool di nome Crash, che doveva combattere contro il Dr. Neo Cortex, il classico scienziato pazzo rivisitato in chiave umoristica.

Con un gameplay che prediligeva uno scrolling verticale, cosa originale in questa tipologia di gioco all’epoca, il giocatore doveva far fronte a innumerevoli situazioni avventurose, potendo contare sull’abilità del nostro protagonista di sfruttare la sua agilità e la capacità di roteare su se stesso per causare danni ai nemici.

Il successo del gioco Playstation fu immediato e portò alla programmazione di ben due seguiti, nonché di un riuscitissimo gioco di Kart che non doveva invidiare niente in quanto a divertimento al sommo Super Mario Kart di proprietà Nintendo.

Durante gli anni duemila, di Crash non se ne seppe più niente, almeno finché Activision non decise di lanciare un bel remake dei primi tre capitoli con grafica rifatta su console e PC.

Il pubblico e i critici lodarono l’iniziativa: era il momento perfetto per annunciare Crash Bandicoot 4: It’s About Time, un vero e proprio episodio inedito della saga, che potesse riportare il peramele protagonista sotto i riflettori del mercato videoludico.

A SPASSO NEL TEMPO

La sceneggiatura di Crash Bandicoot 4: It’s About Time vuole dare un senso di continuità narrativa alla saga, presentando eventi che seguiranno quelli del terzo capitolo del franchise uscito nel 1998, Crash Bandicoot 3: Warped.

Gli avvenimenti descritti riprendono esattamente la linea temporale  trascorsa dall’uscita del terzo gioco fino ai giorni nostri:  poco più di dieci anni in cui il piccolo e geniale Dr. Cortex ha passato imprigionato  assieme a Nefarious su di un pianeta senza vita.

Sembra proprio che per questi due cattivoni non ci sia nulla da fare, almeno fino al momento in cui la maschera cattiva Uka Uka non riesce a creare un varco temporale che libera i due villain.

Inizia così la nuova avventura di Crash e Coco (personaggio femminile che può essere selezionato al posto di Crash), attraverso nuovi mondi e con una grossa novità che innalza l’asticella del divertimento e della varietà: la presenza delle maschere quantiche.

Queste maschere avranno ognuna di loro una caratteristica principale, donando a Crash un potere particolare che permette di affrontare i livelli in maniera inusuale.

Per non rovinare la sorpresa non ho intenzione di descrivere precipuamente tutte le peculiarità di queste maschere, ma sappiate che sapranno riscrivere agevolmente le classiche leggi della fisica.

In questo modo il gameplay classico della serie di Crash Bandicoot, presente anche in questo quarto capitolo con innumerevoli livelli nascosti, sezioni bonus e centinaia di amate (e odiate) casse di legno da distruggere, risulterà decisamente arricchito.

Ma non è finita qui, perché i programmatori di Toys for Bob hanno riservato un’altra gradita sorpresa per tutti i giocatori che amano la varietà di gioco.

NON SOLO CRASH E COCO

Se già vi sentite appagati a poter scegliere se impersonare il tostissimo Crash o la dolce Coco, sappiate che Crash Bandicoot 4: It’s About Time offrirà anche la possibilità, durante alcuni livelli, di saltare tra una piattaforma e l’altra con altri tre personaggi: il robusto Dingodile, l’agile Tawna e l’indiavolato Dr. Cortex.

Una bella sorpresa che rallegrerà tutti i giocatori e permetterà di affrontare i livelli attraverso modalità assolutamente differenti.

Se il goloso Dingodile potrà contare sull’uso di un enorme aspirapolvere per risucchiare casse e nemici all’interno dell’area di gioco, l’atletica Tawna farà uso di una sorta di rampino per raggiungere luoghi (e casse) apparentemente irraggiungibili.

E, last but non least, il famigerato Cortex dovrà utilizzare la sua particolare pistola per trasformare i nemici in comode piattaforme, indispensabili per fargli raggiungere luoghi dove nessun piccolo genio del male ha mai raggiunto.

Giocare con questi personaggi sarà  inusuale e (piacevolmente) disorientante, dal momento che dovrà familiarizzare con strutture di livelli da affrontare in modo quasi del tutto differente rispetto a prima.

AUGURI PER LA TUA MORTE

Fin dai primi minuti in cui ci si diverte con Crash Bandicoot 4: It’s About Time appare chiaro come la difficoltà di gioco non sia così usuale; d’altronde la saga videoludica è sempre stata caratterizzata da un gameplay ostico, che premiava i giocatori pazienti ed esperti in materia di videogiochi.

I primi capitoli d’altronde uscirono durante gli anni novanta, epoca in cui la difficoltà generale dei videogames era ancora tarata verso l’alto. Ora che il videogioco è una passione comune che frutta miliardi di dollari all’anno all’industria, i titoli sono sempre più accessibili proprio per garantire profitti sempre più ingenti e raggiungere qualsiasi tipologia di giocatore.

Ai ragazzi di Toys for Bob non importa delle mode odierne, perché Crash Bandicoot 4: It’s About Time rimane alquanto ostico da giocare, e vi farà penare non poco durante alcune sezioni di gioco.

Le vite perse, raffigurate nel quadrante posto in alto nella schermata, a causa di alcuni passaggi difficili ed estenuanti mostreranno presto una doppia cifra, a chiara testimonianza di come la filosofia di gioco premi la costanza del giocatore.

Ma non disperate, perché non mancheranno gli  amati checkpoint, che possano permettere al nostro Crash di ricominciare il livello da una posizione avanzata.

MA QUANTO DURI?

Crash Bandicoot 4: It’s About Time fa sul serio anche riguardo la longevità di gioco: se volete concluderlo senza badare a finire i livelli bonus e quelli che potete affrontare al contrario, non saranno meno di quindici ore di gioco.

Una bella durata, che sicuramente potrebbe lievitare visto il tempo che (forse) perderete durante alcuni livelli più complessi.

Se invece avete un’anima da completista e per voi finire i giochi al 100% è una filosofia di vita, Crash Bandicoot 4: It’s About Time vi impegnerà per tantissime ore, durante le quali potrete sollazzarvi anche con livelli particolari in cui gli altri personaggi incroceranno la linea temporale di Crash affrontando gli stage secondo un tragitto differente.

Insomma, una bella e grossa avventura infarcita di tanti contenuti diversi che, anche stavolta, presenteranno situazioni in cui Crash potrà fare uso di mezzi e animali particolari per affrontare alcuni schemi con un ritmo incessante.

COMMENTO
I trailer che diffuse Activision alcuni mesi fa parlavano chiaro: Crash sta tornando e ha intenzione di divertire e impegnare come non mai ogni appassionato della saga e dei videogiochi platform in generale. Ma tra un trailer e la vera esperienza di gioco, spesso vi è una differenza abissale. Non in questo caso, perché Crash Bandicoot 4: It's About Time è un concentrato di giocabilità e di situazioni surreali e divertenti. Con una adorabile grafica cartoon che offre animazioni divertenti, soprattutto quando i nemici di Crash hanno la meglio sul peramele, e un gameplay che esalta i pregi storici della saga, il quarto capitolo di Crash è un piacere da giocare. I programmatori di Toys for Bob hanno sapientemente evitato di creare un nuovo gioco che esaltasse solo le particolarità ludiche dei vecchi episodi, ma si sono rimboccati le maniche e inserito la possibilità di giocare anche con altri personaggi storici della serie, con un gameplay che cambia drasticamente in onore della varietà di gioco. Crash Bandicoot 4: It's About Time è un prodotto tipicamente adatto ai videogiocatori esperti: alcuni passaggi potrebbero apparire troppo frustranti per tutti coloro che non hanno grande dimestichezza con il joypad e i videogiochi in generale, risultando così frustrante. Un videogioco per molti ma non per tutti quindi, soprattutto pensando a coloro che amano una progressione lineare e poco impegnativa durante la fruizione di un prodotto videoludico.
8.6
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".