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Con l’arrivo del film Backrooms, molti spettatori si troveranno davanti a un universo inquietante che esiste online da anni. Prima di diventare un progetto cinematografico, infatti, le Backrooms sono state uno dei fenomeni horror più popolari del web, alimentato da forum, video virali e milioni di visualizzazioni su YouTube.
Ma cosa sono esattamente le Backrooms e perché hanno conquistato così tanti appassionati dell’orrore?
L’origine delle Backrooms
Tutto nasce nel 2019 da un’immagine pubblicata online che mostrava una serie di stanze vuote illuminate da luci al neon, caratterizzate da pareti giallastre e moquette consumata. L’atmosfera apparentemente ordinaria risultava però profondamente disturbante.
Attorno a quella fotografia venne costruita una leggenda: chiunque potesse “uscire dai confini della realtà” attraverso un errore del mondo, chiamato noclip, si sarebbe ritrovato intrappolato nelle Backrooms, un immenso labirinto di stanze infinite dal quale è quasi impossibile fuggire.
Cosa rende le Backrooms così spaventose
A differenza dei tradizionali film horror, le Backrooms non puntano su mostri o jump scare continui. La paura nasce principalmente dalla sensazione di isolamento, dall’idea di trovarsi in un luogo familiare ma allo stesso tempo sbagliato.
Corridoi identici, luci ronzanti, stanze apparentemente infinite e l’assenza di altre persone creano una forma di ansia psicologica che molti utenti hanno definito estremamente inquietante.
Il fenomeno è inoltre collegato al concetto di “liminal spaces”, luoghi di passaggio normalmente affollati ma completamente vuoti, come scuole deserte, centri commerciali chiusi o uffici abbandonati.
I video di YouTube che hanno reso celebre il fenomeno
La vera esplosione delle Backrooms è arrivata grazie a YouTube. Nel 2022 il giovane regista e creatore di contenuti Kane Parsons, conosciuto online come Kane Pixels, pubblicò una serie di cortometraggi realizzati con tecniche cinematografiche sorprendenti.
I video simulavano il ritrovamento di vecchie registrazioni in cui alcune persone si ritrovavano accidentalmente intrappolate nelle Backrooms. Grazie al realismo delle immagini, all’uso delle videocamere in stile found footage e all’atmosfera opprimente, la serie diventò rapidamente virale, accumulando decine di milioni di visualizzazioni.
Molti degli elementi che il pubblico vedrà nel film derivano proprio dall’immaginario sviluppato da questi cortometraggi.
Dal web al grande schermo
Il successo online delle Backrooms ha attirato l’attenzione dell’industria cinematografica, portando alla realizzazione di un adattamento destinato al grande schermo.
Il film rappresenta uno dei casi più interessanti degli ultimi anni: un progetto nato da una semplice immagine condivisa sul web, trasformato prima in una leggenda di Internet, poi in una serie di video virali e infine in una produzione cinematografica.
Perché le Backrooms sono diventate un fenomeno culturale
Le Backrooms sono riuscite a distinguersi da molte altre creepypasta perché sfruttano una paura universale: quella di perdersi in un luogo sconosciuto e apparentemente infinito.
La loro semplicità ha inoltre permesso a migliaia di utenti di contribuire alla mitologia con nuove storie, livelli e creature, trasformando il fenomeno in uno dei più grandi universi horror collaborativi mai nati su Internet.
Per chi si prepara a vedere il film, conoscere queste origini permette di apprezzare meglio il mondo inquietante che ha conquistato milioni di persone online prima di arrivare al cinema.





































