Esce il 30 ottobre 2024 in esclusiva su Disney+ AvetranaQui non è Hollywood, serie TV in quattro puntate basata sul libro Sarah la ragazza di Avetrana che vuole raccontare l’omicidio di Sarah Scazzi concentrandosi sul punto di vista dei protagonisti della storia.

Il comune di Avetrana conta circa seimila abitanti. Seimila persone che, prima di quel tragico 26 agosto 2010 in cui la giovane Sarah Scazzi fa perdere le sue tracce, non avevano mai pensato di diventare una delle località più famose in Italia, invasa da un momento all’altro da un agguerrito esercito di giornalisti intenti a carpire preziose informazioni che potessero riempire le pagine dei giornali e arricchire di ipotesi gli innumerevoli talk show televisivi.

Purtroppo Sarah Scazzi non è fuggita e, proprio per questo, non è mai tornata dalla sua famiglia.

Quello che sembrava un gesto irresponsabile di una ragazza quindicenne atto a dimostrare un moto di ribellione verso la sua famiglia diventa un fatto di cronaca nera che coinvolge la cugina di Sarah e i suoi zii.

QUATTRO PROTAGONISTI DA CONOSCERE

Sono solo quattro le puntate di Avetrana Qui non è Hollywood, ognuna delle quali vuole offrire un racconto monografico diverso; il primo episodio è dedicato alla figura di Sarah Scazzi, interpretata da Federica Pala.

La sceneggiatura della serie diretta da Pippo Mezzapesa non vuole in alcun modo raffigurare la vicenda di Avetrana in modo scandalistico né trattare questa triste pagina di cronaca nera presentando i fatti con un atteggiamento morboso.

Il racconto seriale si concentra sul didascalico e neutrale racconto della vita di ogni personaggio, affinché si possa comprendere l’ambiente sociale e culturale dove viveva attraverso i loro stessi occhi.

Un esplicito messaggio prima dell’inizio di ogni episodio recita difatti come la serie attinga da fonti ufficiali e documenti giudiziari per elaborare la storia, anche se in parte romanzata per esigenze narrative.

Recensione Qui non è Hollywood in foto Giulia Perulli

La gestione così rispettosa dei fatti e lontana dal voler attirare il pubblico presentando scene caratterizzate da una regia improntata al facile voyerismo offre una struttura narrativa asciutta, che da subito mostra un ottimo lavoro di recitazione da parte di tutti i protagonisti dello show Disney+, soprattutto pensando a Giulia Perulli nei panni di Sabrina Misseri.

La Perrulli si mostra molto abile a trasformarsi in un personaggio dal carattere complesso, che cova dentro di sé un insano sentimento di passione verso un suo coetaneo di nome Ivano (Giancarlo Commare).

Attraverso l’uso di espressioni del viso e di sguardi torbidi e inappropriati verso il ragazzo per cui prova sentimenti, la recitazione di Giulia Perulli riesce con successo a mettere in scena tutta la poliedrica personalità di Sabrina, divisa tra quella di una ragazza solare che ama andare al mare con Sarah e quella che odia il suo robusto corpo.

Qui non è Hollywood  teaser cover

UN AFFETTO PIENO DI OMBRE

Se il personaggio di Sabrina gode di una interpretazione non indifferente, la figura di Sarah è presentata in modo più semplice, descritta soprattutto leggendo le righe del suo diario personale, dove trascriveva tutte le sue emozioni e i suoi dubbi.

Sarah è una quindicenne fortemente legata a sua cugina Sabrina, in casa della quale passa gran parte della sua giornata approfittando anche dell’affetto che le dispensa la zia Cosima (Vanessa Scalera).

Sarah è una teenager vogliosa di attenzioni e che ritrova in Sabrina la sorella maggiore che non hai avuto, una figura ideale con cui condividere le nuove esperienze della sua vita, soprattutto quelle con i ragazzi con cui, di lì a poco, dovrà confrontarsi.

Frequentando Sabrina e i suoi amici Sarah conosce bene anche il famigerato Ivano, il ragazzo tanto desiderato da Sabrina con cui Sarah sembra condividere un buon rapporto di amicizia. Un’amicizia che ben presto potrebbe sfociare in una classica cotta tipica della sua età.

Osservando Sarah interagire con Sabrina e Cosima, sarà semplice decifrare la gestione familiare che coinvolge la cugina e la madre, un tipico matriarcato in cui il padre Michele Misseri (Paolo De Vita) è reputato come la sbiadita figura di un uomo fin troppo sentimentale che non ha polso per gestire le difficili vicissitudini quotidiane.

Recensione Qui non è Hollywood in foto Federica Pala e Giulia Perulli

UN EVENTO CHE MOSTRA LA VERA FAMIGLIA MISSERI

Prima di introdurre la scomparsa di Sarah, AvetranaQui non è Hollywood sceglie volontariamente di mostrare la vita semplice di Sarah, Sabrina e dei propri amici, spesso riuniti in gruppo per andare al mare.

La routine di questi personaggi si trasforma in modo dirompente quando Sarah scompare, un fatto che sarà indispensabile per mostrare il vero tratto caratteriale di Sabrina e della sua famiglia.

Il ritratto che Avetrana Qui non è Hollywood dipinge della famiglia Misseri è quello di un nucleo familiare apparentemente unito nella strenua volontà di apparire estraneo ai fatti.

L’incredibile bagarre mediatica che si crea attorno alla scomparsa di Sarah crea in Sabrina inaspettate occasioni per comparire frequentemente in televisione e diventare una persona famosa, che magari può apparire agli occhi di Ivano così più fascinosa.

Sembra inattaccabile l’atteggiamento della famiglia Misseri di fronte alla scomparsa di Sarah; molto presto però l’anello debole di questa catena di omertà si spezzerà.

La serie Disney+ svela senza remore come Michele Misseri non riesca a vivere con la consapevolezza di sapere quale fine abbia fatto Sarah, una ragazza inoltre per cui provava un forte attaccamento.

Michele, proprio l’uomo che non aveva alcun peso all’interno della famiglia, rappresenta colui che soggiogato dai suoi sensi di colpa non potrà resistere dal dichiarare, a modo suo, come sono avvenuti i fatti.

Un gesto insano agli occhi di Cosima che permette a tutta la macchina scandalistica mediatica di diventare ancora più affamata di notizie, dettagli e particolari legati a Michele e al suo rapporto con la nipote.

Il dado ora è tratto e nessuno può fermare il naturale corso di eventi che porterà Cosima e Sabrina a dover mostrare la vera natura della loro anima.

Dove vedere Avetrana - Qui non è Hollywood
COMMENTO
Non è mai facile mettere in scena una serie TV che racconta di drammatici fatti avvenuti realmente, soprattutto se coinvolgono una giovane quindicenne. Qui non è Hollywood a mio avviso riesce nel difficile compito presentando una sceneggiatura dal tono asciutto che desidera mostrare in modo realistico la vita di Sarah, Sabrina, Cosima e Michele attraverso il loro punto di vista. Conoscendo la quotidianità di questi protagonisti è facile comprendere come Sarah fosse una teenager in cerca di affetto e Sabrina una ragazza che nel profondo covava un atteggiamento di disagio osservando la struttura fisica della cugina così proporzionato, che secondo il suo punto di vista aveva attirato le attenzioni dell’amato Ivano. Le figure di Cosima e Michele sono oltremodo differenti: il padre di Sabrina appare come un uomo che non riesce a nascondere a sé stesso una verità fin troppo atroce da accettare, differentemente dalla moglie, una donna che riesce a recitare la parte di una persona totalmente estranea ai fatti. Anche la questione dell’etica giornalistica e dell’estenuante attenzione mediatica riservata al caso di Sarah è documentata in modo congeniale, soprattutto attraverso il personaggio della giornalista Daniela, interpetrata da Anna Ferzetti. La Ferzetti, anch’essa molto brava nella sua parte, incarna perfettamente il ruolo di una professionista dell’informazione che cerca di compiere un lavoro eticamente impeccabile ma che spesso è attratta dalla voglia di trasformare la notizia in spettacolo. Una tentazione che soprattutto oggi, in tempi di social media e influencer, è quasi impossibile da soffocare.
7.5
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Luca Spina
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".
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