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venerdì, Ottobre 16, 2026

Il canto della foresta: il nuovo documentario di Vincent Munier al cinema

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Una scena dal documentario Il canto della foresta.
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Dopo La pantera delle nevi, vincitore del Premio César e campione d’incassi per la casa di distribuzione milanese Wanted Cinema, il fotografo naturalista francese Vincent Munier torna dietro la macchina da presa con Il canto della foresta, un nuovo documentario che conduce lo spettatore nel cuore delle foreste dei Vosgi.

Il film arriverà nei cinema dal 12 novembre 2026 con Wanted Cinema, con la voce narrante di Vasco Brondi.

Il canto della foresta, un viaggio nella natura dei Vosgi

Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Special Screenings e vincitore di due Premi César 2026, per il Miglior documentario e il Miglior sonoro, Il canto della foresta è un viaggio visivo e sensoriale alla scoperta della natura e dei suoi abitanti.

Lincci, orsi, cervi, gufi e galli cedroni popolano un universo selvaggio e suggestivo, nel quale ogni suono, movimento e dettaglio racconta la ricchezza di un mondo che si rivela soltanto a chi sa osservare e ascoltare.

Lo sguardo di Munier, però, va oltre la bellezza dei paesaggi e costruisce una riflessione intima sul tempo, sulla memoria e sulla trasmissione della conoscenza tra generazioni.

Tre generazioni unite dalla passione per la natura

Attraverso una narrazione essenziale e profondamente emotiva, il regista intreccia tre prospettive: la propria, quella del padre Michel, naturalista che ha trascorso la vita a osservare gli animali nel loro habitat, e quella del figlio dodicenne Simon.

Insieme condividono giornate di esplorazione e momenti di raccoglimento in una baita immersa nei boschi, illuminata dalla luce calda delle candele. È qui che i racconti e i ricordi del nonno diventano preziosi insegnamenti per il nipote, creando un legame tra passato, presente e futuro.

La ricerca del gallo cedrone

A scandire il racconto è la ricerca del gallo cedrone, un animale raro e sfuggente che accompagna i protagonisti attraverso paesaggi innevati, distese avvolte dalla nebbia e foreste silenziose.

Ogni immagine, costruita con una cura quasi pittorica, restituisce la capacità di Munier di cogliere la natura nei suoi momenti più autentici, trasformando l’attesa e l’osservazione in parte integrante dell’esperienza cinematografica.

Il canto della foresta, tra natura, memoria e legami familiari

Ne emerge un’opera di grande intensità, nella quale il rapporto con il mondo naturale si intreccia con quello tra padre, figlio e nipote. Il canto della foresta diventa così anche una riflessione sul valore del sapere che si tramanda e sulla profondità dei legami che uniscono l’essere umano alla terra.

Il viaggio di Vincent Munier nelle foreste dei Vosgi parte quindi dalla ricerca degli animali selvatici per raccontare qualcosa di ancora più personale: la trasmissione di una passione e di una conoscenza maturata attraverso generazioni, condividendo con lo spettatore l’incanto di un mondo naturale da osservare con pazienza.

Cosa racconta Il canto della foresta

Dopo La pantera delle nevi, Vincent Munier invita lo spettatore nel cuore delle foreste dei Vosgi, dove ha imparato tutto grazie al padre Michel, naturalista che ha trascorso la vita in appostamento nei boschi. Ora è arrivato il momento di trasmettere questo sapere a Simon, il figlio di Vincent.

Tre sguardi e tre generazioni condividono la stessa fascinazione per la vita selvaggia. Insieme a loro è possibile scoprire cervi, uccelli rari, volpi e linci, fino al possibile incontro con il battito d’ali di un animale leggendario come il gallo cedrone.

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