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A trentaquattro anni dalla strage di Via D’Amelio, RaiPlay propone un nuovo episodio della docuserie I Ragazzi delle Scorte, dedicato ad Agostino Catalano, il caposcorta del giudice Paolo Borsellino che perse la vita nell’attentato del 19 luglio 1992 insieme al magistrato e agli altri agenti della scorta.
L’episodio, intitolato Agostino, mio padre, sarà disponibile dal 17 luglio 2026 su RaiPlay e andrà in onda in seconda serata su Rai 3.
Il racconto di una storia di coraggio e memoria
Il documentario ripercorre la vicenda umana e professionale di Agostino Catalano, che quel giorno avrebbe dovuto essere in ferie ma fu richiamato in servizio per completare la scorta del magistrato.
Attraverso il ricordo della figlia Rosalinda Catalano e la testimonianza di Salvatore Lo Presti, ancora oggi agente di scorta, il documentario restituisce il ritratto di un uomo che ha scelto di servire lo Stato fino all’estremo sacrificio.
Il racconto attraversa Palermo, intrecciando memoria privata e memoria collettiva per ricordare il valore di chi ha dedicato la propria vita alla tutela delle istituzioni.
La testimonianza di Rosalinda Catalano
Tra i momenti più toccanti del documentario c’è il ricordo di Rosalinda Catalano, che racconta il suo ritorno in Via D’Amelio pochi giorni dopo l’attentato.
“L’unica volta che sono tornata in via D’Amelio è stato, forse, una settimana dopo ed era ancora tutto devastato. Sono entrata proprio fino a dentro, dove oggi c’è l’albero. La cosa che ho visto subito è stata la scarpa di mio padre. Avevo intravisto anche un pezzo del suo spolverino rosso. Da quel momento non ebbi più il coraggio di metterci piede in via D’Amelio, mi fa troppo male. Non ho avuto più la forza di andare lì.”
Una produzione dedicata agli uomini delle scorte
I Ragazzi delle Scorte è una produzione del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza realizzata con 42° Parallelo e curata dalla Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali.
Con questo nuovo episodio, la docuserie continua a dare voce agli uomini e alle donne delle scorte, raccontandone il coraggio, il senso del dovere e il sacrificio attraverso le testimonianze di familiari, colleghi e amici, affinché la loro memoria continui a vivere anche nelle nuove generazioni.










































