Pierfrancesco Favino protagonista di Stories su Sky TG24

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Pierfrancesco Favino nella rubrica Sky TG24 Stories.
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Pierfrancesco Favino è il protagonista della nuova puntata di Stories, il ciclo di interviste di Sky TG24 dedicato ai grandi protagonisti dello spettacolo.

L’attore si racconta a Omar Schillaci, vicedirettore della testata, con la regia di Roberto Contatti, nell’episodio Pierfrancesco Favino – Sogniamo in 16:9, in onda il 10 novembre 2025 alle 21.00 su Sky TG24, il 15 novembre 2025 alle 12.00 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.

È la storia di un bambino con un papà che lo vuole campione. Io interpreto Raul, un uomo che deve rimettere in ordine la propria vita e che, trovando questo ragazzo, impara a guardarsi dentro”, racconta l’attore.

Il cuore del film è il rapporto tra maestro e allievo, un legame autentico e privo di aspettative. “La cosa bella è che non cercano di piacersi. È per questo che riescono a tirare fuori chi sono davvero.

Per Favino, Il Maestro è anche una riflessione sulle seconde possibilità: “È la storia di due perdenti che trovano la vittoria non sul campo da tennis, ma nella vita.”

L’attore confessa che questo personaggio gli ha permesso di mostrare un lato più intimo e umano:“Ho spesso interpretato uomini forti e vincenti, ma ho faticato a portare addosso quella forza. Il Maestro mi ha dato la libertà di essere diverso, di mostrare fragilità. È un personaggio perfetto per una commedia come quelle di una volta.

Dalle difficoltà agli inizi al successo: “Ho avuto anni in cui non lavoravo”

Durante la lunga chiacchierata con Schillaci, Favino ripercorre anche gli inizi della sua carriera.“A sette anni volevo fare l’attore, ma non so perché. Oggi ancora mi chiedo se sono sicuro di volerlo fare. È successo in modo naturale, come se non potessi fare altro.”

Non mancano i momenti difficili:Ho avuto anni in cui non lavoravo. Faticavo a convincere le persone che potessi fare certi ruoli. A vent’anni sembravo trentenne, non ero giovane né figo. Mi ero dato una deadline: se non fosse andata bene, avrei smesso.

E ricorda con ironia il primo provino:Era per Una questione privata. Il regista mi disse che ero troppo scuro, così mi tinsero i capelli di rosso carota! Poi sparirono tutti… ma quel regista, anni dopo, fu proprio quello che mi fece debuttare da protagonista.

Il Favino privato: famiglia, ironia e amore

Nel corso dell’intervista emergono anche ricordi personali e familiari. A casa eravamo in sei, una tribù. Ero l’ultimo arrivato, dovevo adattarmi. C’era tanta ironia e curiosità. Da bambino avevo un amico immaginario che si chiamava Marco e mia madre mi dava corda.

Fin dal liceo mostrava una vena comica:“Imitavo i professori e prendevo un sacco di note. Se ho una battuta, non riesco a tenermela.”

Una comicità che ritroviamo anche nella serie Call My Agent – Italia, dove interpretava un irresistibile Che Guevara: “Il Che è un ruolo che vorrei davvero interpretare. Io, in fondo, volevo fare l’attore comico.

Sul tennis scherza: “Io lo amo, lui mi stima. È un amore non ricambiato.”

Sull’amore, invece, parla con sincerità: “In amore sono un grande tifoso della mia compagna. Ci equilibriamo molto. Con i miei figli cerco di essere un papà che ascolta: do regole, ma voglio renderli liberi.”

Favino conclude con un pensiero pieno d’amore per il cinema: “Il fatto che tante persone spendano energie per una singola inquadratura è qualcosa che non ha prezzo. Il cinema non è solo un valore commerciale: è ciò che ci fa sognare. È grazie al cinema se sogniamo in 16:9.