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La recensione di Together, opera prima di Michael Shanks che indaga con una storia prettamente horror il concetto di coppia e la codipendenza sentimentale. Nei cinema dal 1° ottobre 2025.
Come cambia la vita quando due persone decidono di stare insieme? E cosa comporta un forte legame sentimentale? L’amore riserva un arricchimento emotivo oppure richiede anche grosse rinunce alla propria libertà?
Il lungometraggio diretto da Michael Shanks (che firma anche il soggetto e la sceneggiatura) vuole affrontare queste complesse tematiche, attraverso una narrazione cinematografica immersa in un’atmosfera sovrannaturale che sfocia nel genere body horror.
Un forte legame pieno di crepe
Tim Brassington e Millie Wilson (interpretati da Dave Franco e Alison Brie, marito e moglie nella vita reale) sono una coppia affiatata che sta per affrontare un grande cambiamento nella loro vita.
Millie ha trovato un lavoro come maestra elementare in campagna, e in accordo con Tim deve necessariamente lasciare la città e trasferirsi, cambiando radicalmente abitudini affinché possano godere di un’occupazione sicura.
Tim, che da anni cerca di realizzarsi come musicista, non gode di un posto fisso e ha ritenuto giusto accettare di cambiare vita per Millie.
Sono solo un paio d’ore di distanza da tutti i loro cari amici, un paio d’ore che però sembrano momenti infiniti, visto che Tim, sebbene abbia la patente, non ha troppa dimestichezza con la guida e approfitta della sua compagna per farsi accompagnare in posti dove i mezzi pubblici non arrivano.
Se Millie è coinvolta nel suo lavoro e sembra aver trovato un equilibrio emotivo, la solitudine della campagna soffoca in qualche modo Tim, che appare distante dalla compagna.
Incontrarsi sessualmente con lei diventa un appuntamento che spesso Tim vuole procrastinare, adducendo impegni momentanei.
È il momento di riprendere in mano il loro rapporto di coppia, e non vi è nulla di meglio che una gioiosa escursione nei boschi.
Il sole lascia il posto a una pioggia torrenziale
Sembrava una bella giornata di sole ideale per una salutare passeggiata intima all’interno di rigogliosi boschi, ma tutto cambia improvvisamente quando il cielo diventa grigio e inizia a versare copiose lacrime di pioggia.
Tim e Millie a causa del maltempo perdono l’orientamento e gli alberi e la vegetazione si tramutano presto in un dedalo senza via di uscita.
Tim, fradicio di pioggia, vaga senza meta e senza accorgersene cade in una buca che porta in una caverna sotterranea.
Millie prova ad aiutarlo ma senza riuscirci. Il braccio della ragazza si tende nervosamente per cercare di tirare su Tim ma il risultato è scoraggiante: anche Millie cade in questa piccola e buia grotta.
Il posto è scuro e angusto ma, fortunatamente, Tim ha con sé un accendino. La flebile luce rischiara le scure pareti di quest’antro, in cui notano una pozza d’acqua.
Il liquido vitale sembra essere pulito e potabile, un’ottima notizia per l’assetata coppia, che inizia a bere avidamente da questa lugubre pozza.
Da quel momento in poi la vita di Millie e Tim cambia radicalmente, perché assisteranno a eventi tremendi che renderanno l’uno letteralmente dipendente dall’altra, in un’unione di menti e di corpi che trascende il concetto di coppia.

Orrore soprannaturale e body horror
Together è una pellicola che funziona perfettamente, perché riesce a mettere in scena diverse tematiche, a partire dal concetto di coppia, di rinuncia e della reale dipendenza da qualcuno.
La coppia formata da Millie e Tim è rappresentata in modo encomiabile: Millie è mossa da un sincero amore e sembra protesa verso uno slancio amoroso che prevede anche il matrimonio, mentre Tim, sebbene ricambi sentimenti sinceri, si trova a disagio a dover convivere con un’esistenza fatta di sogni mai avverati e di un passato familiare molto difficile.
Proprio mostrando i ricordi di Tim, Together sfocia nell’horror più spaventoso, quello che si annida nello shock di aver vissuto in compagnia di un padre e una madre con grossi problemi, una cosa che può accadere a chiunque e che proprio per questo riesce a spaventare in modo inequivocabile.

Si tratta dell’orrore che spesso ha tratteggiato Stephen King, quello che si nasconde dentro casa, nella quotidianità e che, proprio per questo, è ancora più subdolo e minaccioso.
Oltre alle terribili reminiscenze di Tim, Together si serve anche del soprannaturale mostrando una misteriosa pozza d’acqua che nasconde segreti terribili.
La grotta, da sempre luogo buio e inospitale e proprio per questo fonte di disagio, funziona perfettamente come epicentro dell’orrore e trampolino di lancio narrativo per mostrare anche ben accetti effetti speciali artigianali che ricordano opere di culto come La cosa del maestro John Carpenter.
E poi c’è l’ultimo atto dell’orrore, quello che si serve del sottogenere body horror per reificare la dipendenza affettiva e la perdita di sé.
Un carosello horror notevole, che trova spazio in modo encomiabile nel primo lungometraggio di Michael Shanks.
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