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La recensione di Citadel: Diana, lo spin-off tutto italiano dello spy thriller Prime Citadel con protagonista Matilda De Angelis. Citadel: Diana racconta l’oscuro operato della sede italiana dell’agenzia Manticore, impegnata nella vendita di pericolose armi al miglior offerente e nella lotta contro gli agenti dell’agenzia Citadel. In streaming su Prime Video dal 10 ottobre 2024 con sei episodi in totale.

Nel 2023 esce su Prime Video Citadel, serie con protagonisti due aitanti agenti di Citadel, un’agenzia di spionaggio che opera in completa autonomia volta alla difesa dell’equilibrio mondiale.

Se Citadel rappresentava il bene, la sceneggiatura gli contrapponeva il male nei panni di Manticore, potentissima organizzazione segreta che invece vuole solo padroneggiare e imporre il suo status quo in tutto il mondo.

Lo show Prime Video incentrava la storia sulla fuga di questi due agenti, all’interno di un canovaccio spy thriller che offriva molte scene action e spettacolari.

Pur non essendo particolarmente originale, la serie Prime Video si lasciava vedere e, soprattutto, aveva il pregio di riuscire a intrattenere.

I piani di Prime Video per Citadel non si limitavano a un’unica apparizione seriale, ma prevedevano un vero e proprio franchise che comprendesse almeno due spin-off, uno dei quali è proprio questo Citadel: Diana.

La serie è incentrata sulla figura di Diana Cavalieri (Matilda De Angelis), ragazza che perde i genitori a causa di una misteriosa tragedia aerea che sembra tutto tranne che un banale incidente.

Proprio per questo la giovane si impegna a investigare su questa sciagura di cui ha il forte sentore che sia stata architettata da qualcuno e non capitata per puro caso.

DA COMUNE TEENAGER AD AGENTE IN UN BATTIBALENO

Diana è abile come investigatrice e tutti i suoi sforzi per cercare prove che potessero giustificare come l’incidente aereo in cui sono deceduti i suoi genitori non fu casuale stanno dando ottimi risultati.

La ragazza è a un passo dalla verità quando viene contatta da Gabriele (Filippo Nigro), un uomo che conosce nei dettagli tutta la vicenda che ha coinvolto il padre e la madre di Matilde.

Gabriele conosce chi ha abbattuto l’aereo e può finalmente svelarle la verità, ma a un prezzo: colei dovrà diventare un agente segreto di Citadel, un’organizzazione che vuole abbattere le ingiustizie nel mondo e che ha un acerrimo nemico chiamato Manticore.

Impegnata in faticosi allenamenti fisici e psicologici che possano insegnarle come reprimere la rabbia e a trasformarla in risorsa intellettuale, Matilde accetta il suo nuovo destino, che la porterà a vivere una vita segreta in cui la sua vera identità non potrà essere svelata a nessuno, nemmeno alla cara sorella Sara (Giordana Faggiano).

Citadel Diana serie Prime Video

 UN RUOLO A DUE FACCE

Matilde ora è una nuova persona e non più una semplice ragazza: la sua ragione di vita è cercare di annientare a tutti costi Manticore. Ma come riuscire in questa folle missione?

La via più semplice è quella di diventare essa stessa un agente di Manticore, ricoprendo così il difficile ruolo di doppiogiochista affinché possa trovare il modo di distruggere questa folle organizzazione che vuole costituire un nuovo ordine mondiale.

Sono passati quasi dieci anni da quel fatidico incontro con Gabriele, anni durante i quali Matilde si è addestrata in Manticore e che le ha permesso di diventare un loro agente di punta, che non ha diritto nemmeno più a un nome di battesimo ma solo a tre cifre numeriche che la identifichino.

È il 2030 e l’Italia si prepara ad adottare una nuova legge che possa liberalizzare l’uso delle armi proprio come succede in altri paesi da decenni; un’occasione incredibile che è stata fortemente voluta da Manticore, impegnata a creare armamenti tecnologicamente impressionanti grazie al talento di Edo Zani (Lorenzo Cervasio), figlio di Ettore Zani (Maurizio Lombardi), capo indiscusso di questa potente organizzazione.

La minaccia più grande non è rappresentata solo dai loschi affari di Manticore, ma da un incredibile strumento che potrebbe permettere il controllo totale di tutta la popolazione.

Un oggetto che è composto da due componenti ben distinti che devono unirsi per funzionare e che sono in mano a individui che vogliono venderli al miglior offerente.

Inizia così una lotta intestina tra la sede italiana di Manticore e quella francese e tedesca per riuscire a ottenere per primi questo incredibile manufatto tecnologico.

Non è solo Manticore Italia a rappresentare un forte pericolo: ora sono in campo tre poli di maligno potere, protagonisti di una guerra fredda in cui sono coinvolti i loro numerosi agenti disposti a tutto pur di primeggiare e ottenere così quest’arma dall’infinito potenziale.

UNA SERIE IN PARTE DIVERSA DA QUELLA ORIGINALE

Se lo show Prime Video del 2023 Citadel riusciva a offrire un’impronta scenica il più delle volte spettacolare grazie a riusciti effetti speciali impreziositi da una regia efficace, lo stesso non può dirsi di Citadel: Diana, che punta soprattutto a offrire una storyline in cui manca quasi del tutto la verve action.

Sebbene, come si evince dal titolo, la serie italiana di Prime Video punti soprattutto a raccontare la travagliata storia della vita di Matilde e ci riesca anche in maniera adeguata, Citadel: Diana langue di scene movimentate e abbonda di fin troppi siparietti verbosi che coinvolgono soprattutto gli altezzosi componenti della ricca e potente famiglia Zani.

In sei puntate in totale, si contano sulle dita di una mano le scene di pura azione, peraltro alcune di esse caratterizzate da un montaggio a tratti poco preciso che rende questi momenti adrenalinici poco credibili.

Se l’azione non è predominante, sarebbe stato auspicabile godere di una sceneggiatura che infondesse almeno una forte tensione emotiva servendosi di dialoghi ficcanti e personaggi caratterizzati con grande enfasi.

Citadel: Diana teaser trailer cover

Niente di tutto questo. Partiamo dall’analisi del personaggio di Gabriele (interpretato da Filippo Nigro), che rappresenta una sorta di “Miyagi” dello spionaggio per Matilde.

Gabriele si mostra poche volte durante la serie e soffre di una scrittura superficiale e frettolosa; questi attributi rendono il suo personaggio incapace di creare un rapporto con la ragazza protagonista della serie che possa in qualche modo emozionare.

Filippo Nigro spesso quando recita sembra quasi che si limiti a leggere il copione con tono freddo e privo di interpretazione; questa recitazione non riesce a creare il benché minimo feeling con lo spettatore, con il risultato che Gabriele appare solo come uno sconosciuto senza una reale (e forte) identità narrativa.

Inoltre manca qualsiasi input emotivo nel rapporto che tra di loro si instaura, rapporto che avrebbe potuto travalicare quello di semplice maestro e allieva visto che la ragazza ha perso la figura paterna.

Non se la cava meglio Matilda De Angelis, che sfoggia una recitazione spesso poco incisiva.  La giovane attrice è impegnata a interpretare una ragazza che passa anni ad allenarsi; un intervallo di tempo molto lungo che viene rappresentato attraverso pochissime scene: una scelta stilistica che non riesce a trasmettere una efficace sensazione di trasformazione e crescita del suo personaggio.

Se Gabriele compare in poche scene, in Citadel: Diana invece avremo modo di vedere e sentire confabulare innumerevoli volte i rappresentanti della famiglia Zani, affaccendati a risolvere le loro beghe familiari e a incontrarsi con i (pochissimi) capi delle famiglie di Manticore tedesche e francesi.

In questi numerosi incontri, potremo anche conoscere sfumature romantiche che coinvolgono Edo Zani, vittima di disavventure amorose ma che potrà presto rifarsi con un’altra donna. Risvolti sentimentali che rendono Citadel: Diana più accostabile a un melò piuttosto che a uno spy-thriller.

Discorso positivo invece per la rappresentazione degli effetti speciali, sicuramente minimali ma che sono usati in modo congeniale per offrire una sensazione di credibilità, a parte alcune armi progettate da Manticore che appaiono fin troppo straordinarie e proprio per questo motivo rientrano quasi nel genere fantascientifico.

Dove vedere Citadel: Diana
COMMENTO
Anche se era lecito aspettarsi una serie gestita in modo diverso da quella originale, ho ravvisato in Citadel: Diana una sceneggiatura fin troppo verbosa e a tratti superficiale, che offre uno spettacolo dal ritmo blando e che può contare su poche scene veramente movimentate. È giusto che Citadel: Diana punti molto sulla rappresentazione della storia di Diana e della sua famiglia, ma visto il genere della serie Prime Video era anche lecito aspettarsi momenti più adrenalinici e, soprattutto, una direzione generale della sceneggiatura volta a caratterizzare meglio i personaggi e i profondi legami che si creano tra di essi. Gli attori coinvolti nella serie Prime Video italiana inoltre non sfoggiano sempre una recitazione brillante (che curiosamente si rivela essere migliore quando è in lingua straniera) e risultano penalizzati nel dover recitare dialoghi a volte inadeguati che sembrano essere più adatti a una sceneggiatura da melò piuttosto che da thriller immerso in una storia di spionaggio internazionale. Insomma, se volete cimentarvi nella visione di Citadel: Diana, abbandonate l’idea di assistere a palpitanti scene action e preparatevi ad assistere a lunghe chiacchierate che potrebbero spezzare irrimediabilmente il ritmo dello show.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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