Disponibile dal 14 maggio su Sky e NOW, la serie Domina racconta per la prima volta in assoluto la vita di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto.

La sceneggiatura tratta il periodo storico antecedente alla nascita di Cristo, in cui l’Impero Romano spadroneggiava su gran parte dei territori conosciuti dall’uomo.

Interpretata da Kasia Smutniak, Livia Drusilla può essere considerata come la prima donna della storia che riuscì a gestire la res publica, pur non ricoprendo alcuna carica effettiva.

Attraverso il personaggio di Livia Drusilla Domina fa luce in modo inedito sul ruolo delle donne nell’antica Roma e sul loro status sociale, delineando le innumerevoli ingiustizie contro cui queste figure femminili dovevano scontrarsi; una donna a quei tempi era svalutata, anche nel sacro ruolo di madre.

FIGLI DELLA GUERRA

Durante le prime due puntate di Domina il plot mette in scena una Livia Drusilla molto giovane, interpretata da Nadia Parkes.

Sono anni turbolenti quelli che vive la giovane Livia, a fianco del padre Livio (Liam Cunningham). Costui è un uomo fermamente convinto della forza della Repubblica Romana, in antitesi all’oscuro miraggio della dittatura che si scorge negli animi di nuovi e pericolosi rivoltosi.

Livio è un uomo coraggioso, ancorato ai suoi sentimenti e ideali, pronto a difenderli anche se dovessero costare la vita.

Un carattere granitico, che la figlia Livia impara a conoscere grazie ai dettami politici che il padre le riserva, che la faranno crescere come una singolare donna investita della cultura di un uomo.

Domina in questo incipit di due puntate mostra come la vita di Livia in poco tempo cambi drasticamente; la ragazza è costretta presto ad abbandonare la sua casa perché deve patire un triste esilio.

Fuori dalle mura della sua abitazione non è facile sopravvivere e per farlo è obbligatorio conoscere bene il significato e l’uso della violenza.

Per fortuna accanto a lei vi è Antigone (Colette Dalal Tchantcho), una schiava che rappresenta la migliore amica di Livia e l’unica persona di cui si può fidare ciecamente.

Personaggio inventato per la serie e dunque mai esistito storicamente, Antigone avrà un ruolo molto importante nella vita di Livia e sarà il suo braccio destro per compiere imprese politiche delicate e pericolose.

SONO SOLO CONTENITORI PER PROCREARE

Sebbene siamo soliti riconoscere alla cultura romana molte scoperte innovative e una generale gestione della società per quei tempi all’avanguardia, durante gli anni che precedettero la nascita di Cristo la società romana era solita riservare alla figura femminile ben pochi diritti.

Spesso reputate unicamente come veicolo fondamentale per mettere al mondo eredi, le donne dopo che avevano partorito erano legate completamente al volere del loro marito.

Se quest’ultimo, per esempio, avesse voluto divorziare, i figli della coppia erano automaticamente affidati al pater familias.

Il triste destino della madre era quello di non poter vedere più i figli, a meno che l’ex marito non morisse e la potestà tornasse così alla madre.

Leggi inique e gravose che anche Livia Drusilla deve accettare con sommo dispiacere. Con la possibilità di sciogliere e formare nuove unioni matrimoniali, le famiglie romane risultavano spesso allargate, con nuovi figli che si univano a quelli che l’uomo si portava dietro da vecchie unioni.

Durante le puntate di Domina, si creeranno presto famiglie numerose, che saranno al centro di lotte spietate per spartire il potere secondo una generale eredità oppure, cosa più comune, il volere testamentario di chi trapassa.

NON E’ LA SOLITA SERIE

Siamo stati abituati, durante questi anni, a vivere i racconti dell’antica Roma sul piccolo e grande schermo godendo di un ritmo narrativo veloce che predilige l’azione.

Basti pensare a Il Gladiatore di Ridley Scott, oppure alla serie televisiva Spartacus, dove abbondavano combattimenti e una violenza generale molto presente.

La serie Sky Domina è differente, non solo perché sposta il focus narrativo dalla classica figura maschile a quella femminile, ma anche perché non vuole offrire il solito spettacolo fatto di nerboruti gladiatori oppure drammatici scontri all’arma bianca.

La figura centrale di Livia Drusilla è raccontata attraverso numerose scene di vita quotidiana, in cui si consumano interessanti dialettiche sulla politica. Una politica che si avvale di diversi intrighi per essere attuata, intrighi che Livia sarà estremamente abile a mettere in scena.

Terza moglie di Gaio Ottaviano, il primo imperatore romano Cesare Augusto, Livia imparerà ad amare un uomo che rappresenta un ostacolo al compimento del suo piano politico per ristabilire la Repubblica.

Un rapporto conflittuale che sarà centrale per descrivere la complessa personalità di una donna che è capace di sacrificare tutta sé stessa per un bene comune.

Sebbene non manchino momenti dello show dove compaiano scene violente, quello che impressiona di più durante la visione di Domina non è la vista del sangue, ma l’atteggiamento spesso impietoso degli uomini di potere con le loro mogli, maltrattate e viste solo come creature per procreare eredi maschi.

COMMENTO
Ero molto curioso riguardo questo show Sky, soprattutto perché rendeva protagonista una donna vissuta ai tempi dell’Impero Romano, che siamo soliti vedere raccontato solamente attraverso personaggi maschili e con tematiche orientate all’azione. Domina si distingue dai soliti cliché narrativi, e offre l’interessante storia di una donna eccezionale che è riuscita a fare politica anche all’ombra del potente marito. E’ chiaro quindi che Domina offrirà un montaggio che darà grande spazio a intrighi e tradimenti , messi in opera non solo da Livia ma anche dalla sua grande amica Antigone, una donna che precedentemente ha dovuto patire la sofferenza di essere schiava ma poi è riuscita a riscattarsi. Il suo personaggio, completamente inventato, si incastra perfettamente nella vita di Livia e sarà grazie alle sue grandi abilità che potrà aiutare Livia nei suoi piani per riportare la Repubblica ai suoi antichi fasti. Insomma, in Domina non vi è eccesso di violenza e di testosterone, ma un fine racconto che svela non solo la figura di questa donna sui generis, ma anche tutta la difficile situazione che gravava sulla figura femminile in quel periodo storico. Con un’ottima interpretazione da parte di Kasia Smutniak, abile nel mostrare soprattutto la sofferenza nello sguardo di una donna che deve fare i patti con alcuni compromessi morali pur di riuscire nei suoi intenti, Domina si rivela essere una serie profondamente interessante e coinvolgente. Da sottolineare poi gli ottimi costumi e le efficaci scenografie, tutte ambientate negli storici Cinecittà Studios di Roma, che donano alla produzione quell’aurea di veridicità in più che giova al coinvolgimento generale.
7.7
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".