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In tempi di cancel culture, ideologia woke e di un generale (e spesso asfissiante) sentimento di politicamente corretto, la visione di un film come American Pie: Ancora insieme non rappresenta solo un momento di svago, ma anche un dolce naufragare in tempi in cui il cinema poteva fare ancora satira sessuale senza la paura della censura. Con questo rinnovato sentimento libertino (e ridanciano), torniamo a riparlare del quarto capitolo di questo riuscito franchise.
In American Pie: Ancora insieme dopo dieci anni si ritrovano tutti (ma proprio tutti!) i protagonisti di American Pie.
Una reunion d’eccezione che non mancherà di far sbellicare più di uno spettatore fra gaffe e situazioni paradossali.
Anche stavolta il film funziona, complici i personaggi ben caratterizzati, che hanno fatto la fortuna di questa serie di film dal tono scanzonato.
UN BAMBINO CHE SPEGNE GLI ARDORI SESSUALI
Dieci anni sono passati, e non sono pochi per dei giovani amici che hanno coltivato la loro amicizia durante gli anni del liceo.
Anni di puro svago, con la mente spensierata e la voglia di fare quante più conoscenze carnali possibili con il gentil sesso. Dieci anni dove molti di loro sono fidanzati, alcuni sposati e con figli.
Jim e Michelle (Jason Biggs e Alyson Hannigan), storica coppia della serie (il matrimonio era il leif motiv del film del 2002), hanno da poco avuto un bambino.
Addio al tempo libero, e anche alle loro coccole particolari. Almeno fino al giorno in cui tutti gli amici hanno deciso di rivedersi, prendendo spunto da una riunione della classe del liceo di East Great Falls del 1999.
Ecco che scatta una incommensurabile voglia di fare casino, proprio per dare un colpo di coda al presente, fatto di un impiego frustrante e delle responsabilità dell’età adulta, e accogliere il caro, confortevole, passato da teenager.

STESSO PLOT, GRANDI PERSONAGGI
Il plot del film è quantomeno poco originale: chi ama questo genere di commedia avrà visto decine di volte sceneggiature che mostravano decine di giovani intenti a sfogare la loro frustrazione in donne e birra, con al seguito tanta comicità demenziale.
American Pie: ancora insieme non si discosta molto da questa classica comicità giovanile, anzi a dirla tutta la sviluppa come da copione, ma all’interno della sceneggiatura c’è qualcosa di molto diverso.
Stiamo parlando dei personaggi, veri e propri pilastri che da sempre rendono la serie qualcosa di diverso, di appassionante.
I ragazzi del liceo di East Great Falls sanno essere veri, nel miglior significato del termine.
Sono stati veri quando avevano problemi con il sesso femminile e odiavano restare vergini per tutta la vita, e lo sono ancora di più oggi quando hanno a che fare con problemi più seri.
Certo, le situazioni mostrate sono spesso grottesche nella loro raffigurazione, e il tema centrale rappresentato dal sesso sicuramente non piacerà a tutti, ma è innegabile come la vita di questi ragazzi su schermo in qualche modo riesca a far immedesimare lo spettatore.
Stavolta poi è impossibile non entusiasmarsi, soprattutto per coloro che hanno l’età dei protagonisti, osservando scene che ritraggono questi giovani adulti prendere una sonora rivincita sui teenager di oggi, ben più sfrontati e aggressivi rispetto a loro.

STIFLER NON SBAGLIA UN COLPO
Fra una risata e un ghigno soddisfatto, ancora riesce a far colpo la simpaticissima stupidità di Stifler (Seann William Scott), sempre fuori di testa ma incredibilmente bravo nelle sue inimitabili espressioni del viso.
Insomma, anche stavolta American Pie fa centro: si ride ancora di gusto, e in alcuni casi ci si intenerisce osservando il singolare rapporto di Jim con suo padre, interpretato da un sempre superbo Eugene Levy.
Praticamente tutti i personaggi più importanti dei film compaiono, e sarebbe un errore elencarli perché in questo modo si sacrificherebbe l’effetto sorpresa.
Sappiate però aspettare pazientemente fino alla fine del film perché riuscirete sicuramente a vedere quel personaggio particolare che è diventato parte di scene esilaranti.

Il sesso, come da copione nella sceneggiatura di American Pie, viene descritto senza tanti turbamenti nelle esasperate scene che coinvolgeranno soprattutto lo sfortunato Jim.
Tutte le storie che i protagonisti ci hanno raccontato in questi anni ritornano prepotentemente in questo terzo film, arricchendone i particolari.
Non mancherà anche la divertente madre di Stifler (l’indimenticabile Jennifer Coolidge). Sarà proprio Stifler che si prenderà una grande soddisfazione nei riguardi del suo amico Finch (Eddie Kaye Thomas), protagonista di una storica e peccaminosa liaison con sua madre.
Ma ci sarà spazio anche per il romanticismo, quello che ritorna dal passato, con protagonisti due persone che da giovani si sono amate e separate ma che, in verità, non si sono mai scordate del tutto.
Un piccolo grande ventaglio di emozioni quindi, che sarebbe erroneo sottovalutare perché proprie di una commedia leggera.
D’altronde si ama soprattutto con il sorriso sulle labbra, e credo sia questo il messaggio fra le righe di American Pie: ancora insieme, un messaggio da accogliere a braccia aperte soprattutto in un periodo storico complesso come questo, in cui gran parte del mondo è impegnato in violente guerre che minano il buonumore.


































