31.8 C
Roma
sabato, Agosto 1, 2026

Sanguara: iniziate le riprese del nuovo folk horror di Mattia Riccio

0
19
Una foto dal set dell'horror di Mattia Riccio "Sanguara".
Questo articolo può contenere link di affiliazione.

Sono ufficialmente iniziate tra Monte Livata e Jenne, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Simbruini, le riprese di Sanguara, il nuovo lungometraggio scritto e diretto da Mattia Riccio.

Dopo l’esordio con La figlia del bosco, il regista torna dietro la macchina da presa con un’opera che punta a rinnovare il folk horror italiano attraverso un immaginario profondamente legato al territorio, alle leggende popolari e alle radici culturali del nostro Paese.

Un horror psicologico ambientato tra i boschi dei Monti Simbruini

Protagonisti del film sono Giorgia Palmucci, Daniel De Rossi, Alessandro Sardelli e Davide Lo Coco, mentre la fotografia è affidata a David Natale.

Le riprese dureranno sedici giorni e coinvolgono una troupe composta interamente da professionisti under 35, una scelta che riflette la volontà della produzione di valorizzare una nuova generazione di autori e tecnici del cinema italiano.

La storia segue due studenti di antropologia che, su incarico del loro relatore universitario, si avventurano oltre i confini di una remota radura per indagare sulla misteriosa scomparsa di un’antica comunità etrusca.

Quella che inizialmente sembra una semplice ricerca accademica si trasforma ben presto in un viaggio inquietante all’interno di un territorio ostile, dominato da un passato oscuro e da una presenza misteriosa che sembra aver contaminato ogni cosa.

Mattia Riccio racconta un folk horror profondamente italiano

Con Sanguara, Mattia Riccio prosegue il suo percorso nel cinema di genere scegliendo ancora una volta il folk horror, ma reinterpretandolo attraverso simboli, tradizioni e paesaggi italiani.

Il regista ha spiegato di aver voluto realizzare un horror in cui la paura non nasca soltanto da ciò che viene mostrato sullo schermo, ma soprattutto da ciò che si percepisce. L’ambiguità morale dei protagonisti, la forza della natura e il peso della memoria collettiva diventano così elementi centrali di un racconto che affronta temi contemporanei come la regressione dell’uomo, la violenza e il rapporto sempre più fragile tra essere umano e ambiente.

Le location diventano protagoniste del film

I boschi di Monte Livata e gli scenari naturali di Jenne non fanno semplicemente da sfondo alla vicenda, ma assumono un ruolo fondamentale all’interno della narrazione. Radure isolate, alberi spogli, rocce e paesaggi selvaggi contribuiscono infatti a creare un’atmosfera sospesa e opprimente, nella quale il confine tra realtà, folklore e leggenda si assottiglia progressivamente.

L’ambiente diventa così una presenza costante, capace di influenzare il comportamento dei protagonisti e alimentare la tensione psicologica che attraversa l’intero racconto.

Quando uscirà Sanguara

Prodotto da Roberto Gentile e Davide Lo Coco, Sanguara si presenta come un horror atmosferico e psicologico con una forte identità visiva, deciso a esplorare il lato più oscuro della natura e dell’animo umano.

L’uscita del film è prevista nel corso del 2027.

Google
⭐ Pressview nei tuoi preferiti
Aggiungi Pressview.it alle tue fonti preferite per ricevere le ultime novità su cinema, TV e videogiochi.
Segui Pressview