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Siamo tutti in attesa della seconda stagione di Squid Game che arriverà in streaming su Netflix il 26 dicembre 2024.
La serie sudcoreana, che è arrivata in streaming nel 2021, ha avuto un inatteso grandissimo successo, che ha spinto inoltre Netflix a doppiare in italiano lo show che, inizialmente, era disponibile solo in lingua originale sottotitolato.
Se siete alla spasmodica ricerca di altre storie che narrino di giochi mortali, è bene fare un salto nel passato, precisamente nel 1987 e nel 1985, anni in cui uscirono rispettivamente L’implacabile e La lunga marcia, un film e un romanzo che trattano di competizioni molto particolari in cui se perdi ottieni un bel viaggio di sola andata nel mondo dei morti.
C’è una cosa che accomuna queste due storie: entrambe sono state create da Stephen King, anzi più precisamente da Richard Bachman, lo pseudonimo che il grandissimo scrittore usava per firmare i suoi primi romanzi.
MUORI DA STAR OPPURE COMBATTI PER SOPRAVVIVERE
Se le vicende di Squid Game narrano le vicende di Seong Gi-hun, un uomo afflitto dal vizio del gioco che vive con la madre sperperando i pochi soldi a sua disposizione, L’implacabile, film tratto dal romanzo di Stephen King L’uomo in fuga, mostra un personaggio ben diverso.
Siamo negli anni ottanta, periodo storico in cui nel cinema era molto in voga la figura dell’eroe forzuto che combatteva contro le ingiustizie.
Proprio per questo, L’implacabile metteva in scena Arnold Schwarzenegger nei panni di Ben Richards, un poliziotto che si rifiuta di aprire il fuoco su un gruppo di uomini e donne che si ribellano contro il Governo.
Siamo nel 2017, e il mondo è un posto sempre più brutto in cui vivere, dove il prezzo delle materie prime è salito alle stelle e la censura toglie il fiato all’arte in nome di un regime totalitario che si serve della televisione per trasmettere le sue bugie a fine propagandistico.
In TV spadroneggia un programma chiamato Running Man, in cui dei carcerati devono affrontare una serie di combattimenti contro gli Sterminatori, violenti uomini armati adibiti all’uccisione indiscriminata dei concorrenti.
Se in tre ore riescono a sopravvivere agli attacchi degli sterminatori, sono assicurate la libertà e ricchi premi.
Sarà il buon Richards a diventare il concorrente di questo seguitissimo programma, una partecipazione che cambierà le sorti di questo impero mediatico grazie anche ai contatti dell’uomo con un gruppo di ribelli.
Se negli anni ’80 L’implacabile era visto come un film di fantascienza appena sufficiente, salvabile soprattutto per la figura di Schwarzenegger nel cast, a rivederlo oggigiorno il lungometraggio di Paul Michael Glaser appare invece come un solido film di intrattenimento che anticipa molte problematiche che il mondo dovrà affrontare durante il XXII secolo.
Sebbene L’implacabile non offra tutta la profonda drammaticità di Squid Game e tenda invece a mettere in scena l’eroe muscoloso che riesce a sconfiggere il male con un sorriso sul viso e una dissacrante battuta ironica, le gesta di Ben Richards sono impreziosite da una ottima scenografia e una regia dinamica che riesce a valorizzare gli entusiasmanti combattimenti in stile “gladiatore del futuro” della star dei film d’azione Arnold Schwarzenegger.

CORRI SE NON VUOI ESSERE GIUSTIZIATO
Ci avevano già provato a portarlo sul grande schermo George Romero nel 1998 e Frank Darabont, lo showrunner della seguitissima serie The Walking Dead, nel 2007, ma senza riuscirci: sto parlando del romanzo La lunga marcia, primo racconto scritto da Stephen King che uscì nella prima edizione nel 1979 e solo nel 1985 in Italia.
Il racconto de La lunga marcia è ambientato in un presente distopico in cui vige un governo totalitario. Ogni anno viene organizzata una particolare marcia a cui possono partecipare 100 ragazzi.
Durante questa particolare corsa, ognuno di loro dovrà mantenere un’andatura di almeno 6 chilometri orari. Se questa regola non viene rispettata, si guadagna un’ammonizione. Se si ottengono più di tre ammonizioni, la gara è finita e si è ufficialmente fuori dai giochi.

La grande particolarità di questa gara è rappresentata dal modo in cui si esce dalla competizione: il corridore che non è riuscito a rispettare queste regole verrà ucciso con una fucilata.
L’ultimo concorrente che riesce a sopravvivere vince e potrà ottenere qualsiasi cosa lui voglia.
L’ambientazione de La lunga marcia è più affine a quella di Squid Game, perché il romanzo di Stephen King è prettamente drammatico quando descrive tutta la fatica di Raymond “Ray” Garraty, il protagonista del racconto che esplicita in modo chiaro tutta la sua paura e il terrore, soprattutto quando vede cadere i suoi compagni di gara con cui aveva anche instaurato un solido legame di amicizia.
Se nella versione cinematografica de L’uomo in fuga la presenza di Arnold Schwarzenegger assicura la vittoria del buono sul cattivo e un consolante happy ending, tra le pagine de La lunga marcia si respira un’aria tragica e psicologicamente asfissiante mentre si seguono le drammatiche vicende di Ray.
Proprio come Seong Gi-hun, Ray vuole mettersi in gioco per assicurarsi una vita migliore ma si accorge ben presto come il prezzo da pagare sia troppo alto e cerca di lottare per non restare una inutile marionetta nelle mani di chi detiene il potere e sa come manipolare psicologicamente una persona in difficoltà.
Se reputate Squid Game molto drammatico, forse non avete ancora letto La lunga marcia: le tragiche esperienze del protagonista del romanzo di Stephen King sono molto peggiori di quelle di Seong Gi-hun, perché il ragazzo molto presto si ritroverà privo di risorse fisiche e mentali per ostacolare i suoi oppressori.









































