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A sessant’anni dalla sua uscita, I pugni in tasca di Marco Bellocchio torna nelle sale italiane dal 23 marzo 2026 in una nuova versione restaurata e integrale.
Il film, considerato uno dei debutti più potenti del cinema italiano, continua ancora oggi a scuotere lo spettatore con la sua carica di violenza emotiva e rabbia autodistruttiva, mantenendo intatta la sua forza espressiva.
Un’opera che ha segnato la storia del cinema
Uscito nel 1965, I pugni in tasca racconta una famiglia intrappolata in una provincia soffocante, trasformando il nucleo familiare in un luogo di tensione, repressione e violenza latente.
Bellocchio firma un’opera radicale, senza compromessi, caratterizzata da uno stile essenziale e diretto.
Il racconto si sviluppa con un ritmo spezzato e improvvise accelerazioni, rompendo gli schemi narrativi tradizionali e ampliando lo sguardo verso una critica al conformismo autoritario.
A rendere ancora più intensa l’atmosfera contribuisce la colonna sonora firmata da Ennio Morricone, che accompagna lo spettatore in un viaggio claustrofobico fino all’epilogo.
Il restauro e la scena censurata
Questa nuova uscita presenta il film nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film e con il sostegno di Giorgio Armani.
Il restauro riporta l’opera alla sua forma originale, reintegrando anche la celebre scena del bacio tra fratello e sorella, censurata all’epoca dell’uscita nel 1965. Un elemento che accentua ulteriormente la natura provocatoria e disturbante del film.
La trama: una ribellione destinata alla tragedia
Ambientato tra gli Appennini piacentini, il film segue la storia di Alessandro, un giovane epilettico oppresso da un ambiente familiare chiuso e fragile.
Il protagonista, incapace di trovare una via di fuga, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca e dei fratelli, che percepisce come un ostacolo alla propria realizzazione. Tuttavia, la sua ribellione si rivela più autodistruttiva che liberatoria, trascinando sé stesso e la sua famiglia verso un destino tragico.
A distanza di decenni, il film di Marco Bellocchio si conferma un’opera attuale e disturbante, capace di interrogare lo spettatore sulle dinamiche familiari, il disagio individuale e i limiti imposti dalla società. Un classico che continua a far discutere e a lasciare il segno.




































